BioNTech, le quotazioni schizzano al rialzo e gli analisti inseguono

Il valore di Borsa della societร tedesca che produce il vaccino in partnership con Pfizer continua a salire sotto la spinta della domanda di siero. Entro fine giugno la Cina potrebbe dare il via alle importazioni e nella comunitร scientifica si discute della necessitร di una terza dose. In un mese il titolo ha guadagnato il 50%, superando di slancio tutti i target price.
Indice dei contenuti
- 1. Il Cfo Poetting: stiamo valutando di ampliare ulteriormente la capacitร produttiva.
- 2. Dopo avere acquistato 600 milioni di vaccini, la Ue ha ordinato altre 1,8 miliardi di dosi.
- 3. Entro fine giugno potrebbe arrivare lโautorizzazione a distribuire il vaccino in Cina.
- 4. Lโipotesi terza dose farebbe salire i ricavi di Pfizer e BioNTech di 10 miliardi di dollari.
- 5. La difficoltร degli analisti con i numeri che crescono da tutte le parti.
Il Cfo Poetting: stiamo valutando di ampliare ulteriormente la capacitร produttiva.
Non accenna a rallentare il boom in Borsa di BioNTech, che con il rialzo di ieri sera al Nasdaq (+3,6%) ha portato a + 22% la performance delle ultime cinque sedute e a +50% quella dellโultimo mese. Lโinteresse degli investitori per la societร tedesca partner di Pfizer cresce, spinto dalle notizie di una richiesta in continuo e pressante aumento del vaccino anti Covid.
Ci sono buone probabilitร che una nuova forte domanda di vaccini arrivi nelle prossime settimane dalla Cina, mentre le autoritร mediche dei principali Paesi stanno valutando se dopo la prima e la seconda dose, non bisognerร somministrare anche una terza dose per garantire una maggiore durata dellโimmunitร .
A febbraio BioNTech e Pfizer avevano pianificato di produrre questโanno 2,5 miliardi di dosi di vaccino, di cui 1,4 miliardi erano giร state vendute, e di innalzare nel 2022 la produzione a 3 miliardi di dosi. BioNTech sta lavorando di gran lena alla riorganizzazione di un stabilimento della Novartis comprato lโanno scorso a Marburgo, in Germania, che a regime dovrร produrre un miliardo di dosi di vaccino allโanno. Ma รจ probabile che gli investimenti produttivi non si fermeranno qui. Come ha detto due giorni fa il Cfo di BioNTech, Sierk Poetting, in unโintervista al quotidiano Handelsblatt, la societร sta discutendo con le autoritร un piano per un ulteriore aumento della capacitร produttiva: โCโรจ spazio per migliorare, dipenderร dallโandamento della domandaโ.
Dopo avere acquistato 600 milioni di vaccini, la Ue ha ordinato altre 1,8 miliardi di dosi.
Ed รจ sul lato della domanda che le notizie si susseguono ogni giorno con la veemenza di un torrente in piena. Lunedรฌ scorso Pfizer e BioNTech hanno fatto sapere che nel 2021 forniranno allโUnione europea altri 100 milioni di vaccini, in aggiunta a quelli giร negoziati, portando cosรฌ il totale delle dosi indirizzate alla Ue a 600 milioni. Inoltre la Commissione europea ha siglato un terzo contratto con le due Case farmaceutiche per avere 1,8 miliardi di dosi fra il 2021 e il 2023.
Secondo le rivelazioni pubblicate mercoledรฌ dal quotidiano spagnolo La Vanguardia, il nuovo contratto prevede un prezzo di 19,5 euro per dose, superiore quindi ai 15,5 euro a vaccino che la Ue ha pagato per le precedenti forniture. Secondo alcuni rumor, i ritardi patiti dalla Ue nella consegna nei primi mesi dellโanno sono dipesi dal fatto che la Commissione aveva voluto ottenere i vaccini a un prezzo scontato rispetto ad altri Paesi.
Entro fine giugno potrebbe arrivare lโautorizzazione a distribuire il vaccino in Cina.
La domanda del siero di Pfizer e BioNTech potrebbe aumentare notevolmente nei prossimi mesi se il loro vaccino verrร autorizzato in Cina, cosa che, stando a quanto si legge sul Wall Street Journal, potrebbe avvenire entro la fine di giugno. Sarebbe la prima approvazione di un vaccino straniero allโinterno della Grande Muraglia: le autoritร la stanno vagliando sotto la pressione di scienziati e aziende del Paese.
Lโanno scorso BioNTech aveva siglato un accordo con la cinese Fosun Pharmaceutical Group per consegnare in Cina 100 milioni di dosi entro il 2021. Lโaccordo, ovviamente, doveva ricevere lโautorizzazione delle competenti autoritร , e le indiscrezioni raccolte dal Wall Street Journal dicono che lโautorizzazione adesso sarebbe in dirittura dโarrivo.
Lโipotesi terza dose farebbe salire i ricavi di Pfizer e BioNTech di 10 miliardi di dollari.
Infine cโรจ lโipotesi della terza dose. Ne ha parlato per primo una decina di giorni fa il Ceo di Pfizer Albert Bourla, ed รจ tornata ieri sullโargomento Ozlem Tureci, la scienziata turca co-fondatrice e Chief Medical Officer di BioNTech. Intervistata dalla Cnbc, Tureci ha detto che gli scienziati prevedono che lโimmunitร prodotta dal vaccino andrร calando con il tempo, per cui รจ possibile non solo che ci voglia una terza dose entro 12 mesi dalla prima, ma anche che il vaccino contro il Covid venga ripetuto tutti gli anni, come quello contro lโinfluenza.
Eโ ovvio che se le autoritร dei diversi Paesi riterranno necessaria una terza dose, Pfizer e BioNtech faranno molti piรน soldi di quelli finora previsti. A febbraio le due societร stimavano che le vendite del vaccino avrebbero fruttato nel 2021 entrate per 15 miliardi di dollari, da dividersi al 50-50. Da allora ad oggi le due societร hanno raggiunto accordi per fornire altri 100 milioni di dosi agli Usa e altri 300 milioni di dosi alla Ue. In totale ci sono giร 400 milioni di dosi da aggiungere a quelle preventivate a febbraio, per cui i ricavi del 2021 potrebbero essere giร sopra i 20 miliardi di dollari.
La difficoltร degli analisti con i numeri che crescono da tutte le parti.
E se a questo ci aggiungiamo una terza dose? A semplice logica, se due dosi fruttano ricavi per 20 miliardi, una terza dose dovrebbe portare altri 10 miliardi di dollari. Ma qui si sta ragionando per astratto, perchรฉ tutto dipenderร dalle decisioni delle autoritร sanitarie dei diversi Paesi.
Allo stato attuale sappiamo che BioNTech vale in Borsa 36,5 miliardi di dollari, sulla base dellโattuale quotazione di 162 dollari al Nasdaq. Gli analisti si aspettano per questโanno un fatturato di 9,6 miliardi di dollari (dai 500 milioni del 2020), destinato poi a scendere a 6,6 miliardi nel 2022 e a 3,8 miliardi nel 2023. Sulla base di questi numeri indicano un target price medio di 105 dollari, giร ampiamente superato alle attuali quotazioni. Se poi arrivano la Cina e la terza dose, i numeri saranno ampiamente da rivedere.
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