Bce, cosa aspettarsi dalla riunione del 19 marzo

16/03/2026 14:30
Bce, cosa aspettarsi dalla riunione del 19 marzo

Il nuovo shock energetico provocato dalla guerra in Medio Oriente riporta la Bce davanti a uno scenario che sembrava archiviato: il rischio di un nuovo impulso inflazionistico legato al petrolio. Lโ€™impennata dei prezzi dellโ€™energia, unita allโ€™incertezza geopolitica, complica il quadro per la politica monetaria europea. Nella riunione di giovedรฌ lโ€™Eurotower potrebbe mantenere i tassi invariati ma adottare un tono piรน aggressivo per contenere le aspettative di inflazione e ricordare ai mercati che le lezioni della crisi del 2022 non sono state dimenticate.

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Guerra, petrolio e la โ€œpanic roomโ€ della Bce

La guerra in Medio Oriente e il nuovo aumento dei prezzi del petrolio stanno riportando la Banca centrale europea (Bce) in una delle situazioni piรน delicate della sua storia recente: gestire uno shock energetico senza perdere il controllo delle aspettative di inflazione. Come si legge nel commento a cura di Carsten Brzeski, Global Head of Macro di ING, questo scenario richiama inevitabilmente lโ€™esperienza piรน traumatica vissuta dallโ€™istituto negli ultimi anni, lo shock petrolifero del 2022.

La riunione della Bce prevista per giovedรฌ 19 marzo dovrebbe, secondo le previsioni di ING, confermare un atteggiamento attendista sui tassi. Ciรฒ non significa perรฒ che il tono della comunicazione resterร  neutrale. Al contrario, Brzeski ritiene probabile che il linguaggio della Bce diventi piรน aggressivo, proprio per dimostrare che le lezioni della crisi inflazionistica recente sono ancora molto presenti nella memoria dellโ€™istituzione.

Per descrivere la situazione attuale, Brzeski utilizza una metafora cinematografica. Se la riunione della Bce fosse un film, la protagonista sarebbe Jodie Foster nel ruolo della madre che si rifugia in una "panic room", la stanza blindata per proteggersi dagli intrusi. In questo scenario simbolico, gli intrusi sono la guerra in Medio Oriente e lโ€™impennata dei prezzi dellโ€™energia, che minacciano la posizione relativamente stabile raggiunta dalla Bce negli ultimi mesi.

La vera domanda per la riunione di giovedรฌ diventa quindi una sola: come reagirร  il Consiglio direttivo chiuso nella sua โ€œpanic roomโ€?.

Il conflitto cancella ogni ipotesi di taglio dei tassi

Quando la Bce si riunirร  giovedรฌ, il contesto macroeconomico sarร  molto diverso rispetto alla riunione precedente. Secondo Brzeski, il conflitto in Medio Oriente ha cambiato completamente la discussione di politica monetaria. Il rischio principale non รจ piรน quello di unโ€™inflazione troppo bassa, ma piuttosto la possibilitร  di un nuovo shock energetico capace di spingere i prezzi verso lโ€™alto.

In questo contesto, osserva lโ€™analista di ING, qualsiasi dibattito su ulteriori tagli dei tassi appare ormai fuori dal tavolo. Prima dello scoppio della guerra, una parte del mercato riteneva possibile che un euro piรน forte potesse ridurre le pressioni inflazionistiche e riaprire la discussione su un allentamento monetario. Ora questo scenario non appare piรน realistico.

Il petrolio stava giร  salendo prima dellโ€™esplosione del conflitto e lโ€™inizio delle ostilitร  รจ arrivato proprio mentre la Bce stava completando il proprio ultimo ciclo di previsioni macroeconomiche. Il risultato, sottolinea Brzeski, รจ che quelle proiezioni sono diventate quasi immediatamente obsolete.

Come tutte le banche centrali, anche la Bce deve costruire le proprie stime su una gamma di possibili prezzi del petrolio. Ma nel contesto attuale la variabilitร  รจ estrema. Secondo Brzeski, si potrebbe assistere a una breve impennata dei prezzi con effetti limitati sulle catene di approvvigionamento, oppure a una vera crisi energetica con effetti molto piรน ampi sullโ€™economia europea.

Per questo motivo la domanda centrale per la Bce non รจ piรน se lโ€™inflazione rischi di essere troppo bassa, ma come reagire a un nuovo shock del petrolio. La gestione di questi shock rappresenta una sfida storica per le banche centrali. Secondo Brzeski, il modo in cui la Bce ha affrontato gli shock energetici si รจ evoluto profondamente negli ultimi venticinque anni.

