Bitcoin ancora in difficoltà: “possibile calo fino a 50 mila dollari” per Standard Chartered

La banca riduce le stime sul 2026 e parla di “capitolazione dei prezzi” dopo i quasi 2 mila miliardi di dollari bruciati dal mercato delle cripto.
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Bitcoin ancora in rosso
Non riesce a recuperare il Bitcoin dopo i crolli delle sedute precedenti che lo avevano portato fino ai 60.033 dollari nella scorsa settimana, portando al 45% il suo calo dal picco di ottobre (126 mila).
Questa mattina, la principale delle criptovalute scambia appena sopra i 66 mila dollari dopo essere sceso fino a 65.079 dollari, il livello più basso della settimana, con una flessione intraday arrivata ieri al 4%.
Dopo aver toccato un minimo di 60.033 dollari la scorsa settimana, il Bitcoin registra una perdita superiore al 45% rispetto al picco di ottobre, quando aveva superato quota 126.000 dollari.
I ripetuti tentativi di rimbalzo non sono riusciti a consolidarsi, segnale di una domanda speculativa in progressivo assottigliamento. Nello stesso periodo, il mercato cripto nel suo complesso ha perso quasi 2.000 miliardi di dollari di capitalizzazione.
I bei tempi sono finiti per le criptovalute?
A pesare sul sentiment, secondo Damien Loh, chief investment officer di Ericsenz Capital, sono anche i timori che le vendite in altre asset class, come i titoli tecnologici, possano estendere la pressione ribassista anche sulle criptovalute.
“Quello che sappiamo è che il Bitcoin e le criptovalute sono fortemente influenzati dal sentiment e sono molto volatili”, spiega Richard Henderson, reporter del Melbourne Cross Asset, evidenziando che “questo tipo di enorme rally seguito da un forte calo è perfettamente in linea con il suo comportamento passato”.
L’esperto ritiene che il calo potrebbe non essere finito: “potremmo assistere a un'ulteriore svendita, oppure potremmo assistere a un forte rally. Dipende molto dal sentiment che circonda la cripto, in parte influenzato dal sentiment degli investimenti globali, che ora è davvero legato al trading di intelligenza artificiale sulle azioni statunitensi”.
Negli ultimi tempi “abbiamo assistito a massicce vendite di oro e di tecnologia statunitense, oltre che sul Bitcoin e queste sono le tre transazioni più interessanti dell'ultimo anno circa. Quindi il fatto che stiano affrontando tutte questo tipo di volatilità contemporaneamente ci dice che il sentiment sta iniziando a indebolirsi un po'”, conclude Hernderson.
Standard Chartered Bank riduce le attese
Il sentiment negativo sul Bitcoin ha spinto gli analisti di Standard Chartered Bank, società finanziaria internazionale che fornisce servizi a privati, imprese e governi, a ridurre le sue attese sulle quotazioni future della cripto.
“Ci aspettiamo un’ulteriore capitolazione dei prezzi nei prossimi mesi”, ha scritto in una nota Geoffrey Kendrick, responsabile globale della ricerca sugli asset digitali di Standard Chartered, indicando tra le cause i deflussi dagli ETF e un contesto macroeconomico più debole.
La banca ha rivisto al ribasso le proprie previsioni sul Bitcoin per la fine del 2026, tagliando il target price a 100.000 dollari dai precedenti 150.000 (e dai 300.000 indicati solo pochi mesi fa), avvertendo che la criptovaluta potrebbe scendere fino a 50.000 dollari prima di trovare una stabilizzazione.
Analisi tecnica
Secondo Tony Sycamore, analista di mercato presso IG Australia, “finché il Bitcoin manterrà quota sopra la media mobile a 200 settimane, attualmente intorno ai 58.000 dollari — livello da cui ha rimbalzato con successo venerdì scorso — resta possibile un recupero verso la resistenza tra 73.000 e 75.000 dollari”.
Tuttavia, una rottura stabile sotto l’area critica 60.000-58.000 dollari “aprirebbe probabilmente la strada a un arretramento più profondo verso i prossimi supporti nella fascia alta dei 40.000 dollari”.
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