Cambieranno le relazioni USA-Cina sotto Biden? Pechino sembra crederci

Gli investitori globali seguono attentamente le mosse del Presidente eletto degli Stati Uniti Joe Biden per avere qualche indicazione su come la sua amministrazione intenda condurre le relazioni con la Cina.
A cura di Mo Ji, Chief EconomistโGreater China presso AllianceBernstein (AB).
Indice dei contenuti
- 1. Cosa ne pensa Pechino?
- 2. Aspettative di maggiore stabilitร e prevedibilitร
- 3. 1) Una rivalitร piรน sfumata: concorrenti, non nemici.
- 4. 2) Il ritorno degli Stati Uniti sulla scena globale allenterร le pressioni sui rapporti tra i due paesi.
- 5. 3) Il multilateralismo statunitense creerร vincoli per la Cina.
- 6. 4) Un approccio piรน equilibrato degli Stati Uniti sarร un bene per la stabilitร .
- 7. 5) Un approccio meno aggressivo degli Stati Uniti renderร la vita piรน facile alle aziende tecnologiche cinesi.
- 8. 6) La Cina non sarร una prioritร immediata per lโamministrazione Biden.
- 9. 7) Unโescalation delle tensioni commerciali sembra poco plausibile.
- 10. Atteggiamento potenzialmente piรน conciliante sulle questioni economiche, ma non sulla sicurezza
Cosa ne pensa Pechino?
Gli osservatori occidentali sembrano generalmente dellโavviso che ci sarร un cambiamento di tono e di stile rispetto a quello del predecessore di Biden, ma che la politica statunitense nei confronti della Cina sarร meno accomodante rispetto ai primi anni della precedente amministrazione democratica, quando Obama era presidente e Biden era vice presidente.
Ma cosa ne pensa Pechino?
La risposta ufficiale della Cina allโesito delle elezioni รจ stata molto discreta, forse per rispetto del processo elettorale, che รจ da poco arrivato alla fine del suo decorso. Dietro le quinte, tuttavia, le autoritร cinesi sembrano convenire su ciรฒ che possono verosimilmente aspettarsi dal nuovo inquilino della Casa Bianca.
Questo consenso si basa non solo sulle dichiarazioni rese da Biden in pubblico, ma anche sulla conoscenza diretta e personale del Presidente eletto acquisita dai diplomatici cinesi e da altri funzionari, tra cui il presidente Xi Jinping, nellโarco di molti anni, anche attraverso le numerose visite ufficiali di Biden, sia come senatore, che come vice presidente.
Aspettative di maggiore stabilitร e prevedibilitร
Il consenso riguarda sette aree. Nella maggior parte dei casi, Pechino si aspetta un cambiamento sia di tono e di stile, che di sostanza, rispetto allโamministrazione uscente; in unโarea importante e controversa, inoltre, prevede un proseguimento dello status quo per il prossimo futuro.
1) Una rivalitร piรน sfumata: concorrenti, non nemici.
Le prime interazioni di Biden con la Cina erano state caratterizzate dallโottimismo riguardo alla possibilitร che il paese si integrasse meglio nel sistema commerciale e finanziario globale. In effetti, Biden ha spesso affermato di reputare la crescita della Cina un fattore positivo per lโeconomia mondiale. Nel corso degli anni, questo ottimismo รจ stato stemperato dai timori per le pretese di sovranitร della Cina e per altre questioni. Durante lโamministrazione Obama, ciรฒ ha suscitato un confronto tra Biden e Xi su come i due paesi avrebbero potuto competere senza la minaccia di ostilitร .
Piรน di recente, Biden ha parlato pubblicamente di โconcorrenza per il futuroโ con la Cina. Sulla base della loro conoscenza di Biden e dei passati colloqui con Xi, i policy maker cinesi prevedono che le relazioni degli Stati Uniti con la Cina saranno improntate a questo principio guida della concorrenza. In altre parole, Stati Uniti e Cina collaboreranno ove possibile (ad esempio, su questioni come il cambiamento climatico e la salute pubblica globale) e competeranno ove necessario (nella tecnologia, ad esempio).
2) Il ritorno degli Stati Uniti sulla scena globale allenterร le pressioni sui rapporti tra i due paesi.
