Bper Banca preferita da Barclays tra i bancari italiani

Il broker prevede risultati solidi per le banche italiane nel quarto trimestre 2025, con un focus sugli obiettivi di medio termine, e conferma la banca emiliana come il titolo preferito per la sua storia di "self-help" e solida base di capitale.
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Il report di Barclays sulle banche
Luci sul settore bancario italiano dopo il report diffuso oggi da Barclays con Bper Banca indicata tra le preferite.
Il broker ha spiegato di non ravvisare rischi “significativi” per le riduzioni del consensus nel breve termine per il settore, qualora vengano esclusi gli aggiustamenti connessi all'aliquota fiscale che potrebbero non essere ancora pienamente implementati.
Per il 2026, Barclays prevede un NII stabile su base annua e commissioni in aumento del +5% su base annua; inoltre, una crescita delle rettifiche su crediti del +9% su base annua.
Nel complesso, la resilienza degli utili (ROTE medio 2026 al 18% e ROTE medio 2028 al 19,3%) e la limitata espansione del bilancio suggeriscono che i coefficienti CET1 rimarranno solidi e che la distribuzione costituirà un punto di forza chiave (previsto ora un rendimento totale di DPS e buyback dell'8,2% in media).
"Considerando la percezione favorevole del debito sovrano (e il basso spread BTP-Bund), nonché la redditività e il mix distributivo, riteniamo che le banche italiane siano ancora ben posizionate, sebbene la loro crescita per azione (EPS) sia inferiore alla media europea (CAGR EPS rettificato 2025-27 del +11% in Italia o del +6% a parità di condizioni, contro il +13% delle banche europee che seguiamo)", si legge nella ricerca.
Bper Banca preferita
Tra i vari istituti italiano, Barclays preferisce Bper Banca in quanto la considera un’interessante storia di self-help, con una solida base patrimoniale, e ritiene che il consensus non sia troppo esigente.
Il broker ha dunque alzato il target price sulle azioni Bper Banca, portandole dai 12,5 precedenti agli attuali 13,7 euro rispetto ai 12,09 euro di oggi (-0,50%), con rating overweight.
In particolare, Barclays ritiene che, in termini di trend puramente relativi al quarto trimestre, i trend piùsignificativi si registrino proprio sull’istituto emiliano rispetto al resto del settore.
Le altre banche italiane
Barclays è orverweight anche su Intesa Sanpaolo, per la quale ritiene che il KPI del piano aziendale rappresenti un caso di investimento convincente, su UniCredit e su Banco Bpm.
Su Piazza Meda, tuttavia, intravede un certo rischio di "travel-and-arrive" nel breve termine, in attesa del rinnovo del board ad aprile e di ulteriori sviluppi strategici successivi. Per il quarto trimestre, il broker prevede che Banca Monte dei Paschi di Siena potrebbe essere la banca meglio posizionata, seguita da UniCredit, grazie al potenziale di nuovi annunci di distribuzione.
In termini di potenziali catalizzatori nei risultati/distribuzioni:
1) Intesa Sanpaolo comunicherà l'ammontare del suo buyback sugli utili del 2025 (previsti 2 miliardi di euro);
2) UniCredit potrebbe aumentare la componente DPS nel suo payout dell'80% a partire dal 2026:
3) Per Mps, l'annuncio del DPS del 2025 e della distribuzione del 2026 potrebbero essere catalizzatori rilevanti.
4) Banco BPM potrebbe annunciare una distribuzione aggiuntiva, poiché il suo coefficiente CET1 si sta avvicinando al 13,5% (0,4 miliardi di euro di buyback riporterebbero il coefficiente CET1 per l'anno fiscale 2025 al 13%). Guardando alle variazioni dei target price, Barclays alza il TP su UniCredit a 79 euro da 71,6, taglia il TP di Mediobanca (Underweight) a 17,1 euro da 17,5, aumenta quello su Credem (Underweight) a 15,7 euro da 14,8, incrementa quello su MPS (Equal Weight) a 9,2 euro da 8,2 e infine quello su Banco BPM a 15,5 euro da 14,7 euro.
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