BCE, soffia un vento di rialzo dei tassi di interesse

BCE, soffia un vento di rialzo dei tassi di interesse

Il conflitto in Medio Oriente aumenta i timori per lโ€™inflazione e diverse banche dโ€™affari ora si attendono aumenti del costo del denaro per le prossime due riunioni dellโ€™istituto guidato da Christine Lagarde.

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Verso un rialzo dei tassi

Ieri la Banca centrale europea ha lasciato i tassi di interesse fermi, cosรฌ come ampiamente previsto, ma si inizia a parlare di possibili rialzi del costo del denaro giร  alla prossima riunione di aprile.

Secondo quanto scrive Bloomberg, i trader hanno aumentato le loro previsioni di un rialzo, prevedendo ora tre aumenti di 25 punti base questโ€™anno, a causa dellโ€™aumento dei prezzi dellโ€™energia che ha alimentato i timori di inflazione.

Il media riporta che gli swap legati alle date delle riunioni di politica monetaria ora implicano 79 punti base di rialzi entro fine anno, rispetto ai 70 punti precedenti al meeting BCE. I trader attribuiscono una probabilitร  del 75% che il primo aumento arrivi giร  il mese prossimo, ovvero il 30 aprile.

Volano i falchi della BCE

La possibilitร  di una nuova stretta monetaria รจ emersa anche dalle parole arrivate questa mattina da numerose dichiarazioni di membri del consiglio direttivo della BCE.

Joachim Nagel, presidente della Bundesbank e quindi membro del consiglio direttivo dell'istituto, ha dichiarato a Bloomberg che โ€œallo stato attuale รจ plausibile che le prospettive di inflazione a medio termine possano peggiorare e che le aspettative di inflazione possano aumentare in modo sostenuto, il cheย significherebbe probabilmente la necessitร  di una politica monetaria piรน restrittivaโ€.

Naturalmente, resta il consueto lโ€™approccio ai dati seguito dalla BCE e numeri โ€œpiรน affidabili al riguardo dovrebbero essere disponibiliย entro la prossima riunione del Consiglio direttivo della BCE, tra sei settimane", aggiungeva Nagel.

Sulla stessa scia Franรงois Villeroy de Galhau, governatore della Banca di Francia e membro del consiglio direttivo BCE, il quale ha affermato che Francoforte โ€œnon resterร  inattiva nรฉ reagirร  in modo eccessivo alla volatilitร  dei prezzi del greggio e del gas ed รจ pronta ad agire per stabilizzare l'inflazione all'obiettivo di 2%โ€. "Abbiamo gli occhi puntati sull'obiettivo e le mani pronte ad agire", avvisava il banchiere in un'intervista al sito di notizie finanziarie Boursorama.

"Se i fatti indicheranno la necessitร  di intervenire, lo faremo senza dubbio", ma "in definitiva dipende dalle evidenze e, chiaramente, siamo a sei settimane di distanza dalla necessitร  di prendere un'altra decisione. Sei settimane, nell'ambito di questo particolare shock, sono un periodo lunghissimo. Vediamo a che punto saremo ad aprile", affermava Gabriel Makhlouf, governatore della banca centrale irlandese e quindi membro del Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE), in un'intervista a Bloomberg Television.

Makhloufย non ha escluso un aumento dei tassi di interesse il mese prossimoย qualora i dati lo richiedessero, pur affermando che รจ impossibile impegnarsi in tal senso data l'elevata incertezza, per poi aggiungere di โ€œcomprendere perfettamente" le aspettative del mercatoย riguardo a due rialzi dei tassi quest'anno.

Per Makhlouf, al momento non vi รจ alcuna propensione a un inasprimento della politica monetaria, ma la BCE sta monitorando "con particolare attenzione" i prezzi dell'energia e reagirร  se necessario. "In definitiva, la cosa piรน importante รจ la nostra determinazione a raggiungere l'obiettivo di stabilitร  dei prezzi del 2%. Ilย prossimo incontro sarร  sicuramente un live meeting", ha concluso.

