Botte sui tech, anche Alphabet delude


La holding che controlla Google ha mancato le previsioni degli analisti a livello di utile. Meglio del previsto i conti di Microsoft. In Asia scendono Tokyo e Seul, in rialzo Shanghai. Stamattina sono usciti i risultati del trimestre di STM: ricavi e margini sono sopra le previsioni.


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Le borse sembrano volersi stabilizzare dopo la forte discesa di ieri, ma non sembrano esserci i presupposti di un rapido rimbalzo. Pesano su alcuni listìni dell’Asia Pacifico, soprattutto su quello giapponese, gli effetti della disastrosa seduta di Wall Street. Il Nasdaq, in calo del 4%, è tornato sui livelli di fine 2021 e l’S&P500, in flessione del 2,8%, è sui minimi delle ultime sei settimane. Stamattina i future di Wall Street sono in lieve rialzo. Il future del Dax di Francoforte è in calo dello 0,5%.

TECH

Il -12,2% di Tesla documenta bene quel che è successo nel settore che ha trainato il rally della borsa degli Stati Uniti nel 2021. L’indice Nyse Fang dove si trovano i principali nomi di questo aggregato di super star, ha chiuso in calo del 5%, ai prezzi di ieri, vale il 30% di meno di quel che valeva a inizio anno. Netflix ha perso il 67% e Meta la metà della sua capitalizzazione, rispetto al primo di gennaio.

TRIMESTRALI

I dati del trimestre non hanno contribuito più di tanto a scacciare il pessimismo sulle prospettive dei tech. Alphabet, che di norma frantuma il consensus, questa volta lo ha mancato. La holding a cui fa capo Google chiude il primo trimestre con ricavi per 68,01 miliardi di dollari, in aumento del 23% in quella che e' la crescita piu' bassa dal 2020. A pesare e’ l'aumento dell'inflazione e la guerra in Ucraina che hanno ridotto l'appetito per le spese pubblicitarie. L'utile netto e' sceso dell'8,3% a 16,4 miliardi. A fronte del buon risultato di Google Cloud (ricavi in aumento a 5,8 miliardi di dollari dai 4 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno), c’è la delusione di YouTube, solo 6,87 miliardi ai ricavi per un’area sulla quale la società punta molto. Alphabet ha cercato di addolcire la pillola con un nuovo aumento del piano di riacquisto di azioni proprie, salito a 70 miliardi di dollari, dai 50 del 2021, ma il titolo, nel dopo borsa ha perso oltre il 4%. Trimestre sopra le attese invece per Microsoft. L'utile per azione e' risultato pari a 2,22 dollari a fronte dei 2,19 dollari su cui scommetteva il mercato. I ricavi sono saliti del 18% a 49,36 miliardi, oltre i 49,05 previsti dagli analisti.

CINA

L’indice CSI 300 dei listìni di Shanghai e Shenzen è in rialzo dell’1%, in controtendenza con il ribasso della maggior parte delle borse dell’Asia Pacifico. Il canale televisivo CCTV, un emittente molto vicino ai vertici politici di Pechino ha riferito stanotte che uno dei comitati del Partito Comunista ha deliberato una serie di misure a sostegno degli investimenti in infrastrutture. Si parla soprattutto di interventi nel sistema dei trasporti, ma ci sono anche nuove iniziative nella gestione delle risorse idriche ed energergetiche. Le decisione arrivano a pochi giorni dal meeting del Politburo del Partito Comunisto, organismo chiave del processo esecutavo in Cina.

PETROLIO

Il petrolio Brent mantiene il trend rialzista di ieri, stamattina sale dello 0,5% a 105 dollari il barile. Il gas di riferimento per l’Europa, salito ieri oltre quota 100 euro al megawatt/ora, riparte da 98,2 euro. La Russia intende ridurre la fornitura di gas verso la Polonia e la Bulgaria, paesi che si sono rifiutati di pagare in rubli. L’indice del dollaro, salito ieri sui massimi dall’aprile del 2020, stamattina è poco mosso. L’euro è sui minimi degli ultimi cinque anni. Buono del Tesoro decennale degli Stati Uniti a 2,76%, da 2,84% di ieri.

DALL’INFLAZIONE ALLA DEFLAZIONE

“Gli shock inflazionistici come questo hanno quasi sempre portato alla deflazione attraverso la successiva risposta dell’offerta e il rallentamento della domanda. I prezzi elevati dovrebbero forzare sostituzioni, nuove relazioni, investimenti accelerati e cambiamenti nel consumo”, si legge nella nota di David Eiswert, gestore del fondo T. Rowe Price Funds SICAV - Global Focused Growth Equity. Eiswert, in questo fase di passaggio dell’alta inflazione alla stagflazione dice di puntare su viaggi e del turismo, oltre che su Cina e Brasile. “Ci sono alcune aree che stiamo evitando: ci stiamo allontanando dagli estremi dell’era pandemica nel settore tecnologico, così come dagli estremi di un rally dei prezzi delle materie prime che sembrerebbe insostenibile”. Il gestore ritiene che il movimento al rialzo dei tassi di mercato rallenterà.

TITOLI

Generali. La famiglia Benetton, socio con poco meno del 4% del capitale, avrebbe scelto di sostenere la lista presentata da Francesco Gaetano Caltagirone, già supportata anche da Leonardo Del Vecchio e Fondazione CrTorino, lo riporta IlSole24Ore. I voti che dovranno essere espressi entro domani a mezzogiorno. La volontà di schierarsi al fianco dei due imprenditori sarebbe stata presa all’unanimità la scorsa settimana. Il quotidiano riporta che numerosi altri imprenditori, sebbene con quote minori, e qualche altra fondazione, avrebbero deciso di votare per la lista alternativa a quella presentata dal consiglio. Il fronte sarebbe accreditato di una quota certamente superiore al 25%. Il che darebbe diritto alla lista, a prescindere dai voti che incasseranno i candidati di Assogestioni, di eleggere all’appuntamento del 29 aprile, anche in caso di sconfitta, quattro consiglieri su 13, ossia Caltagirone, Flavio Cattaneo, Marina Brogi e Roberta Neri.

Telecom Italia. Il cda di Fibercop, la società controllata da Telecom Italia e partecipata da Kkr che detiene l'ultimo miglio della rete fissa dell'ex monopolista, ha rimandato alla settimana prossima la decisione sull'accordo commerciale con Open Fiber sulle cosiddette aree bianche per approfondire alcuni aspetti tecnici, dice una fonte vicina alla situazione.

Banco BPM. Fitch ha assegnato a Banco Bpm un rating a lungo termine di 'BBB-' con un outlook 'stabile'. 

Tiscali. E' stato approvato dalle assemblee degli azionisti il progetto di fusione per incorporazione di Linkem Retail in Tiscali S.p.A


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