Certificate: rendimento fino al 13% annuo puntando sul settore farmaceutico

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Doppia protezione, un comparto difensivo e la barriera, oltre a un rendimento elevato fino al 13%. Il certificate di Vontobel con Isin DE000VD5TR65 su Moderna, Pfizer e Roche stacca premi trimestrali con memoria del 3,25% (13% annuo) se nessuno dei sottostanti sarà crollato alle date di valutazione del 40% dal livello iniziale.

Cedole con Effetto memoria per recuperare eventuali premi trimestrali non staccati. Possibilità di rimborso anticipato dal nono mese. A scadenza protezione del capitale fino a cali del 40% dei sottostanti dal livello iniziale. Durata tre anni. Certificate che quota sotto la pari a 978 euro.


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Un settore difensivo affidabile

La sanità è considerata da tempo uno dei settori difensivi più affidabili, in grado di proteggere efficacemente il portafoglio dalla volatilità dei mercati azionari. Questo perché ospedali, case farmaceutiche, produttori di dispositivi medici e altre imprese del settore sanitario beneficiano di una domanda costante da parte dei consumatori, indipendentemente dall'andamento dell'economia.

Dopo il boom arrivato durante la pandemia da Covid 19, le società del settore sono ritornate alla normalità. Nel frattempo, però la ricerca non si è fermata e, anzi grazie anche alle scoperte legate alla lotta contro il Covid con nuovi studi sull’Rna messaggero, stanno realizzando nuovi prodotti.

Al contrario, il mercato sta lottando tra inflazione (seppur in ribasso), tassi ancora elevati, i timori di recessione e i conflitti in corso, elementi che continueranno a fare del 2024 un anno impegnativo per la maggior parte degli investitori azionari. In caso di persistente volatilità dei mercati è sempre utile avere una doppia protezione, tra cui un'esposizione ai titoli sanitari, che hanno storicamente evidenziato caratteristiche difensive affidabili e una barriera.

Il settore è molto cambiato rispetto a 20 anni fa, ma continua a dare un contributo positivo ai portafogli degli investitori e determinati titoli hanno la capacità di resistere a contesti economici difficili e offrire rendimenti a lungo termine.

Il certificate su tre grandi del settore farmaceutico: Moderna, Pfizer e Roche

Il certificate triennale studiato da Vontobel con Isin DE000VD5TR65 punta su tre grandi big del settore, ovvero Moderna, Pfizer e Roche, e stacca premi trimestrali del 3,25% (13% annuo) se nessuno dei sottostanti sarà crollato alle date di valutazione del 40% dal livello iniziale. Le cedole godono dell’effetto memoria per recuperare eventuali premi trimestrali non staccati.

A partire dal nono mese si apre la possibilità di rimborso anticipato e a scadenza è prevista una protezione del capitale fino a cali del 40% dei sottostanti dal livello iniziale.

Di seguito la tabella con i valori di riferimento aggiornati del certificate.

Il buon momento di forma del settore è confermato anche dalle performance di due dei tre sottostanti del certificato (Roche e Pfizer), sopra o vicine al livello iniziale, mentre uno (Moderna) risulta soltanto di poco sotto la parità (-3,82%).

Dunque, appare più che a portata di mano lo stacco della cedola il prossimo 12 agosto, previsto anche ogni tre mesi successivi e finché i tre titoli non saranno crollati del 40% dalle valutazioni iniziali.

Il certificate prezza attualmente sotto la parità, a 978 euro, permettendo anche un gain in caso di vendita (sempre possibile a mercato aperto), nel caso in cui dovesse essere venduto sopra il livello di acquisto.

Rimborso anticipato

Il 10 febbraio 2025 sarà già tempo di valutare se ci saranno i presupposti per il rimborso anticipato, possibile anche ogni trimestre successivo, se tutti i titoli sottostanti quoteranno a un livello pari o superiore a quello iniziale. In questo caso, il prodotto verrà rimborsato in anticipo a 1.000 euro, a cui si aggiungeranno tutti i bonus non staccati precedentemente sommati a quello del trimestre in corso. 

