Certificati con dividend adjusted o index decrement, occasione o tentazione?

Il vero boom lo stanno avendo in Francia e Germania, ma alcuni emittenti li ripropongono anche a casa nostra. Sono i certificate che, oltre a scommettere sullโandamento dei sottostanti, โpermettonoโ di puntare anche sui loro flusso di dividendi. Un rischio o unโoccasione? Capiamolo insieme.
Indice dei contenuti
- 1. Dividendi e certificati, lโappeal speculativo diventa ancora piรน interessante.
- 2. Del doman non v'รจ certezza
- 3. Cosa succede al prezzo dei certificati
- 4. Un esempio concreto
- 5. Vediamo da vicino i nuovi certificate
- 6. Un altro esempio
- 7. Le prove su strada
- 8. La parola allโesperto
- 9. Rischio/Beneficio
- 10. Il gioco vale la candela?
- 11. Quindi noi consigliamo:
Dividendi e certificati, lโappeal speculativo diventa ancora piรน interessante.
Il dividendo รจ un tassello fondamentale per lโemittente che struttura un certificate. Piรน alto sarร il valore del flusso di dividendi dei sottostanti maggiori saranno le risorse che lโemittente potrร impiegare allโinterno del certificate, per dare maggiore protezione o per pagare un rendimento piรน elevato.
Cโรจ un perรฒ, come sempre avviene quando si guarda al futuro.
Lโemittente e come lui, tutti coloro che lavorano con le opzioni, non possono sapere con certezza matematica quale sarร il flusso futuro dei dividendi che distribuirร una societร . Stimare in maniera errata il flusso dei dividendi o trovarsi davanti a un taglio o cancellazione del dividendo da parte delle societร sottostanti, implica che gli emittenti devono mettere mano ai propri portafogli per onorare gli impegni presi su cedole e struttura del certificato con gli investitori che lo hanno acquistato.
I dividendi futuri di una societร non sono scritti sulla pietra e sono generalmente in funzione di tre variabili:
- Utili dei prossimi anni: se la societร genera utili ci saranno dividendi ma se gli utili dovessero diminuire i dividendi potrebbero essere ridotti o addirittura azzerati. Eโ per questo che i manager, spesso, non indicano il valore assoluto del dividendo ma una quota percentuale degli utili che andranno distribuiti sotto forma di dividendo (payout ratio), ad esempio il 70% degli utili verrร ridistribuito. Di questo, una parte potrebbe finanziare piani di buy back (acquisto di azioni proprie).
- Cda e assemblea dei soci: i manager potrebbero decidere di non pagare dividendo ad esempio per finanziare un acquisto (M&A) o per tenere fieno in cascina per i tempi duri. Ricordiamo, inoltre, che si parla sempre di proposta di dividendo che il cda sottopone allโassemblea dei soci che potrebbero anche bocciarla. Oppure potremmo assistere a un rialzo del dividendo (attenzione perchรฉ se รจ un dividendo straordinario non rientra nel calcolo del valore delle opzioni).
- Le authority, ci sono altri attori come le Authority che potrebbero stoppare la distribuzione dei dividendi (vedi settore bancario durante la pandemia).
Del doman non v'รจ certezza
Per non incappare in brutte sorprese, ovvero un taglio dei dividendi che toglierebbe le risorse agli emittenti da integrare di tasca propria, oggi gli strutturatori, ma anche chi tratta le opzioni sui dividendi, applicano un forte sconto quando stimano i flussi futuri di dividendo.
In questo modo una riduzione o un taglio del dividendo non atteso ha meno impatti sul bilancio degli emittenti e al contrario la distribuzione di un dividendo maggiore di quello stimato, ha effetti positivi sui conti degli emittenti.
Lo sconto applicato varia da azione ad azione, non รจ lo stesso nel tempo, cambia a seconda delle politiche commerciali e dell'approccio alla gestione del rischio di ogni emittente, si puรฒ partire dal 5% (raro) ma in alcuni casi si puรฒ raggiungere anche il 40-50% (lo sconto in genere รจ calcolato sulle stime raccolte da Bloomberg, Factset, Refinitiv).
Da una breve indagine รจ emerso che la maggior parte degli emittenti applica uno sconto tra 5 e il 10% sulle maggiori societร italiane che sale, ad esempio se si valutano i tech americani, quasi al 20%. Non si puรฒ fare una media, perchรฉ le scelte di gestione del rischio possono essere totalmente diverse. Se perรฒ si dovesse guardare a quanto il mercato sconta le opzioni sul dividendo vedremmo sconti ancora piรน forti tra il 40 e il 50%, quindi nulla vieta sconti maggiori.
