Come riconoscere i titoli sanitari su cui puntare

settore healthcare

A seguito dei rendimenti deludenti dei titoli del settore sanitario durante la fase di ripresa, sono aumentati timori per il settore. Rimane però un promettente potenziale di crescita, ma come identificare le aree di interesse?

A cura di Vinay Thapar, Portfolio Manager e Senior Research Analyst - US Growth Equities and International Healthcare Portfolio, e Ryan Oden, ESG Research Analyst of Equities presso AllianceBernstein


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Sottoperformance nella fase di ripresa

I rendimenti dei titoli sanitari globali nella fase di ripresa post pandemia hanno sottoperformato il mercato nel suo complesso, sollevando timori per l’intero settore. Secondo gli analisti di AllianceBernstein, Vinay Thapar e Ryan Oden, le ragioni di questa sottoperformance sono da ricercare nella rotazione verso settori più sensibili al ciclo economico, a scapito di comparti più difensivi come la sanità. In più, le piccole e medie aziende del comparto biotecnologico non redditizie hanno perso terreno nel corso del 2021, dopo un 2020 caratterizzato da guadagni robusti ma volatili. In ultimo, l’aumento dei tassi d’interesse ha frenato l’ascesa delle azioni growth in generale, comprese quelle sanitarie, che tendono a beneficiare di tassi di sconto più bassi. Tuttavia, secondo Thapar e Oden “sembra ancora esserci un promettente potenziale di crescita per le imprese sanitarie innovative con fondamentali solidi". Ma come individuare opportunità interessanti nel settore?

Lo sviluppo dei vaccini anti COVID-19 ha cambiato il settore sanitario

Lo sviluppo di vaccini anti COVID-19 in tempi record ha avuto due effetti di enorme portata sul settore. “In primo luogo, agli arsenali delle case farmaceutiche possiamo aggiungere la tecnologia mRNA, che può essere sfruttata rapidamente per fornire vaccini altamente efficaci. Anche se non avrà successo in ogni singola applicazione, l’mRNA sarà probabilmente utile per sviluppare vaccini anti-influenzali, per la cura della malaria, dell’HIV e di alcuni tumori”.

In secondo luogo, con l’urgenza dei vaccini anti COVID-19 “lo sviluppo dei farmaci ha favorito innovazioni negli studi clinici, che saranno applicate in modo più esteso”.

Anche le tempistiche sono cambiate, sia per quanto riguarda la capacità delle autorità di regolamentazione di ridurre la burocrazia e accelerare i processi, sia per la possibilità di monitorare i soggetti da remoto, decentralizzando di fatto il processo di sperimentazione clinica. Questo permette di migliorare il time-to-market per lo sviluppo dei farmaci dall’attuale standard di 7-10 anni a circa un anno o due.

L’impatto delle politiche dell’amministrazione Biden sul mercato Usa

Molto si è parlato delle politiche che Biden potrebbe attuare nel settore sanitario, in particolare su prezzi dei farmaci e assicurazione sanitaria, anche se finora non ci sono stati segni di grandi iniziative a riguardo. Se si guarda la strenua opposizione a una riforma di più ampia portata sul prezzo dei farmaci e il buco nell’acqua nel tentativo di sospendere l’applicazione dei brevetti sui vaccini anti COVID-19, nel complesso i due analisti di AB non prevedono un cambiamento politico radicale per il settore sanitario sotto la nuova amministrazione, il che riduce il rischio politico per gli investitori.

L’enfasi sui fattori ESG

Per gli investitori azionari diventa sempre più importante l’integrazione dei fattori ESG nell’analisi delle aziende sanitarie, in particolare una crescente attenzione viene rivolta al valore delle cure fornite ai pazienti, ad esempio riducendo il costo del servizio o aumentando il beneficio per i pazienti. “Le aziende che migliorano il valore delle cure erogate hanno a nostro avviso un impatto positivo sul sistema sanitario, il che conferisce loro un ottimo potenziale di crescita in un’epoca caratterizzata da costi sanitari in aumento e maggiore coinvolgimento delle autorità di governo”.

Ad esempio UnitedHealthcare ha ridotto la lunghezza media delle degenze ospedaliere del 40% e abbassato il tasso di mortalità dei pazienti con malattie cardiache congenite del 41%. I pazienti che hanno usufruito dei sistemi di trasparenza dei costi offerti (per assottigliare l’asimmetria informativa sul mercato) hanno pagato quasi il 30% in meno dei pazienti che non l’hanno fatto. Edwards Lifesciences produce valvole cardiache a prezzi concorrenziali, favorendo tempi di recupero più brevi e aumentando l’aspettativa di vita.

Esempi come questi “mostrano come un approccio ESG basato sul valore e focalizzato sui benefici per i pazienti può anche creare migliori risultati di business per le aziende e sostenere i rendimenti per gli investitori”, sostengono Thapar e Oden.

Le ultime tendenze nella sanità

Entusiasmante è il settore della diagnostica, dove assisteremo a investimenti significativi, soprattutto dai governi, nei sistemi di sorveglianza e di tracciamento. “La pandemia ci ha insegnato nel modo più difficile che un’infrastruttura di test più sofisticata avrebbe potuto contribuire ad arginare la diffusione del COVID-19”.

L’uso della tecnologia sarà più diffuso, ad esempio, per identificare i pazienti che sono a rischio: l’obiettivo è tenere i malati fuori dagli ospedali e assicurare un intervento precoce.

Sempre più frequente è il ricorso all’analisi dei dati per migliorare gli esiti sanitari in modo innovativo.

Tutte tendenze che creano opportunità per gli investitori azionari. I due analisti mettono però in guardia: “l’entusiasmo legato ai farmaci in fase di sviluppo e le nuove tecnologie, da soli, non bastano per assicurare il successo degli investimenti nel settore”. Come sempre, è importante concentrarsi sui fondamentali aziendali – situazione patrimoniale, vantaggi competitivi, cash flow e redditività. Solo così si potranno individuare aziende sanitarie innovative e ben posizionate per fornire rendimenti a lungo termine agli investitori azionari in un mondo post-pandemico in rapida evoluzione.


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