Borse in attesa di sviluppi militari tra Iran e Stati Uniti

Petrolio WTI sui massimi da quest’estate. Secondo il The Wall Street Journal, il presidente Trump sta valutando un attacco militare di modesta portata all’Iran, un’azione non definitiva in grado di spingere il regime di Teheran all’accettazione delle sue condizioni sulle attività nel nucleare.
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L’ingrossarsi dello schieramento militare americano davanti all’Iran e i tremori arrivati dal settore del credito privato hanno zavorrato ieri la borsa degli Stati Uniti.
L’indice S&P500 ha chiuso in ribasso dello 0,3%.
Nel corso della notte il tono è cambiato e i future hanno girato al rialzo. In Asia Pacifico, la borsa di Seul segna un altro record e porta la performance da inizio anno a oltre il 37%.
Petrolio WTi a quasi 67 dollari il barile, un prezzo che non si vedeva dalla scorsa estate. Le scorte strategiche di greggio degli Stati Uniti sono scese di nove milioni di barile la scorsa settimana, la contrazione più forte da inizio settembre.
IRAN
Secondo il The Wall Street Journal, il presidente Trump sta valutando un attacco militare di modesta portata all’Iran, un’azione non definitiva in grado di spingere il regime di Teheran all’accettazione delle sue condizioni sulle attività nel nucleare.
L’intervento potrebbe essere autorizzato già nel fine settimana o comunque nei prossimi giorni colpirebbe alcuni siti militari o governativi. Gli Stati Uniti potrebbero lanciare una campagna più ampia, contro strutture del regime, con l’eventuale obiettivo di indebolirlo o rovesciarlo, in caso di rifiuto all’abbandono del programma di arricchimento dell’uranio.
L’opzione di un attacco limitato suggerisce che Trump considera la forza militare sia come strumento di pressione sia come mezzo per ottenere un accordo favorevole a Washington.
RAME
Il valore di riferimento su LME scende dello 0,1% a 12.793 dollari per tonnellata, -0,7% per la settimana.
La Borsa dei Futures di Shanghai riaprirà il 24 febbraio.
La contesa per il controllo dei metalli industriali ha spinto la Casa Bianca a lanciare un programma di costituzione di scorte di rame da 12 miliardi di dollari ma gli Stati Uniti, almeno per ora, non hanno alcun problema di carenza, dato che la produzione è di parecchio superiore ai consumi. Un report di Benchmark Mineral Intelligence citato dal Financial Times mostra che il 146% della domanda interna si può coprire senza problemi con quel che arriva dal rottame e dai minerali estratti nelle miniere nazionali e internazionali. La Cina sta molto peggio, essendo in grado di coprire solo il 40%. Il problema degli Stati Uniti, secondo questo report è nella debolezza della struttura industriale di raffinazione, le scorte di metallo finito quindi vengono dopo questo collo di bottiglia.
EUROPA
Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in rialzo, future del Dax di Francoforte +0,2%.
UCRAINA
A Ginevra la trattativa per porre fine al conflitto va avanti in modo stanco. Secondo il Wall Street Journal, in questo momento, Mosca e Kiev hanno raggiunto un accordo di massima solo su un tema: evitare di irritare il presidente Trump con un atteggiamento di ostacolo alla pace.
Le delegazioni hanno continuato a incontrarsi ed a parlarsi attraverso gli alti funzionari statunitensi presenti in Svizzera, questi ultimi si compiacciono dell’atteggiamento costruttivo e riferiscono di passi in avanti a Trump, il quale cerca da tempo di portare a casa un accordo di pace in Ucraina come la sua più grande vittoria diplomatica.
Il capo della delegazione russa, Vladimir Medinsky, ha definito i colloqui "difficili ma professionali". Il capo negoziatore dell'Ucraina, Rustem Umerov, li ha descritti come "sostanziali". L'inviato speciale degli Stati Uniti, Steve Witkoff, ha salutato "progressi significativi", senza specificare.
Le parole d'ordine diplomatiche ottimistiche nascondono l'impasse in un processo di pace che molti osservatori, e persino alcuni partecipanti, hanno definito trasformato in teatro politico.