La mia esperienza basata sul confronto tra certificate diversi, richieste di prezzi sui certificate per clienti istituzionali, effetto sul prezzo dei certificati una volta che viene ridotto il dividendo di un sottostante e analisi del mercato delle opzioni, mi ha sempre presentato sconti maggiori di quelli dichiarati, piรน vicini al 30-40%.
Alcuni emittenti potrebbero, inoltre, scegliere di non gestire internamente il rischio dividendo, acquistando delle opzioni che gli assicurano un certo flusso cedolare, sono le opzioni sui dividendi sui titoli piรน noti come intesa San Paolo o sugli indici, che altre banche vendono in cambio di un corrispettivo per accollarsi il rischio di un cambio del dividendo su un sottostante.
Questa soluzione รจ una via scelta dagli emittenti perchรฉ, ad esempio, troppo esposti internamente su un titolo o perchรฉ non hanno la struttura per gestire internamente il rischio dividendo. Acquistando le opzioni sui dividendi questi emittenti affidano il rischio dividendo allโesterno. Di fatto si acquistano opzioni sul dividendo che spesso scontano i dividendi futuri a tassi elevati: 40-50%, dunque si va ridurre quel flusso di risorse utile a strutturare il certificate.
Cosa succede al prezzo dei certificati
Il dividendo รจ un mattoncino importante per finanziare la struttura di un certificato, piรน basso sarร il dividendo stimato e minori risorse avrร lo strutturatore per dare al certificate rendimento e/o protezione. Ovviamente vi sono tanti altri elementi che contribuiscono a determinare il rendimento finale, il piรน famoso รจ la volatilitร e il numero dei sottostanti, la loro correlazione, la struttura se worst of o meno, la tipologia di barriera ecc.
Ora concentriamoci solo sul dividendo, se applicassimo un alto sconto sui dividendi futuri, questo si ripercuoterebbe sul certificato offrendo meno rendimento e meno protezione. Se non dovessimo applicare uno sconto e addirittura quotare a premio il flusso dei dividendi futuri, allora il rendimento del certificate migliorerร sensibilmentee anche la โprotezione percepitaโ.
Un esempio concreto
Finora abbiamo sempre ragionato in termini di sconto del dividendo ma proviamo a vedere il rovescio della medaglia.
Quando in piena pandemia la vigilanza bancaria della Bce ha stoppato la distribuzione di tutti i dividendi, molti desk di strutturatori hanno visto i โsorci verdiโ. Una cosa รจ scontare i dividendi del 10% un altro รจ non averlo proprio. Un azzeramento del dividendo applicato a un settore molto presente tra i sottostanti dei certificati, quello bancario, ha comportato la registrazione di perdite importanti per gli emittenti.
A chi รจ andata bene? Agli investitori di quei certificati che almeno quella perdita non se la sono vista addebitare. Anzi il valore dei loro certificate รจ addirittura salito, perchรฉ i nuovi prodotti con gli stessi sottostanti, ma senza dividendo rendevano meno.
Lo stesso vale anche per i certificati giร sul mercato, se tolgo il dividendo a quelle strutture renderanno meno, cosรฌ lโemittente per adeguarsi dovrร alzare il prezzo dei certificati sul secondario.
Questi certificate, giร presenti sul mercato raccolgono ogni giorno nuovi investitori che li acquistano in Borsa ma a questi nuovi sottoscrittori lโemittente non potrร piรน offrire lo stesso rendimento prima del taglio delle stime del dividendo. L'emittente avrร due strade: alzare il prezzo per abbassarne il rendimento (la stessa logica di un bond) o mettersi in bid only, ovvero non venderne di nuovi.
Vediamo da vicino i nuovi certificate
Pensate ora se il rischio/beneficio del flusso dei dividendi venisse trasferito al risparmiatore finale, cosa succederebbe? Avremmo strutture decisamente piรน efficienti ma maggiori rischi per il cliente finale.
Piรน efficienti perchรจ lo strutturatore non applica alcuno sconto sul dividendo, ipotizza il pieno flusso ma il rischio di un taglio del dividendo ricade al possessore del certificate.
Alcuni emittenti hanno proposto questa innovazione nel loro portafoglio prodotti: certificati che non guardano solo allโandamento dei sottostanti ma che fissano un flusso futuro di dividendi. Come funzionano?