La promessa elettorale di Biden di focalizzarsi nuovamente sul ruolo di leadership globale degli Stati Uniti viene vista da Pechino come un ampliamento dellโagenda di politica estera di Washington. In una certa misura, ciรฒ dovrebbe alleggerire lโattenzione degli USA sulla Cina. In altre parole, presi dal tentativo di riappropriarsi del ruolo di leader sulla scena mondiale, gli Stati Uniti saranno meno interessati a come cambiare il colosso asiatico.
Per questo motivo, le autoritร cinesi ritengono che la possibilitร di una frattura tra Stati Uniti e Cina sarร minore sotto lโamministrazione Biden, con una diminuzione anche dei rischi di una guerra fredda tra le due superpotenze.
3) Il multilateralismo statunitense creerร vincoli per la Cina.
Al contempo, i policy maker cinesi osservano che lโobiettivo di Biden di focalizzarsi nuovamente sulla leadership degli Stati Uniti comporta il rilancio delle relazioni con gli alleati storici e la ricerca di soluzioni multilaterali alle sfide globali. A loro avviso, ciรฒ potrebbe creare qualche ostacolo agli sforzi della Cina di estendere la propria influenza globale, in particolare nelle aree coperte dalla cooperazione tra Stati Uniti ed Europa occidentale e nella regione asiatica, in particolare Mar Cinese Meridionale, Taiwan e India.
4) Un approccio piรน equilibrato degli Stati Uniti sarร un bene per la stabilitร .
Le autoritร cinesi sono molto interessate alle scelte che Biden compirร nel nominare i funzionari che cureranno le relazioni con Pechino, poichรฉ ritengono che le dinamiche umane di tali interazioni siano molto importanti e che i rapporti con lโamministrazione Trump fossero litigiosi.
Solo per questo motivo, i policy maker cinesi sono dellโavviso che il cambio di amministrazione negli Stati Uniti apporterร miglioramenti a breve termine in termini di stabilitร , trasparenza e prevedibilitร nei rapporti reciproci tra i due paesi. Inoltre, si sentono rassicurati dalla possibilitร che molti funzionari da ambo le parti abbiano giร avuto occasione di conoscersi nel corso di precedenti interazioni sotto lโamministrazione Obama.
5) Un approccio meno aggressivo degli Stati Uniti renderร la vita piรน facile alle aziende tecnologiche cinesi.
Le mosse aggressive dellโamministrazione Trump contro le imprese tecnologiche cinesi, che hanno reso estremamente difficile per alcune di esse fare affari con le omologhe statunitensi, sono considerate poco strategiche dalle autoritร cinesi. Pechino non si aspetta una tale aggressivitร dallโamministrazione Biden e ritiene meno probabili ulteriori minacce o sanzioni degli Stati Uniti contro le societร tecnologiche cinesi.
6) La Cina non sarร una prioritร immediata per lโamministrazione Biden.
Le autoritร cinesi prevedono che la nuova amministrazione Biden si concentrerร innanzitutto sulla gestione della pandemia di COVID-19, cercando al contempo di restituire al paese uno spirito di unitร . Queste prioritร occuperanno probabilmente i primi 100 giorni del mandato presidenziale, ed รจ dunque improbabile che la Casa Bianca rivolga la sua attenzione alla Cina prima del maggio 2021.
7) Unโescalation delle tensioni commerciali sembra poco plausibile.
Secondo i policy maker cinesi, รจ probabile che lo status quo nei difficili rapporti commerciali tra Stati Uniti e Cina venga mantenuto, poichรฉ il paese procederร a effettuare acquisti in base al calendario previsto dallโaccordo di fase 1 raggiunto con lโamministrazione Trump allโinizio del 2020. Ciรฒ crea i presupposti per un certo ottimismo riguardo a una possibile revisione, e potenziale riduzione, dei dazi USA sui prodotti cinesi verso la fine del 2021.
Atteggiamento potenzialmente piรน conciliante sulle questioni economiche, ma non sulla sicurezza
Il consenso che le autoritร cinesi sembrano avere raggiunto suggerisce che Pechino si aspetta una relazione piรน conciliante con gli Stati Uniti sulle questioni commerciali ed economiche. Tuttavia, data lโambizione di Biden di focalizzarsi sul ruolo di leadership globale degli Stati Uniti, la Cina prevede anche un dialogo potenzialmente piรน difficoltoso sulle questioni legate alla sicurezza.
Secondo gli analisti di AllianceBernstein, gli investitori dovranno tenere a mente le speranze e le aspettative di Pechino riguardo ai rapporti USA-Cina, oltre a quelle di Washington, per affrontare con successo il passaggio alla prossima amministrazione statunitense.
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