Cade il governo Draghi, volano i cds


Dati macro cinesi sotto le attese. In Italia crollano banche e titoli con il Tesoro maggiore azionista. Spread sotto controllo ma si impennano i cds, contratti per assicurarsi dal rischio Paese.


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Italia

Piazza Affari che prova il rimbalzo. Ieri lo spread ha tenuto grazie al piano anti frammentazione ma sono crollati i titoli bancari, le azioni con il Tesoro come socio di maggioranza e sono volati i cds le polizze per assicurarsi da un rischio default dell’Italia o uscita dell’euro.

Oggi i bancari dopo un’apertura in calo invertono rotta, si spera che il rifiuto del presidente Mattarella alle dimissioni di Draghi, porti a più miti consigli. Le banche provano a recuperare solo in parte il terreno perso ieri: Banco Bpm guadagna l’1%, Intesa l’1,9%, Bper lo 0,9%, Unicredit lo 0,25%.

Recuperi per Enel +2,3%, Eni +1,22%, Terna +0,4%, Snam +1,2%.

Ieri abbiamo assistito a una giornata di profondo rosso per Piazza Affari con il FtseMib che ha perso il 3,5% più del doppio dell’Euro Stoxx 50 -1,6%. Colpite soprattutto le banche UniCredit -6,1%, Bper Banca -6,2%, Fineco -5,1%, Banca Mps -7%, Banco Bpm -5,3%, Intesa -5,5% e i titoli con azionista di maggioranza il Tesoro, Enel -5,7%, Eni -4,2%, Snam -4,4% e Terna -4,2%.

Lo spread tiene a 213 punti base, grazie al piano anti frammentazione allo studio della Bce. Oggi il decennale italiano rende il 3,21%, quello tedesco l’1,08%.

Sotto il grafico che mostra il valore dei credit default swap italiano per assicurarsi da un’uscita dell’Italia dall’euro e dal default. Non ne parla mai nessuno e non ve lo diranno nemmeno quando aprite un mutuo ma se dovessimo uscire dall’euro vi trovereste a pagare il mutuo in euro con uno stipendio in lire. Non crediamo accadrà mai, perché anche la Grecia che ha fatto default non è uscita dall’euro però a livello teorico è bene sapere quale siano tutti gli scenari anche quelli con bassissima probabilità che accadano.

Sotto il grafico dei credit default swap italiano per assicurarsi dal default dell’Italia. Come leggere questo numero, mi costa lo 0,78% per assicurare ad esempio una posizione in titoli di Stato dal rischio default.

Cina

L'economia cinese ha subito una forte contrazione nel secondo trimestre con il Pil destagionalizzato in calo del 2,6% le attese erano per un -2%. Senza la correzione legata alla stagionalità il Pil anno su anno segna un incremento dello 0,4% molto meno dell’1,2% atteso e da inizio anno l’incremento del Pil cinese è pari al 2,5% meno del 2,9% atteso.

Prosegue la debolezza del settore immobiliare con un calo delle vendite residenziali del 31,8% a giugno dal -34,5% del mese precedente. La crescita annuale è rallentata in modo significativo, evidenziando il colossale tributo sull'attività dovuto ai diffusi blocchi di COVID, che ha fatto sobbalzare la produzione industriale (+3,9% dallo 0,7% del mese precedente) e la spesa dei consumatori (+3,1% dal -6,7% precedente).