Sul mercato esistono due tipologie di prodotti:
- i certificati con indici decrement
- i certificati con dividend adjusted
Nel primo caso si crea un vero e proprio indice, la cui performance รจ data dalla performance del titolo sottostante compresa del dividendo e ridotta poi di una percentuale sempre fissa che dovrebbe appunto rispecchiare il dividendo atteso. Ad esempio la performance di Enel + il dividendo a cui si toglie una quota fissa ogni anno. Questa quota รจ spalmata su ogni giorno di borsa aperta. L'indice รจ quotato su Bloomberg e si puรฒ vedere il suo andamento.
Nei certificate con dividend adjusted l'emittente pubblica sul kid una tabella con le stime di dividendo per ogni singolo sottostante. A ogni data di valutazione oltre a verificare la performance del sottostante si verifica anche la performance del dividendo rispetto alle stime. Un dividendo effettivo piรน alto dell'1% rispetto alle stima significa aggiungere un 1% alla performance del sottostante.
Vale anche il viceversa, un taglio del dividendo, ad esempio Intesa stacca un dividendo da 7,64%, in due tranche, avrร un impatto molto forte.
Se la societร dovesse decidere di non staccare l'intero dividendo, dunque sia l'interim dividend che il saldo, alla prima data di valutazione si andrร a verificare la performance totale del sottostante, l'andamento del titolo e quella del dividendo.
Proviamo a fare un esempio se il 23 maggio, Intesa non avesse staccato il saldo sul dividendo pari 0,0789 euro pari al 4,27%, alla prima data di valutazione del certificate, non si sarebbe guardato alla sola performance di Intesa ma a questa si sarebbe sottratta l'intera quota di dividendo stimato ad esempio il 4,1%. Per essere piรน concreti un taglio del dividendo del 7,64% sarebbe come alzare la barriera di un importo pari alla stima sul dividendo, ipotizziamo il 7%. Su piรน anni l'effetto potrebbe essere devastante.
Un altro esempio
Ipotizzate di avere come sottostante Enel e una barriera al 60% con un certificate dividend adjusted a 5 anni. Nellโarco di vita del prodotto (non scatta lโautocall) la somma dei flussi dei dividendi risulta il 10% inferiore a quella stimata, รจ come se nel tempo la vostra barriera si fosse alzata del 10% portandosi al 70% rispetto ai certificati senza dividend adjusted.
Puรฒ succedere anche il contrario, ovvero un rialzo del dividendo che di fatto comporta una buona notizia per lโinvestitore.
Le prove su strada
Siamo andati a confrontare le stime dei dividendi di alcuni di questi prodotti e, come sempre, abbiamo trovato enormi differenze. Alcuni emittenti stimano un flusso di dividendi decisamente inferiore dei dividendi previsti dal mercato (li abbiamo paragonati a quelli di Bloomberg) buona notizia dunque per lโinvestitore.
Altri emittenti purtroppo hanno utilizzato delle stime di dividendi molto alte, a volte addirittura a premio su quelli stimati da Bloomberg anche del 10%. ATTENZIONE perchรฉ questo รจ un rischio, come se dovessimo alzare le barriere del 10%.
Ancora, al di lร di tutti i calcoli e i tecnicismi, ricordiamo che se una societร dovesse tagliare il dividendo lโeffetto sarร doppio, non solo uno scostamento tra performance del sottostante+dividendo ma anche un forte calo del titolo che riscuoterร la delusione del mercato per il taglio del dividendo. Molti fondi e investitori potrebbero decidere infatti di venderlo deprimendone le quotazioni.
Abbiamo anche casi opposti, in particolare su Unicredit abbiamo visto un index decrement di 0,27 euro quando le stime Blomberg sul dividendo di Unicredit sono a un livello il doppio e crescono. Anche su Eni abbiamo trovato un index decrement รจ di anche a 0,88 euro sotto le stime di Bloomberg sono maggiori. Un decremento inferiore al dividendo atteso avrebbe un effetto miglioraroativo per l'investitore.
La parola allโesperto
Abbiamo chiesto a Francesco De Santis, responsabile retail per lโItalia presso Barclays, una sua valutazione: โI certificati con questa caratteristica sono sicuramente interessanti ma sono da maneggiare con cura. Da un lato migliorano la struttura ma lโinvestitore deve essere consapevole su cosa sta investendo, deve essere in grado di comprendere che il differenziale del dividendo stimato e quello realizzato puรฒ avere un impatto importante sullโesito del suo investimentoโ.