Pertanto, nell’ipotesi che a febbraio del prossimo anno si dovesse spalancare la porta del rimborso anticipato, l’investitore riceverebbe tre cedole da 32,5 euro ognuna (97,5 euro), a cui andranno aggiunti i 22 euro di differenza tra il valore nominale (1.000 euro) e quello a cui lo si è acquistato (978 euro), per un totale di 119,5 euro, 12,2% in sette mesi, corrispondente al 20,9% annualizzato.

Scenari alla scadenza

Alla scadenza del prodotto (10 maggio 2027) sono possibili due scenari, uno positivo e uno negativo.

Nello scenario positivo, ovvero se tutti i sottostanti vedranno un valore maggiore o uguale al 60% del valore iniziale, il prodotto verrà rimborsato a 1.000 euro, a cui si aggiungeranno tutti i premi trimestrali, con un rendimento medio annuo poco superiore al 13% (due mesi sono passati e si aggiunge il capital gain di 22 euro).

Maggiori rischi in caso di scenario negativo, atteso nel caso in cui non sarà scattato il rimborso anticipato e, almeno uno dei sottostanti, avrà perso oltre il 40% rispetto al valore iniziale. In questo caso per l’investitore sarebbe come aver puntato sul titolo peggiore senza lo stacco dei dividendi ma potrebbe ricevere eventuali premi. Se ad esempio Pfizer dovesse perdere il 55% rispetto al livello iniziale, il certificate verrebbe ritirato a 450 euro, se dovesse perdere il 70%, il certificate verrebbe ritirato a 300 euro e così via.

Le cure Moderna approvate dalla FDA

Moderna convince gli analisti dopo l’approvazione da parte della Food and Drug Administration (FDA) per il suo vaccino denominato mRESVIA contro il virus respiratorio sinciziale (RSV). Gli esperti di JP Morgan alzano il loro target price da 85 a 96 dollari (neutral) e da RBC Capital Markets (buy) lo portano a 160 dai precedenti 135 dollari. Stessa decisione per Oppenheimer che ha aumentato l'obiettivo di prezzo portandolo da 163 a 179 dollari, il che suggerisce un potenziale aumento di oltre il 20% rispetto 115 dollari attuali.

L’RSV ha un impatto economico considerevole, paragonabile a quello dell’influenza, e negli Stati Uniti i casi più gravi possono portare a ricoveri ospedalieri, se non addirittura al decesso. L’mResvia di Moderna risulta “un forte concorrente nel mercato per i vaccini di questo virus”, secondo Oppenheimer, “anche se le attuali aspettative di mercato potrebbero essere sottostimate”.

“Con un mercato totale stimato attualmente a circa 10 miliardi di dollari e che si prevede aumenterà fino a 12,5 miliardi di dollari entro il 2027, ci attendiamo che mResvia possa raggiungere un fatturato annuo compreso tra 1 e 2 miliardi di dollari”, proseguono gli esperti. “Tuttavia, considerando i risultati degli studi clinici di Fase 3 condotti da Moderna su adulti ad alto rischio e fragili, insieme alle solide caratteristiche del prodotto di mResvia, c'è un potenziale di successo ancora maggiore”, concludono dal broker.

Buone notizie per Moderna erano arrivate a inizio giugno, quando il suo studio di Fase 3 sull’mRNA-1083, un vaccino combinato sperimentale contro l’influenza e il Covid 19 aveva raggiunto i suoi endpoint primari, suscitando una risposta immunitaria più elevata rispetto ai vaccini di confronto autorizzati.

“I vaccini combinati hanno il potenziale di ridurre il peso dei virus respiratori sui sistemi sanitari e sulle farmacie, oltre a offrire alle persone opzioni di vaccinazione più convenienti che potrebbero migliorare la compliance e fornire una protezione più forte dalle malattie stagionali”, spiegava il CEO Stéphane Bancel, aggiungendo che Moderna è “l'unica azienda con un vaccino combinato positivo di Fase 3 contro l'influenza e il COVID”.

In fase III anche la ricerca per un vaccino contro due tipi di cancro: il melanoma e il cancro al polmone non a piccole cellule, ma i cui risultati non sono previsti a breve.

