BCE: attesi aumenti dei tassi di ulteriori 25 bp

14/09/2023 06:45
BCE: attesi aumenti dei tassi di ulteriori 25 bp

Oggi la BCE รจ attesa aumentare i tassi di ulteriori 25 bp, nonostante la Commissione Europea abbia rivisto al ribasso le sue previsioni economiche per lโ€™Eurozona, quale effetto principale della debolezza della crescita della Germania.

A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM

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Serie di dati USA in uscita oggi alle 14:30: richiesta di sussidi settimanali alla disoccupazione (stima 226k contro 216k della scorsa settimana), Prezzi alla produzione MoM di agosto (stima 0,4% contro 0,3% di luglio), vendite al dettaglio MoM di agosto (stima 0,2% contro 0,7%).

Ieri lโ€™inflazione USA YoY di agosto รจ risultata piรน elevata rispetto alle stime (3,7% contro 3,6% atteso) e risulta in accelerazione per il secondo mese consecutivo, dopo 12 cali consecutivi, a causa soprattutto dellโ€™impennata dei prezzi della benzina (+10,6% in agosto, ma -3,3% rispetto allโ€™agosto del 2022).

Anche gli affitti hanno tuttavia fatto la loro parte, crescendo in agosto dello 0,5% (+7,3% su base annua). Ci aspettiamo che gli aumenti degli affitti riducano la loro dinamica grazie ai nuovi contratti di locazione. Ma รจ facile capire come questo cambiamento sia piuttosto lento a filtrare nei contratti di locazione esistenti. Beni come auto usate e mobili hanno continuato a scendere di prezzo, compensando in parte lโ€™aumento degli affitti, dei viaggi e di altri servizi.

I prezzi core che come noto la FED osserva piรน da vicino sono aumentati dello 0,3% (0,2% il luglio), che porta tuttavia lโ€™aumento su base annua al 4,3% (4,7% a luglio). Nonostante la dinamica piรน contenuta, la crescita rimane tuttavia piรน che doppia rispetto al target del 2%. I prezzi sono diminuiti man mano che i colli di bottiglia nella catena di approvvigionamento legati alla pandemia si sono dissipati. Ma il costo di servizi come le riparazioni delle auto e le attivitร  ricreative รจ aumentato vertiginosamente, soprattutto a causa dellโ€™aumento dei salari dei dipendenti. Non sarร  per nulla banale abbassare la crescita dei prezzi al 2% (piรน volte abbiamo scritto che lโ€™ultimo miglio sarebbe stato il piรน difficile).

Di conseguenza, risulta piรน probabile che la FED possa alzare ancora una volta il tasso di interesse di riferimento questโ€™anno di 25 bp, dopo averli alzati di 5,25 punti in 16 mesi. La campagna contro lโ€™inflazione risulta la piรน aggressiva degli ultimi quattro decenni e non siamo convinti che abbia ancora dispiegato tutti i suoi effetti. Cosรฌ come non siamo del tutto convinti che Powell alzi i tassi giร  a settembre. Secondo la nostra analisi, ci aspettiamo che la FED stia ferma la prossima settimana per poi eventualmente alzare i tassi a novembre qualora il mercato del lavoro (soprattutto nei servizi) continui a sostenere lโ€™inflazione. Anche se recentemente gli aumenti salariali hanno iniziato a superare lโ€™inflazione, molti americani affermano di non percepirne i benefici.

Oggi รจ la giornata della BCE, attesa aumentare i tassi di 25 bp con il 65% di probabilitร , nonostante la Commissione Europea abbia rivisto al ribasso le sue previsioni economiche per lโ€™Eurozona, quale effetto principale della debolezza della crescita della Germania il cui PIL รจ previsto contrarsi dello 0,4% nel 2023. La crescita economica dei 27 paesi รจ prevista ora in crescita dello 0,8% questโ€™anno (1% la stima precedente) e dellโ€™1,4% nel 2024 (1,7% in precedenza). Lโ€™inflazione รจ pure prevista contrarsi nel 2023 al 6,5% (dal 6,7% precedente) e fermarsi al 3,2% nel 2024.

Lโ€™incertezza intorno alle stime rimane tuttavia eccezionalmente elevata (e questo spiega la continua revisione al ribasso), in gran parte a causa della guerra di aggressione in corso da parte della Russia contro lโ€™Ucraina. Non ci sentiamo di escludere che la stretta monetaria possa portare ad effetti negativi sullโ€™attivitร  economica piรน forti del previsto, innescando un calo piรน rapido dellโ€™inflazione, che accelererebbe la ripresa dei redditi reali. Certo, a prezzo di una recessione economica che si manterrebbe lunga quanto in squilibrio si manterrebbero i tassi di interesse.

La debolezza economica piรน debole del previsto e sotto quella potenziale รจ destinata ad estendersi anche al 2024. Dopo un calo dellโ€™1,1% della produzione industriale nel secondo trimestre, trainato da forti contrazioni nella produzione di beni di consumo ed energia, gli anticipatori del ciclo indicano un ulteriore indebolimento dellโ€™attivitร  nel terzo trimestre.

Inoltre, sia l'indicatore del clima economico della Commissione che gli indici dei responsabili degli acquisti (PMI) evidenziano la debolezza dell'industria ai servizi: il PMI dei servizi รจ caduto in territorio di contrazione ad agosto.

Nel corso degli ultimi mesi, la BCE ha continuato a normalizzare i suoi principali strumenti di politica monetaria. Rispetto alle previsioni di primavera, lโ€™aumento dei tassi ufficiali attesi รจ moderato rispetto a quanto fatto fino ad ora. Sebbene lโ€™aumento dei tassi attesi sia marginale, vi sono prove crescenti del suo impatto sullโ€™economia reale. Al livello attuale dei tassi รจ lecito attendersi che un aumento marginale abbia effetti significativi sullโ€™economia reale. Gli ultimi aumenti hanno aperto la strada ad un ulteriore aumento dei costi di finanziamento e un rallentamento del credito bancario verso il settore privato, segnalando unโ€™efficace trasmissione della politica monetaria.

Particolarmente colpiti sono stati gli investimenti e lโ€™attivitร  complessiva nei settori economici che dipendono maggiormente dai finanziamenti esterni. In particolare, lโ€™aumento dei tassi ipotecari e lโ€™inasprimento generale delle condizioni creditizie, uniti al calo della domanda, hanno continuato a incidere sui mercati immobiliari dellโ€™UE.

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