BCE alla prova del rialzo del prezzo del petrolio. Rischio rialzo dei tassi? Le attese degli esperti

BCE alla prova del rialzo del prezzo del petrolio. Rischio rialzo dei tassi? Le attese degli esperti

In sole due settimane di conflitto in Medio Oriente, i prezzi dellโ€™energia sono cresciuti del 40% e questo potrebbe avere un impatto importante sullโ€™inflazione con cui lโ€™istituto centrale guidato da Christine Lagarde dovrร  fare i conti.

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Verso la riunione della BCE

Mancano due giorni alla riunione della Banca centrale europea, meeting che arriva in un contesto di forte incertezza politica e di nuove pressioni sui prezzi a causa della crisi in Medio Oriente.

Se il consensus sembra non avere dubbi nel prevedere il mantenimento degli attuali tassi di interesse, con quello sui depositi che resterebbe cosรฌ al 2%, pertanto lโ€™attenzione si rivolgerร  alle indicazioni che emergeranno dalle nuove stime dello staff dellโ€™istituto sulle prospettive di inflazione e crescita nell'area euro, anche se queste non dovrebbe comprendere gli sviluppi macro di queste due ultime settimane.

Incertezze sui prezzi

Se alcune stime parlando di una crescita dei prezzi dellโ€™energia pari al 40% dallโ€™inizio del conflitto, portando cosรฌ ad un aumento dellโ€™inflazione, la BCE dovrร  valutare se questo nuovo scenario avrร  effetti temporanei o se potrebbero restare in un lasso di tempo maggiore, in particolare attraverso il passaggio ai salari e alle aspettative di inflazione.

Un'analisi fatta da Francoforte ha mostrato che un aumento permanente del 14% dei prezzi del petrolio e del gas farebbe salire l'inflazione dello 0,5% e colpirebbe la crescita dello 0,1%, con un impatto simile per un secondo anno prima di svanire.

Per i mercati, dunque, il vero test della riunione sarร  il tono della conferenza stampa di Christine Lagarde e le indicazioni su come l'istituto intende reagire a uno scenario geopolitico che resta altamente incerto.

Per gli analisti di ING, โ€œnella congiuntura attuale, il rischio di una spirale salari-prezzi appare limitatoโ€, ma โ€œin uno scenario di โ€˜guerra infinitaโ€™ con un'interruzione prolungata dello Stretto di Hormuz, prezzi del petrolio superiori a 100 dollari al barile per diversi mesi e ripercussioni a catena sui trasporti, sui prezzi dei prodotti alimentari e, piรน in generale, sulle catene di approvvigionamento, รจ probabile che la BCE forzi la mano e prenda in considerazione un aumento dei tassi. In tale scenario, uno o due aumenti simbolici dei tassi potrebbero essere sufficienti a prevenire eventuali effetti secondari e potrebbero rafforzare la credibilitร  della BCE nella lotta all'inflazione.

Cosa guadare giovedรฌ

โ€œPer la riunione di giovedรฌ, non prevediamo alcuna variazione dei tassiโ€, scrivono da ING, ritenendo che โ€œL'ultima tornata di proiezioni sarร  meno rilevante del solito, essendo solo una delle tante variabili di input per la riunione. A chi importa di revisioni di inflazione o previsioni di crescita basate su modelli in punti percentuali se il prezzo del petrolio puรฒ salire di 30 dollari al barile in pochi minuti?โ€.

La BCE, tuttavia, โ€œcercherร  di utilizzare il suo secondo strumento di politica monetaria piรน potente, le parole, per tenere a bada le aspettative di inflazioneโ€, proseguono dal broker, ritenendo che โ€œMostrarsi un po' piรน aggressivi, ad esempio affermando che la BCE รจ pronta ad agire, sta monitorando la situazione con molta attenzione e non si asterrร  da eventuali aumenti preventivi dei tassi, sembra il risultato piรน probabile. In questo contesto, non ci aspettiamo che Lagarde ripeta l'espressione โ€˜buona posizioneโ€™. Ancora non cโ€™รจ motivo per lasciarsi prendere dal panico, ma allestire una panic room intorno alla buona posizione della BCE potrebbe non sembrare una cattiva idea in questo momentoโ€.

Per Kevin Thozet, membro del comitato investimenti di Carmignac, โ€œIl dilemma per laย BCEย รจ quindi evidente: da un lato, la banca centrale deve evitare il rischio che le aspettative di inflazione si stabilizzino nuovamente a un livello piรน alto, soprattutto se i prezzi dellโ€™energia dovessero rimanere elevati. Dallโ€™altro lato, la capacitร  fiscale dei governi di attutire lo shock รจ ora notevolmente ridotta rispetto al 2022. In assenza di solide riserve fiscali, lo shock energetico potrebbe tradursi rapidamente in un calo dei consumi e in un rallentamento degli investimenti, aumentando il rischio che uno shock dal lato dellโ€™offerta si trasformi in uno shock dal lato della domandaโ€.

Per il momento, prevede Thozet, โ€œlaย BCEย opterร  probabilmente per una pausa di riflessione. Tuttavia, il bilanciamento dei rischi รจ cambiato: uno shock energetico temporaneo sta costringendo sempre piรน i policymakers a riconsiderare l'ipotesi che l'area euro possa trovarsi nuovamente di fronte alla scomoda combinazione di inflazione in aumento e crescita in calo โ€“ un mix che rende la prossima mossa dellaย BCEย molto meno prevedibile. Il problema energetico dell'Europa si sta nuovamente trasformando in un problema politico per laย BCEโ€.

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