Barclays punta sui super ricchi dell’Asia: a Singapore il ticket d’ingresso costa 5 milioni

La banca britannica rafforza il private banking nella città-Stato, dove gli asset gestiti hanno raggiunto i 5.200 miliardi di dollari (+10% in un anno). Per aprire un conto servono almeno 5 milioni di sterline. Utili attesi in crescita a doppia cifra nel 2026 e 2027.
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Barclays punta sulla cassaforte asiatica
Barclays torna a scommettere sulla grande ricchezza asiatica e lo fa partendo da Singapore. La banca britannica ha deciso di più che raddoppiare l’organico del private banking nella città-Stato, trasformandola in uno dei principali motori di crescita della divisione Wealth Management nei prossimi anni.
La scelta arriva in un momento particolarmente favorevole per Singapore. La guerra in Medio Oriente e l’incertezza globale stanno aumentando l’attrattiva dei centri finanziari considerati più stabili e la città-Stato si sta contendendo con Hong Kong una quota crescente dei patrimoni delle grandi famiglie asiatiche e internazionali.
“Vediamo Singapore e il Medio Oriente come due mercati di crescita particolarmente forti nei prossimi due o tre anni”, ha spiegato in una recente intervista a Bloomberg Sasha Wiggins, amministratore delegato di Barclays Private Bank and Wealth Management. L’obiettivo è ottenere nella regione una crescita a doppia cifra delle attività e delle passività della clientela.
Negli ultimi due anni gli asset dei clienti facoltosi di Barclays sono aumentati complessivamente del 30% e l’Asia ha contribuito alla crescita, anche se la banca non fornisce dati separati per la regione. Secondo Reuters, il piano prevede di più che raddoppiare entro il 2030 il numero dei banker impiegati nel private banking di Singapore.
Il ritorno dopo l'uscita del 2016
La mossa ha anche un valore simbolico. Questa settimana Barclays ha riaperto a Singapore il proprio booking center per il private banking, il secondo in Asia dopo quello indiano. Dieci anni fa, nel 2016, la banca aveva venduto le attività di private banking di Singapore e Hong Kong. Aveva però mantenuto nella città le divisioni corporate e investment banking e circa cinque anni fa aveva iniziato a ricostruire la presenza nel wealth management.
Adesso il ritorno è completo. Il nuovo centro consente ai clienti di accedere da Singapore ai servizi globali del gruppo nel banking, nei finanziamenti, negli investimenti e nella pianificazione patrimoniale.
La strategia punta soprattutto sui grandi patrimoni. Per aprire un conto nella private bank di Barclays sono necessari almeno 5 milioni di sterline, ma il patrimonio medio dei clienti è molto superiore. E Singapore offre un bacino sempre più interessante: gli asset in gestione nella città-Stato hanno raggiunto nel 2025 i 6.680 miliardi di dollari di Singapore, circa 5.200 miliardi di dollari Usa, con un aumento del 10% in un solo anno. È cresciuto inoltre rapidamente il numero dei family office, clienti ai quali Barclays può offrire insieme private banking, corporate banking e servizi di investment banking.
È un mercato sul quale la concorrenza è inevitabilmente molto forte. Barclays gestisce complessivamente circa 230 miliardi di sterline nel wealth management, una dimensione ancora nettamente inferiore a quella di concorrenti globali come HSBC e della stessa DBS di Singapore.
Il wealth management deve pesare di più
L'espansione asiatica rientra nella strategia disegnata nel 2024 dal Ceo CS Venkatakrishnan, che vuole aumentare il peso del private banking e del wealth management all'interno del gruppo. Singapore può diventare uno degli strumenti per accelerare questo processo.
Una scelta che intercetta una tendenza ben più ampia. Secondo le stime PwC citate da Reuters, gli asset della clientela nell'Asia-Pacifico potrebbero passare da 107.200 miliardi di dollari nel 2024 a 154.300 miliardi nel 2030. Una torta enorme sulla quale stanno aumentando gli investimenti sia le banche asiatiche sia i grandi gruppi finanziari occidentali.
Valutazione contenuta, in Borsa il titolo ha spazio per crescere
La strategia di crescita arriva dopo una corsa importante del titolo. Barclays ha guadagnato il 24% negli ultimi sei mesi e il 35% negli ultimi dodici, portando la capitalizzazione a circa 66,7 miliardi di sterline.
E le aspettative sugli utili rimangono robuste. Il consensus prevede per il 2026 un risultato netto di 7,1 miliardi di sterline, in aumento del 16%, seguito da un altro progresso del 16,9% nel 2027, quando l'utile dovrebbe raggiungere 8,3 miliardi. Sulla base di queste stime, Barclays è scambiata oggi a 7,7 volte gli utili del 2027, una valutazione decisamente contenuta.
Anche il giudizio degli analisti resta favorevole. Dei 17 esperti che seguono Barclays, 11 consigliano Buy e sei Hold. Il target price medio è di 573 pence, circa il 15% sopra le attuali quotazioni intorno a 495-497 pence.
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