Cina, nel 2022 i consumi interni e i trend strutturali guideranno la crescita

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Per gli esperti di Schroders, le stime sulla crescita del pil cinese 2021 rallentano al 4,7%, ma ci sono margini di miglioramento. La preoccupazione principale resta il settore del real estate.


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La brusca decelerazione continuerà anche nel 2022

Dopo la prima ondata pandemica nel 2020, la ripresa della Cina è stata a dir poco eccezionale. Tuttavia quest’anno è stato segnato da numerosi scivoloni su più fronti. La preoccupazione dei mercati si è incentrata sulle riforme normative, crisi energetica e volatilità nel settore immobiliare in seguito agli interventi delle autorità, nonché i timori per il caso Evergrande. Come conseguenza, “nel 2021 si è registrata una certa divergenza tra le performance di obbligazioni e azioni”, spiega Andrew Rymer, CFA, Investment Writer presso Schroders.

A partire dalla seconda metà del 2021 l’economia cinese ha subito una brusca decelerazione, che continuerà anche nel 2022. “Pertanto - commenta David Rees, Senior EM Economist di Schroders -  la crescita del PIL rimarrà modesta (4,7% nel 2021 rispetto al 7,7% precedentemente previsto)”.

Pechino ha già mostrato il pugno di ferro contro il Covid-19, contenendo i nuovi focolai con restrizioni e lockdown, che continueranno periodicamente a pesare sull'attività economica, in particolare nel settore dei servizi.

Dopo svariati blackout, Pechino è intervenuto a sostegno del settore energetico, ma è probabile che permanga la pressione sulle riserve di carbone, perlomeno in inverno. Di conseguenza, i produttori devono fare i conti con i maggiori costi dell'energia in una fase in cui la domanda all'esportazione sembra destinata a rallentare.

La preoccupazione principale resta il settore del real estate, circondato da una nuvola di scetticismo circa la solidità dei costruttori fortemente indebitati. Secondo l'esperto è comunque probabile che le autorità decidano di prendere in mano il timone per stabilizzare la situazione, onde scongiurare potenziali conseguenze negative di un collasso del mercato residenziale. Il settore dell'edilizia - storicamente equivalente a un quinto circa del PIL - sarà caratterizzato da una certa debolezza anche nel 2022.

"La buona notizia è che nessuno dei possibili sviluppi coglierà i mercati del tutto impreparati", afferma Rees. Inoltre, stando all'analisi un allentamento mirato della stretta normativa in ambiti quali tecnologia e istruzione insieme a un aumento del reddito disponibile delle famiglie derivante da riforme e potenziali misure di stimolo potrebbe far respirare l'economia del Paese.

Azioni cinesi

Per quanto riguarda l'azionario cinese, l’improbabile riapertura delle frontiere nel 2022 comporterà una ripresa dei consumi trainata dalla spesa interna.

“L'inflazione dei prezzi di produzione dovrebbe toccare il picco nel 2022”, spiega Louisa Lo, China Fund Manager di Schroders, che sottolinea come il prossimo anno sarà segnato da progressi lungo le catene di approvvigionamento, visto che difficilmente le principali economie attueranno lockdown su larga scala.

Inoltre, le società produttrici di beni di consumo più solide potrebbero riuscire a trasferire i maggiori costi di produzione ai consumatori finali, svelando un 2022 “più propizio per le azioni delle aziende dei beni di consumo di alta qualità”, aggiunge Lo.

Tuttavia, “in Cina siamo alle soglie di un periodo di inflazione strutturale trainata da fattori di lungo periodo”, come invecchiamento demografico, decarbonizzazione e un prolungato quantitative easing a livello globale.

Per gli esperti di Schroders la crescita sarà soprattutto in aree strategiche come le nuove infrastrutture e gli investimenti di capitali in progetti green, in linea con le politiche del governo. Potremmo anche attenderci un ulteriore rallentamento degli investimenti immobiliari.

La correzione del mercato azionario cinese nel corso dell’anno fa nascere numerose opportunità in svariati settori. Secondo Schroders, “nel complesso le valutazioni sono adeguate”, seppur con differenze tra i vari settori.

Debito cinese

Infine, guardando al mercato obbligazionario, gli esperti giudicano i bond della Cina un'opportunità di investimento estremamente valida.

L'espansione economica ha rallentato (dall'8-9% del decennio scorso al 5% stimato nel 2022) con l'attenzione che si sposta dalla quantità alla qualità della crescita. "Tale transizione potrebbe porre le basi per un'economia più sostenibile e stabile in futuro, ma in ogni caso un tasso di crescita complessiva più basso è positivo per le obbligazioni poiché i tassi di interesse si manterranno probabilmente bassi", spiega l'esperto di settore Julia Ho, che conclude: "i nuovi temi di prosperità comune, riforma del quadro normativo e riduzione dell’indebitamento sono per altro favorevoli agli investimenti in obbligazioni".



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