De Santis continua spiegandoci che โIn Francia il boom รจ dovuto al fatto che i certificate sono acquistati allโinterno di polizze con durata anche di 10-15 anni dunque stimare il dividendo รจ molto difficile, in questo modo si dร un buon valore aggiunto alla strutturaโ.
Bisogna ricordare, inoltre, che se dovesse intervenire lโautocall la durata dellโintero investimento si riduce e dunque anche la stima del dividendo adjusted รจ su un periodo di vita del prodotto minore e con minori margini di errore.
Rischio/Beneficio
Visti i rischi (per noi alti) ora dobbiamo chiederci quali sono i benefici. Chiarito che ogni emittente ha una sua stima sui dividendi e chiarito che il rendimento di un certificate non รจ riferito solo al flusso di dividendi, la domanda ritorna sempre lรฌ.
Ma io investitore rischio a fronte di che cosa? Quanto mi rende in piรน una struttura di questo tipo rispetto a un'altra con medesimi sottostanti?
Non esiste una risposta univoca. In primis, se i sottostanti sono tutti titoli con bassa volatilitร e alti dividendi e durata del prodotto lunga, una struttura con dividend adjusted rispetto a una struttura senza mi genererร benefici maggiori rispetto a sottostanti con bassi dividendi, alta volatilitร e vita del prodotto inferiore. Il motivo รจ legato al peso dei dividendi sulla struttura in rapporto anche al peso della volatilitร .
Sui classiconi sottostanti italiani es tre banche con una struttura tipica phoenix a 5 anni, barriera europea, effetto memoria e autocall, possiamo parlare di circa 3-3,5 punti percentuali di rendimento in piรน l'anno. Ovviamente รจ una stima molto approssimativa.
Il gioco vale la candela?
Come sempre il nostro punto di vista รจ riferito al particolare periodo di mercato, cercando di osservare il tutto dal punto di vista di un investitore.
Siamo in una fase in cui diversi emittenti, nello strutturare i certificati stimano i flussi di dividendi futuri, vedi il settore bancario, con uno sconto piรน alto della media storica, reduci soprattutto dalle recenti scottature.
Dobbiamo perรฒ chiederci in che fase economica stiamo andando.
Se abbiamo davanti a noi un rallentamento economico/recessione allora i dividendi potrebbero subire un importante taglio e dunque รจ meglio tenersi un margine di protezione. Oggi Intesa ha un dividendo del 7,6%, Enel del 6,4%, Eni del 6,3%. In caso di tempesta economica, prolungata, ipotizzare una limatura significa avere una buona dose di realismo.
Se al contrario, lo scenario fosco dovesse diradarsi, la guerra dovesse finire, la Cina riprendere a correre, i prezzi delle materie prime non mordere troppo i margini, e le Banche centrali rallentare la corsa al rialzo dei tassi allora le quotazioni e forse i dividendi potrebbero migliorare. A mio parere in questo scenario, ci sono troppi se.
A guardare il mercato, crediamo che il flusso cedolare di molte banche, sia davvero elevato, un buon manager potrebbe saltare fuori e dire, tagliamo il dividendo per tenere fieno in cascina per tempi piรน duri oppure decidere di investire il capitale in eccesso per M&A e acquistare una concorrente magari sottovalutata, con cui creare importanti sinergie.
Non รจ un problema solo delle banche, il forte rialzo delle bollette potrebbe aumentare gli insoluti delle utility con tanto di taglio dei dividendi.
Mettendosi dal punto di vista degli investitori, fa sorridere che il rischio dividendo, un rischio che neanche gli esperti delle maggiori banche riesce a stimare, venga trasferito al cliente finale, in cambio di un 3% circa.
Quindi noi consigliamo:
Controllate sempre se ci sono dividendi adjusted o index decrement perchรฉ spesso vediamo confronti fra certificati senza sottolineare che uno ha i dividendi adjusted o index decrement e lโaltro no ma guardando solo il sottostante!
Controllate se il flusso dei dividendi futuri di questi strumenti stimati รจ maggiore o inferiore di quelli stimati dal mercato e, se non avete questo dato, confrontateli almeno con quelli passati della societร (ovviamente i dividendi passati non sono un indice di quelli futuri ma chi ha orecchie per intendere intenda).
Se proprio dovessimo scegliere preferiamo che una struttura simile aggiunga protezione e non rendimento, ad esempio inserendo lโeffetto airbag o un autocall a livelli fortemente decrescenti.
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