Il nostro Paese, grazie all’Istituto Nazionale Tumori Irccs Fondazione Pascale di Napoli è il primo in Italia (e tra i primi al mondo) ad aver avviato lo studio clinico di fase III del vaccino anti-cancro a mRNA di Moderna nei pazienti con melanoma. Per il tumore al polmone Moderna ha in corso collaborazioni con Msd.

Buone notizie anche per Roche

Novità dalla FDA anche per il gigante svizzero Roche nelle scorse settimane, che ha ricevuto l’approvazione del suo farmaco crovalimab (marchio PiaSky), un trattamento per l'emoglobinuria parossistica notturna (PNH), una malattia che colpisce circa 20 mila persone in tutto il mondo.

"Crovalimab potrebbe offrire un'opzione di autosomministrazione con una frequenza minima di quattro settimane, riducendo così le visite in clinica per le persone affette da questa patologia che dura tutta la vita", spiegava Levi Garraway, ChiefMedicalOfficer di Roche.

Dall’altra parte dell’Atlantico la Commissione europea ha approvato un altro farmaco di Roche, Alecensa, quale primo e unico trattamento adiuvante per le persone affette da cancro polmonare ALK-positivo in stadio iniziale, dopo che ha ridotto il rischio di recidiva della malattia del 76% ai pazienti a cui il tumore è stato estratto.

“L'approvazione di Alecensa risponde a un'urgente esigenza insoddisfatta nella fase iniziale in cui circa la metà di tutte le persone sperimenta una recidiva della malattia dopo l'intervento chirurgico, nonostante la chemioterapia adiuvante”, viene sottolineato.

La spinta dei nuovi prodotti Pfizer

Il 2023 è stato un anno record per Pfizer in termini di approvazioni dalla FDA, con nove nuovi farmaci e vaccini che hanno ricevuto luce verde dall’autorità e nel 2024 la società ha fatto affidamento sui prodotti di recente lancio e appena acquisiti per migliorare le proprie prestazioni di vendita, in un contesto di calo dei ricavi dai prodotti COVID-19. I ricavi da prodotti non legati alla pandemia sono previsti aumentare nei prossimi trimestri, grazie ai suoi farmaci principali come Prevnar, Vyndaqel e, in collaborazione con Bristol-Myers, Eliquis. Altri contributi dovrebbero arrivare da nuovi lanci di prodotti quali Abrysvo, Velsipity ePenbraya, oltre che dai recenti acquisiti come Nurtec, oltre a quelli ottenuti con l'acquisizione di Seagen nel dicembre dello scorso anno.Pfizer sta anche lavorando per espandere le indicazioni dei prodotti approvati, tra cui Padcev, Adcetris, Litfulo, Velsipity ed Elrexfio.

I nuovi prodotti, quelli di recente acquisizione, compresi quelli da Seagen, e una solida pipeline oncologica, posizionano Pfizer per una forte crescita operativa dal 2025 in poi, con attese di aumento del tasso di crescita annuale composto (CAGR) dei ricavi dal 2025 al 2030 pari a circa il 6%. L’acquisizione di Seagen avvenuta nel 2023 dovrebbe contribuire con oltre 10 miliardi di dollari entro il 2030, con una crescita potenziale significativa oltre il 2030. Inoltre, prevede di risparmiare 4 miliardi di dollari sui costi entro la fine del 2024.

Il pessimismo verso Pfizer ha spinto il titolo a un prezzo significativamente basso, quindi, dal punto di vista della valutazione, appare attraente rispetto al settore, scambiando al di sotto della sua media. Seguendo il rapporto prezzo/utili, le azioni della società vengono attualmente scambiate a 10,85 dollari di utili attesi, rispetto a 20,29 del settore e alla media del titolo di 11,57.

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Idea di investimento
Possibile premio del 13% annuo con il certificate su Moderna, Pfizer e Roche
Sottostanti:
Roche Holding AGModerna IncPfizer Inc
Rendimento p.a.
13%
Cedole
3,25% - €32,50
Memoria
si
Barriera Cedole
60%
ISIN
DE000VD5TR65
Emittente
Vontobel
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