CREDITO PRIVATO IN FRANTUMI A WALL STREET
Blue Owl, una delle società leader di questo nuovo settore della finanza, ha annunciato ieri la messa in liquidazione di 1,4 miliardi di dollari di attività, così da poter raccogliere fondi da destinare al rimborso degli investitori pentiti della scelta.
L’operazione avrebbe dovuto riportare la tranquillità, invece sono arrivate altre vendite, sulla società e anche sugli altri operatori del credito privato. Crescono gli interrogativi sulla sostenibilità di una pratica che permette agli investitori retail ed ai piccoli risparmiatori di entrare in posizioni di lungo termine iluiquide.
"In questo momento si sta riducendo la fiducia e si sta riducendo ciò che chiunque è disposto a pagare per queste azioni o attività", ha affermato Glenn Schorr, analista senior di Evercore.
I fondi di credito privato utilizzano il denaro dei clienti per concedere prestiti, in gran parte a società con rating junk, guadagnando ingenti interessi che vengono distribuiti agli investitori attraverso i dividendi.Le azioni di questi gestori di fondi sono aumentate vertiginosamente negli ultimi anni, in parte grazie all'ottimismo che avrebbero potuto raccogliere trilioni di dollari dagli investitori individuali.
CAMBIO EURO/DOLLARO
L’euro si indebolisce su dollaro a 1,175, sui minimi da metà gennaio.
FEDERAL RESERVE
Il governatore della Federal Reserve Stephen Miran ha ridimensionato le sue previsioni sull'entità dei tagli dei tassi che la Fed dovrebbe attuare quest'anno, dichiarando in un'intervista che i dati recenti riflettono un'economia più forte di quanto si aspettasse.
L’ex consigliere economico della Casa Bianca ha ammesso che l’occupazione sta tenendo e l'inflazione dei beni sembra più ostinata. Le dichiarazione sono all’interno dell’intervista a The Peg, un blog Substack gestito dalla giornalista Izabella Kaminska di Politico.
Di conseguenza, Miran ha affermato di non ritenere più che la Fed debba pianificare un taglio dei tassi così consistente quest'anno come pensava due mesi fa.
"Il mercato del lavoro è andato leggermente meglio di quanto mi aspettassi negli ultimi mesi", ha dichiarato Miran nell'intervista. "Ci sono stati alcuni segnali di un ulteriore rafforzamento dell'inflazione dei beni", ha aggiunto. "Quindi, la combinazione di questi due fattori mi porterebbe a rivedere quanto avevo previsto a dicembre".
A fine 2025 Miran aveva previsto un calo dei tassi al di sotto del 2,25% entro la fine dell'anno; ora è favorevole a tornare alla posizione meno aggressiva che aveva assunto a settembre, che porterebbe i tassi al di sotto del 2,75% alla fine del 2026. La nuova posizione, che implica un taglio dei tassi di un punto percentuale quest’anno dall'attuale livello del 3,5% al 3,75%, colloca il governatore tra i funzionari più accomodanti della Fed, in netto contrasto con la previsione mediana, favorevole a solo un quarto di punto di taglio.
TITOLI
Unipol Assicurazioni ha chiuso il 2025 con un utile netto consolidato in aumento del 36,8% a 1,53 miliardi di euro e proporrà un dividendo cash di 1,12 euro per azione, in crescita del 31,8% rispetto ai 0,85 euro dell’anno precedente.
Il risultato beneficia del positivo andamento tecnico del core business assicurativo, che ha archiviato l'anno con un utile netto in crescita del 40,5% a 1,2 miliardi, dell'apporto delle partecipate bancarie, e dei solidi contributi della gestione finanziaria, si legge in una nota.
La raccolta premi è salita dell’11,1% a 17,36 miliardi, con un incremento del 4,5% nei rami Danni (9,58 miliardi) e del 20,6% nel Vita (7,78 miliardi).
Il combined ratio danni è migliorato a 92,9% dal 93,6% del 2024, riflettendo un recupero della redditività tecnica.
L'indice di solvibilità si è rafforzato a 233% dal 212% dell’anno precedente.
Moncler ha registrato nel 2025 un aumento dei ricavi e dell'utile netto, con una crescita nel canale Direct-to-Consumer nel quarto trimestre. La società del lusso ha proposto un dividendo di 1,40 euro per azione.
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