Cessate il fuoco Iran-USA: petrolio crolla del 14%, oro vola a nuovi record

La notizia di un accordo di cessate il fuoco di due settimane tra USA e Iran, con la contestuale riapertura dello Stretto di Hormuz, ha scosso i mercati globali nella notte tra il 7 e l'8 aprile 2026. Il WTI crolla del -14,4% a 96,71 dollari al barile, il Brent perde il -13,2% a 94,81 dollari, mentre i futures sull'S&P 500 balzano di oltre il 2%. L'oro, bene rifugio per eccellenza, tocca nuovi massimi storici a 4.836 dollari l'oncia (+3,9%), segnale che l'incertezza geopolitica non è ancora del tutto svanita.
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L'accordo che ha cambiato le carte in tavola
Nella serata di martedì 7 aprile (ora statunitense), il presidente Donald Trump ha annunciato via Truth Social di aver concordato una sospensione di due settimane delle operazioni militari contro l'Iran, a condizione che Teheran riaprisse immediatamente e completamente lo Stretto di Hormuz. Poche ore dopo, l'Iran ha accettato i termini, innescando una reazione a catena sui mercati globali. Lo Stretto di Hormuz è il passaggio obbligato per circa il 20% del commercio mondiale di petrolio e gas naturale liquefatto: il suo blocco, iniziato nelle settimane precedenti in seguito alle operazioni militari USA-Israele contro le infrastrutture iraniane, aveva fatto schizzare il greggio oltre i 117 dollari al barile a fine marzo. La prospettiva di un ripristino dei flussi energetici ha quindi provocato uno dei più forti crolli giornalieri del petrolio degli ultimi anni.
Petrolio in caduta libera: WTI -14%, Brent -13%
I dati di mercato parlano chiaro. Il WTI (West Texas Intermediate), il greggio di riferimento americano, è passato da 112,95 dollari della chiusura di martedì a un minimo intraday di 91,05 dollari, per poi stabilizzarsi intorno ai 96,71 dollari, registrando una perdita del -14,4% in una sola seduta. Ancora più marcata la flessione del Brent, il benchmark europeo: da 109,27 dollari si è precipitati fino a 90,01 dollari come minimo, con una chiusura intorno ai 94,81 dollari (-13,2%). Si tratta di uno dei crolli più bruschi dal periodo Covid-19. Per le compagnie petrolifere europee quotate — tra cui Eni (ENI.MI), già protagonista di una scoperta di gas in Egitto da circa 2 trilioni di piedi cubi annunciata ieri — questo scenario rappresenta un forte vento contrario sui ricavi upstream, anche se l'accordo di cessate il fuoco riduce il rischio operativo nelle aree di conflitto.
Oro ai massimi storici: la paura non è del tutto svanita
Paradossalmente, mentre il petrolio crollava, l'oro toccava nuovi record storici. Il future sul metallo giallo ha raggiunto 4.888 dollari l'oncia come massimo di giornata, per poi assestarsi intorno ai 4.836 dollari (+3,85% rispetto alla chiusura precedente di 4.657 dollari). Il segnale è inequivocabile: gli investitori non considerano ancora risolto il rischio geopolitico. Il cessate il fuoco è definito temporaneo (due settimane) e condizionato al comportamento di entrambe le parti. Come ha sottolineato Stuart Kaiser, responsabile della strategia azionaria di Citigroup: «Una pausa di due settimane è un positivo significativo nel breve termine, se regge. Tuttavia, l'incertezza su dettagli e durata è notevole, poiché le dichiarazioni di entrambe le parti sono condizionate al comportamento dell'altra». Gli investitori retail italiani esposti all'oro — tramite ETC come Xtrackers Physical Gold (XAD5.MI) o WisdomTree Physical Gold (PHAU.MI) — hanno assistito a una seduta particolarmente favorevole.
Borse in rimbalzo: futures S&P 500 +2,2%, FOMC Minutes nel mirino
Sul fronte azionario, i futures sull'S&P 500 hanno guadagnato fino al +2,3% nelle contrattazioni after-hours, dopo che l'indice aveva chiuso la seduta regolare di martedì a 6.616,85 punti (+0,08%), recuperando in extremis le perdite della giornata. Anche i futures sul Nasdaq 100 hanno mostrato un rimbalzo superiore al +2%. Il miglioramento del sentiment geopolitico si somma a un calendario macro di rilievo: oggi, mercoledì 8 aprile, sono attesi i verbali del FOMC (ore 18:00 CET) e i discorsi dei governatori Fed Daly (17:05 CET) e Waller (18:35 CET). I mercati monitoreranno attentamente le indicazioni sulla traiettoria dei tassi USA, in un contesto in cui lo shock petrolifero delle ultime settimane aveva alimentato timori inflazionistici. Un Brent tornato sotto i 100 dollari potrebbe alleggerire le preoccupazioni della Fed e aprire la strada a un taglio dei tassi più rapido del previsto — uno scenario potenzialmente positivo anche per le borse europee, FTSE MIB compreso.
Cosa monitorare nelle prossime ore
Per gli investitori retail, i prossimi elementi chiave da tenere d'occhio sono:
- Durata e rispetto del cessate il fuoco: qualsiasi violazione potrebbe far risalire bruscamente il petrolio
- FOMC Minutes (oggi ore 18:00 CET): il tono della Fed su inflazione e tassi sarà determinante per l'azionario
- Apertura delle borse europee: atteso un rimbalzo del FTSE MIB e degli indici continentali, con potenziale pressione su titoli oil come ENI e Saipem (SPM.MI)
- Oro: il metallo giallo potrebbe consolidare i guadagni o correggere se il sentiment di rischio migliora ulteriormente
- Azioni delle compagnie aeree: Delta Air Lines ha riportato i risultati trimestrali questa mattina; un calo del carburante è strutturalmente positivo per il settore
La volatilità rimarrà elevata: il cosiddetto «freak out indicator» — il volume giornaliero dell'ETF SPDR S&P 500 — ha già superato i 60 miliardi di dollari per la 29ª volta nel 2026, un record assoluto secondo Bloomberg Intelligence.
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