BTP Green: cosa sono e come funzionano le obbligazioni verdi


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In un'epoca in cui l'attenzione verso l'ambiente e la sostenibilità non sono mai stati così elevati, è naturale vedere emergere nuovi strumenti finanziari legati a queste tematiche. Uno di questi strumenti è il BTP Green, o obbligazioni verdi, delineati dalla tassonomia europea delle attività sostenibili. Si tratta di titoli obbligazionari statali e "verdi" ideati per finanziare progetti che hanno un impatto positivo sull'ambiente o che contribuiscono alla lotta contro il cambiamento climatico.

In Italia, lo Stato italiano, tramite il MEF, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha emesso i cosiddetti BTP Green, o buoni del tesoro poliennali verdi, per accelerare la transizione ecologica del paese e incentivare i progetti pubblici incentrati sulla sostenibilità. Dalla nascita dei Green Bond nel 2007 all’emissione dei primi BTP Green italiani nel 2021 (i BTP Green con scadenza 30 aprile 2045), le obbligazioni verdi sono diventate molto popolari tra gli investitori italiani e stranieri che cercano di combinare rendimento finanziario con un impatto positivo sull'ambiente.

Un esempio di questi titoli è il BTP Green 2045. Iniziamo a chiarire cos’è un Green Bond. Vediamo più nel dettaglio.

Green bond per accelerare la transizione ecologica italiana

Conosciuti anche come "obbligazioni verdi", i Green bond sono strumenti finanziari nati ufficialmente nel 2007, ma hanno iniziato a guadagnare popolarità in Italia dal 2014. Questi titoli, in effetti, sono obbligazioni che danno agli investitori il diritto di ottenere, alla scadenza prefissata, il rimborso del capitale investito, o valore nominale, insieme a un interesse (conosciuto come cedola). Tuttavia, a differenza delle obbligazioni tradizionali, l'emissione di Green bond, inclusi il BTP 2045 Green e il successivo BTP 2031 Green, è strettamente legata a progetti che producono un effetto benefico sull'ambiente.

Inizialmente, i Green bond erano emessi da istituzioni finanziarie sovranazionali, come la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e la International Finance Corporation (IFC), un'entità della Banca Mondiale. Successivamente, il mercato ha visto l'ingresso di obbligazioni verdi emesse da società e agenzie statali. Attualmente in Italia, questi titoli di Stato sono gestiti dal Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF).

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) definisce i Btp Green “i nuovi Titoli di Stato italiani connessi al mondo della finanza sostenibile, i cui proventi sono destinati al finanziamento delle spese sostenute dallo Stato con positivo impatto ambientale per supportare la transizione ecologica del Paese”.

Ciò che distingue i Btp Green dagli altri buoni del Tesoro poliennali è lo scopo della raccolta. Se si prendono, però, le altre caratteristiche che generalmente definiscono i titoli di Stato si apprende sul BTP Green quanto segue:

  • Scadenza: superiore ai 10 anni
  • Remunerazione: la remunerazione avviene tramite cedole semestrali posticipate, con previsione del pagamento dell’eventuale scarto di emissione.
  • Taglio minimo: la sottoscrizione parte da un valore nominale minimo di 1000 euro e procede con i relativi multipli.
  • Tassazione: come tutti i titoli di Stato questo titolo prevede una tassazione delle plusvalenze del 12,5%.
  • Modalità di collocamento: a discrezione del Tesoro tramite asta marginale o sindacato di collocamento.
  • Valuta: euro.

I fondi raccolti attraverso l'emissione di BTP Green, che ammontano a diversi miliardi di euro, sono utilizzati per finanziare o rifinanziare progetti verdi, cioè progetti che contribuiscono alla transizione ecologica del paese. Questi possono includere:

  • Ottimizzazione energetica
  • Generazione di energia da risorse rinnovabili per la produzione di energia elettrica e termica
  • Gestione sostenibile del terreno
  • Trattamento dell'acqua
  • Gestione dei rifiuti
  • Riduzione delle emissioni di CO2
  • Mobilità ecologica
  • Edilizia sostenibile

BTP Green 2045: Cos’è, come funziona e caratteristiche

Il BTP Green 2045 è il primo ad essere emesso dalla Repubblica Italiana nel marzo 2021 con scadenza aprile 2045 e Codice Isin IT0005438004. I fondi raccolti con il BTP Green 2045 sono destinati a finanziare spese statali che comprendono uno o più degli obiettivi di sviluppo sostenibile per il 2030, tra cui:

  1. Mitigazione dei cambiamenti climatici;
  2. Adattamento ai cambiamenti climatici;
  3. Uso sostenibile e protezione delle risorse idriche e dell’ambiente marino;
  4. Transizione ad un’economia circolare;
  5. Prevenzione e controllo dell'inquinamento;
  6. Protezione, miglioramento e ripristino della biodiversità, degli ecosistemi e dei servizi ambientali.

BTP 45: Quotazione e Rendimento

Il rendimento del BTP Green 2045, come tutti i buoni del tesoro poliennali, è legato alla sua quotazione sul mercato secondario, che può essere monitorata attraverso la Borsa Italiana. Questa quotazione è influenzata da vari fattori, tra cui le condizioni economiche generali, le politiche monetarie, i tassi di interesse e, nel caso dei titoli verdi, anche il progresso dei progetti finanziati.

Investire in BTP Green: i Potenziali Rischi

Investire in BTP Green può rappresentare un'opzione d'investimento attraente, ma è importante ricordare che, come tutti gli strumenti finanziari, comportano dei rischi. In questo caso ovviamente ci sono tutti i rischi di un BTP classico, ossia:

  • rischio legato all'andamento dello spread
  • rischio paese
  • rischio tasso

Tuttavia, se gestiti correttamente, gli investimenti in BTP Green possono offrire un buon equilibrio tra rendimento finanziario e impatto ambientale nel medio lungo termine, contribuendo così a creare un futuro più sostenibile e alla gestione del debito pubblico.

Gli investitori possono contare sul rimborso del valore nominale alla scadenza del titolo, in aggiunta ai rendimenti periodici ottenuti attraverso le cedole.

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