Bitcoin sotto i 60 mila dollari, attesa per Biden e Mt. Gox


La principale delle criptovalute continua a perdere valore scendendo ai minimi di due mesi e, tra i temi che stanno influenzando il settore, c’è anche l’incertezza sulle decisioni di Joe Biden per la corsa alla presidenza degli Stati Uniti.


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Bitcoin in netto calo

Il Bitcoin cede oltre il 4% dopo il calo del 4% di ieri, scivolando sui minimi da cinque mesi a 58.500 dollari. Dal livello record di marzo, segnato a 73.797 dollari, il prezzo è sceso di circa il 20%: si tratta del terzo calo giornaliero consecutivo per la cripto, portando così l'asset digitale vicino ai livelli visti l'ultima volta a febbraio.

Il Bitcoin “continua a combattere con la pressione di vendita dei miner”, scrive Noelle Acheson, autrice della newsletter ‘Crypto Is Macro Now’. I minatori della principale delle cripto stanno assorbendo il colpo finanziario dell'halving di aprile, che ha ridotto i nuovi token che ricevono per il loro lavoro, pertanto stanno vendendo parte di quelli detenuti.

I risarcimenti di Mt. Gox

Ad indebolire il settore c’è il permanere delle incertezze legate alla restituzione di Bitcoin da parte degli amministratori di Mt. Gox, sito di scambio di cripto in attività tra il 2010 e il 2014, poi chiuso per bancarotta a seguito dell’annunciata ‘sparizione’ di 850 mila Bitcoin, vicenda mai chiarita.

Gli amministratori stanno restituendo gradualmente più di 137.000 Bitcoin ai creditori, generando incertezza su quanta parte del bottino finirà per essere venduta. Anche se le cifre ufficiali non sono note, si vocifera di fino a 9 miliardi di dollari pronti a finire sul mercato, un quantitativo in grado di generare una pressione al ribasso senza precedenti.

Diversi analisti ritengono che, una volta terminato il versamento, il mercato potrebbe risalire e il Bitcoin tornare a correre. “Se stessi investendo in criptovalute, sapendo che uno dei maggiori sbalzi scomparirà a luglio, penso che sia un motivo per aspettarmi un forte rimbalzo nella seconda metà dell’anno”, spiega nel corso di un’intervista alla CNBC, Tom Lee, managing partner e head of research di Fundstrat Global Advisors, confermando la sua precedente previsione secondo cui il Bitcoin potrebbe raggiungere i 150.000 dollari nel corso dell'anno.

Stesso ragionamento da parte degli analisti di JP Morgan, i quali concordano con le previsioni che la maggior parte delle liquidazioni di Mt. Gox potrebbe avvenire a luglio, mettendo potenzialmente sotto pressione i prezzi delle criptovalute prima di un rimbalzo ad agosto.

Attesa per Biden

Gli investitori stanno considerando scenari nel caso in cui il presidente Joe Biden, 81 anni, ritiri la sua candidatura per la rielezione. “La probabilità che un candidato democratico più forte sostituisca Biden e che potrebbe non essere favorevole alle criptovalute è un fattore importante”, spiega Richard Galvin, co-fondatore dell'hedge fund Digital Asset Capital Management. Trump, infatti, più volte si è espresso a favore delle valute digitali e, nel corso della sua campagna elettorale, ha annunciato di accettare le donazioni in criptovalute.

La situazione però, potrebbe cambiare in quanto l’atteggiamento dell’attuale Presidente Biden nei confronti delle cripto è “complessivamente migliorato nell’ultimo anno”, segnala Matt Hougan, Chief Investment Officer di Bitwise Asset Management.

Le decisioni dell’Autorità di vigilanza bancaria

Intanto, le autorità di vigilanza sul settore bancario mondiale hanno approvato i modelli con cui gli istituti divulgheranno la propria esposizione agli asset di criptovalute a partire da gennaio 2026, un anno più tardi del previsto.

Il Comitato è composto dalle autorità di regolamentazione bancaria delle principali economie mondiali che si impegnano ad applicare degli standard concordati, ha discusso l'impatto prudenziale o sul capitale dei depositi tokenizzati e delle stablecoin, una criptovaluta che si appoggia su un asset come il dollaro.

Sulla base degli attuali sviluppi di mercato, i rischi derivanti da questi strumenti sono “ampiamente fissati” dagli attuali standard di Basilea, il che indica che per il momento non sono previste regole patrimoniali aggiuntive, spiegava il Comitato.

“Questa trasparenza punta a migliorare la disponibilità di informazioni e a sostenere la disciplina di mercato” e il Comitato continuerà a monitorare questo settore e altri sviluppi nei mercati dei criptoasset, oltre a concordare l’adozione di un approccio più pratico per gestire i rischi per le banche che derivano dal crescente utilizzo di terze parti, come ad esempio il cloud computing per la gestione di attività essenziali. Inoltre, il Comitato ha fatto sapere che entro la fine del mese si consulterà sui principi che andranno a sostituire le linee guida meno severe attualmente in vigore.

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