Cina amara per Volkswagen: mancato l’obiettivo di vendita di EV

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Colpita dalla carenza di chip, la Casa tedesca l’anno scorso non ha saputo adeguare la produzione alla forte domanda di veicoli elettrici. L’obiettivo per il 2022 è raddoppiare le consegne dei modelli ID a 140.000. Previsto nel 2022 un aumento dell’utile del 14%.


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Vendute soltanto 70.000 auto elettriche contro una previsione di 80-100mila.

Cina amara per il gruppo Volkswagen, che accusa una sconfortante battuta d’arresto lungo la strada che dovrebbe portarla, secondo i piani del Ceo Herbert Diess, a diventare nel 2025 il primo produttore mondiale di auto elettriche. Colpita dalla mancanza di chip, Volkswagen nel 2021 ha clamorosamente mancato il suo obiettivo di vendita di auto elettriche (EV) in Cina: ne ha consegnate soltanto 70.000 contro un target di vendite compreso fra 80.000 e 100.000.

Nel complesso il gruppo tedesco, che comprende anche i marchi Audi e Porsche, ha venduto l’anno scorso in Cina 3,3 milioni di automobili, il 14% in meno dell’anno precedente. Martedì 11 gennaio in un incontro con i giornalisti il responsabile del gruppo in Cina, Stephan Wöllenstein (in procinto di lasciare l’incarico nei prossimi mesi), ha ammesso che il 2021 è stato uno degli anni più difficili nella lunga storia di Volkswagen nel Paese.

Ha detto Wöllenstein: “Siamo pieni di ordini, ma non siamo stati capaci di adeguare la produzione alla domanda in una situazione caratterizzata dalla mancanza di semiconduttori e ulteriormente peggiorata dal Covid che ha portato alla chiusura temporanea delle nostre fabbriche e di quelle dei fornitori”.

Il piano per valorizzare il marchio ID: saranno aperti saloni dedicati.

Anche se il Paese del Dragone rimane il principale e più redditizio mercato del gruppo, negli ultimi tre anni i profitti in Cina sono andati calando progressivamente, mentre il pubblico più giovane ha incominciato a preferire i modelli elettrici dei produttori locali come Byd e Great Wall Motors, rispetto alle grandi Case occidentali.

Come risposta, Volkswagen pensa di valorizzare di più il marchio ID dei nuovi modelli elettrici, creando in Cina degli showroom appositamente dedicati al marchio e rafforzando il canale di vendita online. L’obiettivo, ha detto Wöllenstein, è di arrivare a vendere quest’anno 140mila ID, anche se il problema dei semiconduttori non è stato ancora interamente risolto. Secondo il manager, la situazione resterà “volatile” nel primo semestre con la speranza di un miglioramento nella seconda parte dell’anno.

Le stime degli analisti: nel 2022 ricavi in crescita dell’8%.

A dicembre Volkswagen ha approvato un maxi-piano quinquennale di investimenti da 159 miliardi di euro, di cui il 56% sarà focalizzato sullo sviluppo della mobilità elettrica.

Oggi l’azione Volkswagen è scambiata a 187,5 euro (-0,4%). Dall’inizio dell’anno il titolo ha guadagnato il 5,5%. L’orientamento degli analisti è largamente favorevole con un’ampia maggioranza di raccomandazioni Buy e un target price medio di 243 euro. Secondo il consensus, il gruppo dovrebbe realizzare nel 2022 una crescita dei ricavi dell’8% a 267 miliardi di euro con una più forte accelerazione dell’utile che dovrebbe salire del 14% a 15,8 miliardi.


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