Come รจ cambiato lโ€™approccio della Bce agli shock petroliferi

ING ricostruisce quattro fasi principali nellโ€™evoluzione della strategia della Bce nei confronti degli shock energetici.

La prima fase, tra il 1999 e il 2004, puรฒ essere riassunta nellโ€™idea di โ€œnon ripetere gli errori degli anni Settantaโ€. Quando la Bce nacque, spiega Brzeski, il petrolio si trovava sui minimi degli ultimi decenni ma stava iniziando a salire. In quel periodo, gli shock petroliferi venivano interpretati come fenomeni puramente esogeni legati allโ€™offerta. La prioritร  della politica monetaria era quindi evitare effetti secondari su salari e aspettative di inflazione.

Tra il 2004 e il 2008 lโ€™approccio diventรฒ piรน sofisticato. La Bce iniziรฒ a distinguere tra effetti diretti sui prezzi al consumo, effetti indiretti sui costi di produzionee possibili effetti secondari sui salari. In questa fase, spiega Brzeski, lโ€™istituto iniziรฒ anche a considerare lโ€™origine dello shock petrolifero. Se lโ€™aumento dei prezzi derivava da una forte domanda globale, la risposta di politica monetaria doveva essere piรน aggressiva rispetto a uno shock puramente legato allโ€™offerta.

Nonostante questo affinamento teorico, la Bce commise un errore significativo. Nel 2008, racconta Brzeski, sotto la presidenza di Jean-Claude Trichet, la banca centrale aumentรฒ i tassi nel tentativo di prevenire effetti inflazionistici di secondo livello, ma lo fece nel pieno della crisi finanziaria globale. La decisione dovette essere rapidamente invertita pochi mesi dopo.

Negli anni successivi si affermรฒ una nuova dottrina. Durante il periodo 2010-2020 la Bce, come molte altre banche centrali, iniziรฒ a โ€œguardare oltreโ€ gli shock del petrolio. Lโ€™idea era che, precisa Brzeski, questi shock fossero generalmente temporanei e che reagire con un inasprimento della politica monetaria avrebbe rischiato di amplificare la recessione proprio mentre lo shock si stava giร  riassorbendo.

Questa strategia, evidenzia Brzeski, fu rafforzata anche da un cambiamento strutturale dellโ€™economia globale: la trasmissione degli shock petroliferi ai salari e allโ€™inflazione di fondo era diventata molto piรน debole rispetto agli anni Settanta e Ottanta.

Lโ€™esperienza del 2021-2022 ha perรฒ rimesso in discussione questa impostazione. Allโ€™inizio della fiammata inflazionistica post-pandemica la Bce definรฌ lโ€™aumento dei prezzi come โ€œtransitorioโ€, un termine che รจ poi diventato il simbolo di una valutazione errata. Oggi, sottolinea Brzeski, la domanda non รจ piรน soltanto se ci si trovi davanti a uno shock energetico, ma quanto sia persistente, quale sia il livello iniziale dellโ€™inflazione e quanto siano vulnerabili le aspettative.

Il concetto di โ€œguardare oltreโ€ non รจ quindi scomparso, ma รจ diventato condizionato e non piรน automatico.

Tassi fermi, ma comunicazione piรน aggressiva

Alla luce di queste considerazioni, ING prevede che la Bce non modificherร  i tassi nella riunione di giovedรฌ 19 marzo. Le nuove proiezioni macroeconomiche avranno probabilmente un ruolo secondario nella discussione.

Brzeski osserva che, in un contesto in cui il prezzo del petrolio puรฒ salire di 30 dollari al barile nel giro di poche ore, revisioni di inflazione o crescita espresse in decimi di punto percentuale perdono inevitabilmente rilevanza.

Ciรฒ non significa che la Bce resterร  passiva. Secondo lโ€™analista di ING, lโ€™istituto utilizzerร  il suo secondo strumento di politica monetaria piรน potente dopo i tassi: la comunicazione.

Il risultato piรน probabile รจ che Christine Lagarde e gli altri membri del Consiglio direttivo adottino un tono piรน duro, ribadendo che la banca centrale รจ pronta ad agire se necessario, che la situazione energetica viene monitorata con estrema attenzione e che non sono esclusi rialzi preventivi dei tassise le aspettative di inflazione dovessero deteriorarsi.

In questo contesto, Brzeski ritiene improbabile che Lagarde ripeta lโ€™espressione โ€œgood placeโ€utilizzata in passato per descrivere la posizione della Bce. Non esiste ancora una ragione per farsi prendere dal panico, conclude Brzeski, ma costruire una sorta di โ€œpanic roomโ€ attorno alla politica monetaria europea potrebbe non essere una cattiva ideain un mondo in cui petrolio, geopolitica e inflazione tornano a muoversi insieme.

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