Borse subito in recupero dopo il calo iniziale, euro ancora debole


La prospettiva di un parlamento francese diviso a seguito delle elezioni in Francia apre scenari incerti anche per i mercati e gli analisti si attendono lunghe trattative che potrebbero durare anche un anno.


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I mercati recuperano

È durata poco la debolezza sui mercati dopo il risultato elettorale in Francia arrivato ieri sera che preannuncia un lungo periodo di instabilità politica vista la necessità di difficili trattative tra partiti molto eterogenei per la formazione del governo.

In Francia, l’indice Cac 40 apre in leggero calo (-0,20%) questa mattina per poi tornare sopra la parità dopo poco più di mezz’ora. Lo spread francese (OAT-Bund) era salito a quota 68,9 punti, con il rendimento annuo delle Oat in crescita di 3,8 punti al 3,24%, per poi scendere (-0,80%) a 62.

Tra gli altri indici europei, si dissolvono anche le debolezze iniziali del FTSE 100 e dell’Ibex 35, mentre a Milano sono bastati pochi minuti per far tornare il FTSE MIB in parità e il Dax apriva direttamente in verde, per poi aumentare i guadagni (+0,50%). Sopra la parità anche l’euro stoxx 50.

Resta debole, invece, l’euro (-0,10%) nei confronti del dollaro e scambia a 1,0831, anche se aveva recuperato dopo il minimo di 1,0803 toccato ieri sera con l’arrivo dei primi exit poll che davano i primi risultati delle elezioni.

Un parlamento diviso

Il secondo turno elettorale in Francia ha consegnato un parlamento spaccato in due dopo l’inattesa vittoria della coalizione di sinistra, risultata a sorpresa prima nell’urna, bloccando così il tentativo dell’estrema destra di Marine Le Pen di conquistare la maggioranza, arrivata terza dopo la coalizione guidata dal partito del Presidente Emmanuel Macron.

Il Nuovo Fronte Popolare di sinistra ha ottenuto 182 seggi, l'alleanza centrista di Macron 168 e il National Rally (RN) di Le Pen e i suoi alleati 143, secondo i dati del ministero degli Interni citati dal quotidiano Le Monde.Numeri che mostrano un parlamento estremamente frammentato, che rende difficile prevedere quali alleanze potrebbero crearsi visto che la sinistra da sola non potrà governare, pertanto le trattative potrebbero essere lunghe visto che la coalizione si presenta già divisa sul futuro: da un lato la sinistra di Insoumise, che fa capo a Melenchon, che non pensa affatto ad una alleanza con i centristi di Macron, dall'altra le forze moderate di sinistra, che già guardano ad una possibile alleanza con il centro, facendo appello alla responsabilità. Ma anche il segretario di Ensemble, Stephan Sejournè, guarda alla sinistra moderata, così come altre forze centriste come Horizons, disposta ad entrare nella partita senza le ali estreme.

Un anno di trattative?

Il fatto che in Francia nessun partito abbia ottenuto la maggioranza “supporta il nostro scenario di base di un parlamento sospeso, in cui la frammentazione politica sarò più pronunciata che in passato e potrebbe quindi peggiorare la situazione di stallo che ha prevalso negli ultimi due anni”, prevedono gli analisti di Unicredit nel loro quotidiano ‘Macro & Strategy Research’, sottolineando come questa situazione “durerebbe almeno un anno, poiché la Costituzione impedisce al Presidente di sciogliere il Parlamento prima di allora”.

Per questo, i negoziati politici “per trovare una via d'uscita dall'impasse potrebbero essere lunghi e tesi, soprattutto perché il Npf, che emerge dalle elezioni in una posizione relativamente più forte, è una coalizione di partiti con ideologie politiche diverse”. Poiché la frammentazione politica potrebbe essere “particolarmente pronunciata”, gli investitori avranno bisogno di tempo per vedere “quale governo verrà formato e cosa significherà per le scelte di politica economica, soprattutto in termini di spesa”.

“Quel che è certo è che i mercati non amano l'incertezza”, concludono dalla banca milanese, ricordando come “il deterioramento delle finanze pubbliche francesi dopo la pandemia sia stato significativo rispetto a quello degli altri paesi dell'eurozona”.

Scenario meno sfavorevole per il mercato

“Politica divisa, minore visibilità politica e maggiori incertezze a medio termine”, sintetizza Peter Goves, head of developed market debt sovereign research di Mfs Investment Management dopo le elezioni francesi, il quale prevede che una “coalizione arcobaleno” o un “Governo ad interim” sono possibili, ritenendo questo scenario non sicuramente il risultato più appetibile dal punto di vista politico, ma non è nemmeno il più sfavorevole per il mercato”, spiega l'esperto.

Secondo l’esperto, lo spread francese OAT-Bund potrebbe “trovare un po' di conforto nel breve termine, ma ci troviamo ancora di fronte a un contesto potenzialmente instabile dal punto di vista politico nel medio termine. Le relazioni con l'UE potrebbero rivelarsi tutt'altro che positive, soprattutto in ambito Procedura dei Disavanzi Eccessivi (PDE)”.

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