Santander porta i prezzi obiettivo rispettivamente a 115 e 7,7 euro. Focus anche su Commerzbank, Prysmian, Ariston Holding e Technoprobe
Santander ha rivisto al rialzo i prezzi obiettivo di Unicredit e Intesa Sanpaolo, portandoli rispettivamente a 115 euro dagli 88 euro precedenti e a 7,7 euro dai precedenti 6,6 euro. La revisione riflette l'aggiornamento al rialzo delle stime sugli utili, l'introduzione delle previsioni per il 2029 e un aggiornamento della valutazione a fine 2027.
Secondo gli analisti, entrambe le banche continuano a offrire «un'interessante combinazione di crescita degli utili, valutazione e remunerazione degli azionisti», a cui si aggiungono significative opportunità sul fronte delle operazioni di fusione e acquisizione.
Per Unicredit, il nuovo prezzo obiettivo incorpora anche il consolidamento completo di Commerzbank. Santander ritiene che l'operazione stia raggiungendo un punto di svolta, con l'attenzione degli investitori destinata a spostarsi progressivamente dal capitale e dai rischi di esecuzione verso la crescita degli utili e le sinergie.
Intesa Sanpaolo, invece, potrebbe beneficiare nel breve termine della potenziale acquisizione di B.Mps, sulla quale Santander mantiene una raccomandazione outperform con target price di 11,30 euro per azione. Unicredit, secondo le stime degli analisti, presenta comunque un maggiore potenziale di crescita.
Prysmian, Oddo BHF alza il rating a Outperform
Indicazioni positive anche per Prysmian, con Oddo BHF che ha migliorato la raccomandazione sul titolo da neutral a outperform, confermando il prezzo obiettivo a 153 euro. Le azioni, che hanno segnato un rialzo dell'1,29% a 121,35 euro, secondo gli analisti presentano un «interessante punto di ingresso» dopo il recente de-rating.
Un ulteriore elemento di supporto potrebbe arrivare dall'acquisizione di Atkore. Secondo Oddo BHF, l'operazione contribuirà a una revisione al rialzo delle stime una volta completata, rafforzando la posizione di Prysmian come leader globale e aumentando la presenza del gruppo negli Stati Uniti.
Ariston, confermato il Buy dopo l'acquisizione in Vietnam
Intesa Sanpaolo ha invece confermato la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo di 4,9 euro su Ariston Holding, dopo l'annuncio dell'acquisizione dell'83% di Mutosi, società vietnamita attiva nella purificazione residenziale dell'acqua. Il titolo ha guadagnato il 3,95% a 3,896 euro.
Per gli analisti, l'operazione è strategicamente coerente con la presenza consolidata di Ariston in Vietnam, dove il gruppo è già leader nel settore del riscaldamento dell'acqua per uso residenziale.
L'acquisizione permette ad Ariston di entrare in una categoria di prodotti in rapida crescita e adiacente al proprio business, ampliando l'offerta in un mercato nel quale il gruppo opera da quasi quarant'anni. Il management ha inoltre evidenziato potenziali sinergie commerciali e operative, facendo leva sulla rete distributiva e sulla presenza produttiva già esistente nel Paese, oltre che sulle efficienze negli acquisti e nella catena di fornitura.
Commerzbank, Unicredit confermata Outperform
Unicredit resta sotto osservazione anche per le indicazioni relative a Commerzbank. Unicredit conferma la raccomandazione outperform sul titolo dopo che la banca tedesca ha approvato un programma di buyback da 1,2 miliardi di euro.
Secondo gli analisti, il riacquisto, pur essendo atteso nell'ambito del piano di distribuzione di Commerzbank, rafforza meccanicamente la posizione di Unicredit. Ai prezzi attuali, gli esperti stimano che il buyback possa riguardare circa 29 milioni di azioni.
Assumendo inoltre l'esercizio fisico del Total Return Swap (TRS) residuo del 3,2%, la quota di voto di Unicredit potrebbe salire dal 49,65% al 51%, riducendo ulteriormente il peso delle minoranze senza richiedere nuovi esborsi da parte della banca italiana.
Il confronto con Rhein viene considerato un segnale costruttivo, con il focus che sembra spostarsi progressivamente dall'opposizione di principio alle condizioni di una possibile integrazione. Un'evoluzione che, secondo Intermonte, sarebbe favorevole per il dossier.
Technoprobe, Equita vede spazio per rialzi delle stime
Infine, Equita ha confermato la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo di 40 euro su Technoprobe dopo un roadshow con il management.
Gli analisti definiscono «molto solidi» i messaggi emersi dall'incontro, sia sulla sostenibilità del ciclo legato all'intelligenza artificiale sia, soprattutto, sulla necessità di incrementare in maniera significativa la capacità produttiva nel 2027 e nel 2028.
Sulle proprie stime, che incorporano ricavi pari a 1,6-2 miliardi di euro nel 2027-2028, assumendo un ulteriore incremento della capacità di circa il 25% rispetto al round attualmente in corso, Equita vede spazio per revisioni al rialzo. Anche rispetto al consensus, che indica ricavi di 1,5-1,85 miliardi di euro, secondo gli analisti potrebbero esserci margini per un aggiornamento delle previsioni.