Cina, parte il Risiko dell’auto elettrica. Nio gioca da protagonista

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Il governo dice che ci sono troppi produttori e incoraggia il consolidamento del settore. Con l’aumento di capitale da 2 miliardi di dollari Nio rafforza la sua posizione finanziaria e lancia la sfida a Byd e a XPeng.


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Il ministro Xiao Yaqing: aumentare le auto elettriche nelle zone rurali del Paese.

In Cina ci sono troppi produttori di auto elettriche e il governo incoraggia il consolidamento del settore. Lo ha detto lunedì 13 settembre il ministro dell’Industria Xiao Yaqing, aggiungendo che il governo lavora per migliorare la rete delle stazioni di ricarica e incrementare la vendita di auto elettriche anche nelle zone rurali del Paese.

Queste affermazioni in un Paese in cui la mano pubblica ha ancora una forte guida sull’economia fanno pensare che nei prossimi mesi in Cina potrebbero partire operazioni di M&A (acquisizioni e fusioni) nel settore delle quattroruote a batteria. Negli anni scorsi, grazie alla spinta delle autorità di Pechino che hanno fortemente incoraggiato un’industria green, i produttori di auto elettriche hanno aumentato molto velocemente la loro capacità produttiva.

Gli ultimi dati relativi al mese di agosto mostrano una secca frenata delle vendite di auto elettriche in Cina, scese del 14,7% sullo stesso mese dell’anno precedente, a 1,5 milioni di veicoli. Questo dato inquietante non riflette un calo della domanda, ma le difficoltà dei produttori, a corto di componenti elettronici e in particolare di chip.

Tesla, il maggior produttore di auto elettriche, ne ha vendute in agosto in Cina 12.885, segnando un balzo del 50% rispetto al precedente mese di luglio. Complessivamente le auto prodotte da Tesla ad agosto nel suo stabilimento di Shanghai sono state 44.264, con una crescita del 34% sul mese precedente, nonostante la fabbrica sia rimasta ferma per quattro giorni a causa della mancanza di chip. La maggior parte delle auto prodotte (31.379 in agosto) sono state esportate e vendute in altri Paesi, soprattutto in Europa.

Pechino in campo per risolvere il problema della carenza di chip.

Oltre a parlare di consolidamento, il ministro Xiao ha detto che il governo sta lavorando per trovare una soluzione per rafforzare la catena della fornitura di componenti dell’industria automobilistica e ridurre i disagi per la carenza di semiconduttori. La settimana scorsa le autorità cinesi di vigilanza sul mercato hanno pesantemente multato tre società che operano nella vendita di chip per avere alzato i prezzi.

Venendo ai produttori cinesi, quelli che nelle intenzioni di Pechino dovranno essere i protagonisti del consolidamento del settore, Byd si conferma il più forte con 60.500 auto vendute all’interno della Grande Muraglia. Quotata a Hong Kong dove lunedì ha chiuso a 261 dollari di Kong Kong, Byd capitalizza 709 miliardi di HKD, pari a 91 miliardi di dollari Usa. Conta 224mila dipendenti, e il consensus degli analisti prevede che andrà a chiudere il 2021 con un fatturato di 32,5 miliardi di dollari Usa, un utile netto di 740 milioni di dollari e un debito netto di 4,4 miliardi di dollari.

XPeng ha venduto ad agosto 7.214 auto. Quotata a New York, capitalizza 33 miliardi di dollari e per il 2021 gli analisti si aspettano ricavi a 2,87 miliardi di dollari, una perdita di 700 milioni e un debito netto di 4,4 miliardi.

Nio è l’unica Casa cinese che ha avviato vendite anche fuori dai confini nazionali.

Nio, specializzata nella produzione di veicoli di lusso e unica Casa cinese ad avere avviato le vendite fuori dai confini nazionali (quest’anno in Europa, nel 2022 in Usa), capitalizza a New York 42,2 miliardi di dollari. Il consensus indica per il 2021 ricavi a 5,6 miliardi di dollari con una perdita di 900 milioni di dollari. La posizione finanziaria netta è positiva per 4,2 miliardi di dollari.

E’ da tenere presente che Nio ha appena annunciato un aumento di capitale che realizzerà vendendo nuove azioni sul mercato americano per raccogliere mezzi freschi per 2 miliardi di dollari, che andranno a rafforzare una posizione finanziaria netta che è già positiva per 4,2 miliardi di dollari.

Tutto fa pensare, quindi, che l’annuncio del ministro Xiao Yaqing non abbia colto di sorpresa il management di Nio, che ha deciso per tempo di attrezzarsi per giocare da protagonista nella partita del consolidamento.


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Codice: NIO.US
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