BCE, ci si aspetta un rialzo dei tassi di interesse meno dirompente

Inflazione in Europa attesa in flessione nei prossimi mesi grazie a diversi elementi positivi che giocano a favore di un rialzo dei tassi meno dirompente di quelli visti fino a dโora e che i mercati finanziari non tarderanno ad apprezzare.
A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso CFO Sim
Il dato dei prezzi alla produzione YoY di ottobre della Germania uscito ieri รจ cresciuto in misura piรน contenuta rispetto alle attese (34,5% contro 41,5% la stima) ed รจ la prima volta dal maggio 2020. Segnale questo che lascia ben sperare anche nella discesa dei prezzi al consumo il cui dato verrร rilasciato mercoledรฌ 30 (ricordiamo che a settembre lโinflazione รจ stata del 10,6%).
Probabilmente, come abbiamo giร avuto modo di evidenziare, ci vorrร un poโ piรน di tempo in Europa, rispetto a quanto visto negli USA, perchรฉ la minore dinamica del PPI diventi visibile anche per il CPI (gennaio/febbraio). La ragione dipende in prevalenza dalla diversa composizione dellโinflazione che in Europa, come noto, รจ per la metร determinata da costi, diversamente dagli USA derivante per lo piรน da domanda. Lโazione sui costi, ovvero lโaccordo sul prezzo del gas, la revisione del meccanismo del TTF, il possibile stop al conflitto in atto con la conseguente distensione delle catene di approvvigionamento e da ultimo lโeffetto statistico, dovrebbero in seguito accelerarne la positiva dinamica.
Elementi positivi questi che giocano a favore di un rialzo dei tassi di interesse meno dirompente di quanto visto fino ad ora. Il che non significa che il sistema รจ vicino allโequilibrio. Anzi, per stroncare lโinflazione occorre che i tassi siano in disequilibrio per dare il tempo necessario allโinflazione di avvicinarsi allโobiettivo. Diversamente da Powell, la Lagarde non ha perรฒ mai detto che i tassi potrebbero rimanere in disequilibrio a lungo: qui occorre comunque chiarire il concetto di lungo periodo delle banche centrali (6/9 mesi) da quello del mercato (un mese se va bene).
In questa fase gli elementi positivi che giocano a favore dei listini Europei sono maggiori rispetto a quelli negativi. Se lo scenario รจ quello appena descritto, i mercati finanziari hanno probabilmente giร visto i minimi di periodo. Che non vuol dire che sono pronti a partire a razzo, ma che con tutta probabilitร vedremo una riduzione della volatilitร media (vale sempre comunque โal netto di eventi straordinariโ) con un graduale cambiamento del sottostante trend.
Chiaro che in tutto questo occorrerร anche capire che cosa possa accadere alla maggiore economia del pianeta e quindi al mercato โfaro nel mondoโ, Wall Street. Difficile infatti che si realizzi un decoupling. Inflazione in riduzione e disoccupazione vicina al tasso naturale da tempo, non sembrano far propendere il sistema economico verso una lunga e profonda recessione. Nonostante la politica comunicativa di Powell nel ribadire la ferrea volontร di alzare costantemente i tassi fino a quando lโinflazione non sarร definitivamente domata, pur rischiando una lunga recessione. La speranza della FED รจ che ad una riduzione del potere dโacquisto dei salari, le aspettative di una elevata inflazione generino una minore domanda di beni e servizi che a loro volta consenta una decelerazione della dinamica di aumento dei prezzi. Se cosรฌ sarร , anche Powell potrebbe avere lโassist per smorzare la dinamica dei rialzi. Di riflesso i mercati potrebbero quindi reagire positivamente.
Su entrambe i mercati rimane tuttavia lโincognita di quanto possa pesare la revisione degli utili societari a seguito dei risultati dei 9M22 e soprattutto alla luce delle aspettative sul trend futuro espresse dalle societร .
Con questo scenario, la strategia di portafoglio continua ad essere quella di diversificare gli investimenti con un approccio bottom up che privilegi i titoli di quelle societร che produco cassa, sono leader nel proprio mercato di riferimento e hanno una redditivitร mediamente superiore a quella dei propri competitors.
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