Bitcoin, sfuma l’effetto Trump: prezzo ai minimi dal 2024

Bitcoin, sfuma l’effetto Trump: prezzo ai minimi dal 2024

La principale delle criptovalute continua a comportarsi come un bene ad alto rischio, piuttosto come un bene rifugio come alcuni la considerano, e paga ancora le tensioni geopolitiche e una futura Federal Reserve meno colomba da quanto sperato dai mercati.

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Bitcoin ai minimi dal 2024

Il Bitcoin sembra non riuscire a riprendersi dalle vendite dei giorni scorsi, al contrario di quanto sta accadendo per l’oro e l’argento in queste ore.

Ieri sera la principale delle criptovalute era scesa ad un nuovo minimo storico da quando Donald Trump è tornato alla Casa Bianca poco più di un anno fa, cancellando i guadagni registrati dall'asset digitale dopo la vittoria elettorale del presidente statunitense, favorevole alle criptovalute.

Il bottom è stato toccato a 72.877 dollari dopo un calo del 7%, livello che non toccava dal 6 novembre 2024, prima di recuperare terreno e scambiare a 75.800 dollari nelle prime ore di oggi in Asia.

A questo punto, il Bitcoin sta perdendo il 13% su base annua, pagando la rotazione degli investitori dagli asset rischiosi sulla scia dell'escalation delle tensioni geopolitiche, anche se stamattina riusciva a tornare vicino ai 77 mila dollari.

Le cause del calo

La cripto sta ancora risentendo dell’avversione del mercato per asset rischiosi e dei ritardi della legislazione statunitense sulle criptovalute.

A spingere le vendite è stata poi l’annuncio di Trump arrivato venerdì scorso del nome di Kevin Warsh a presidente della Federal Reserve a partire da maggio prossimo al posto di Jerome Powerll. Il profilo di Warsh, percepito come attento all'indipendenza della Fed, ha rassicurato i mercati, spingendo gli investitori ad abbandonare beni rifugio come oro e argento, e i loro asset più rischiosi, comprese le criptovalute, per fare cassa.

La criptovaluta ha scontato anche l'incertezza normativa, dovuto al fatto che il Congresso USA non ha ancora definito regole chiare per il settore cripto, in un contesto, ha fatto notare Rob Hadick alla CNBC, general partner di Dragonfly Capital, in cui a peggiorare la situazione è stata la chiusura forzata di alcune posizioni.

Hadick ha ricordato, insomma, che il recente calo del Bitcoin non è stato scatenato da un unico motivo ma da una combinazione di fattori macro, regolatori e di mercato. D'altronde, “i prezzi dele cripto e del Bitcoin sono noti per essere stati sempre volatili”, concludeva l'esperto.

Ancora asset ad alto rischio

A parte il tumulto dei prezzi causato dai dazi nell'aprile dello scorso anno, il Bitcoin era rimasto ampiamente al di sopra del livello di 75.000 dollari raggiunto dopo la rielezione di Trump, che aveva promesso politiche più favorevoli al settore delle criptovalute.

"Molti trader stavano cercando di acquistare durante il calo, scommettendo su un rimbalzo sopra gli 80.000 dollari", secondo Bohan Jiang, senior derivatives trader di FalconX. "Con il calo del Bitcoin, molte di quelle posizioni sono state liquidate, esercitando pressione sui prezzi", ha aggiunto.

"Il sentiment sulle criptovalute sta toccando il fondo", sottolinea Augustine Fan, partner della piattaforma di opzioni sulle criptovalute SignalPlus con sede a Hong Kong, aggiungendo che "La volatilità è finalmente aumentata dopo un anno di ribassi, mentre i trader si affannavano per proteggersi, con i mercati che operavano in modalità ribassista".

"Bitcoin è ancora scambiato come un asset ad alto rischio beta, non come oro digitale", evidenzia Morten Christensen, trader che gestisce AirdropAlert.com, ritenendo che "Questo non significa che la tesi sia morta, significa solo che non è ancora arrivata".

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