Le banche dโ€™affari vedono un prossimo rialzo

Anche diversi analisti si stanno allineando all'opinione del mercato, secondo cui un aumento dei tassi d'interesse da parte della BCE รจ inevitabile entro pochi mesi, ritenendo che i responsabili politici, accusati di aver agito troppo tardi sull'impennata dell'inflazione del 2021/2022, saranno piรน rapidi a premere il grilletto questa volta.

L'escalation del conflitto in Medio Oriente, unita alle dichiarazioni restrittive dei membri del consiglio, ha spinto gli analisti di JP Morgan, Morgan Stanley e Deutsche Bank a rivedere le proprie previsioni sui costi di finanziamento nell'eurozona.

JP Morgan prevede ora aumenti ad aprile e luglio. Le altre due banche d'investimento prevedono una risposta piรน lenta, con interventi a giugno e settembre.

"Per gestire il rischio, ora ci aspettiamo che la BCE aumenti i tassi al 2,5%, il limite superiore dell'intervallo neutrale", hanno affermato in un rapporto gli economisti di Deutsche Bank, guidati da Mark Wall, aggiungendo che "Questo invierebbe un messaggio di impegno per la stabilitร  dei prezzi senza imporre un costo significativo alla crescita".

"Di fronte a una crescita piรน lenta, riteniamo probabile che la BCE ridurrร  nuovamente i tassi a giugno e settembre 2027, portandoli al 2% e riportandoli in territorio neutrale", prevedono gli economisti di Morgan Stanley, guidati da Jens Eisenschmidt, in un rapporto.

โ€œLa prossima mossa dellaย BCEย sarร  probabilmente un rialzo dei tassi, alla luce dello shock sui prezzi dellโ€™energiaโ€, prevede Simon Dangoor di Goldman Sachs, โ€œtuttavia, un inasprimento nel breve termine appare poco probabile, a meno che tali pressioni non si rivelino persistenti. Il Consiglio direttivo รจ chiaramente sensibile ai rischi al rialzo per lโ€™inflazione,ย ma probabilmente cercherร  di valutare i potenziali effetti secondari prima di intervenire. รˆ quindi possibile un aumento dei tassi nel corso del 2026; tuttavia, laย BCEย รจ pronta ad agire prima qualora la situazione dovesse peggiorareโ€.

Anche Barclays si attende un aumento dei tassi di 25 punti base nella prossima riunione di aprile seguita da unย ulteriore aumentoย della stessa portata nella riunione di previsione di giugno, portando cosรฌ il tasso sui depositi al 2,5%.

"Pur in presenza di incertezza sull'intensitร  e la durata del conflitto, nonchรฉ sull'entitร  degli effetti di secondo livello, questo percorsoย si adatta alla funzione di reazione agile della BCEย e fornisce una risposta solida ai rischi di inflazione al rialzo", si legge nella ricerca della banca d'affari, che definisce โ€œottimaliโ€ eventuali aumenti nelle prossime due riunioni.

โ€œMantenere la politica monetaria invariata non garantisce l'inflazione al target nel medio termine in nessuno scenario", avvisano dalla banca, aggiungendo che โ€œse lo shock energetico si attenuasse rapidamente, un tasso sui depositi del 2,5% potrebbe essere sufficiente a stabilizzare l'inflazione al target nel medio termine, conย costi di produzione e occupazione limitatiโ€.

โ€œSe il contesto energetico dovesse deteriorarsi o l'inerzia inflazionistica dovesse diventare piรน evidente, la BCE sarebbe comunque in una buona posizione per procedere gradualmente verso politiche restrittive, sostengono gli analisti. Questa possibilitร  รจ importante perchรฉ la persistenza di misure restrittive peggiora drasticamente il trade-off tra inflazione e attivitร  economicaโ€, concludono da Barclays.

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