Consegnato il piano di pace all'Iran

Le borse dell’Asia Pacifico sono in rialzo e il petrolio è in calo di oltre il 4%. Indice MSCI Asia Pacific +1,7%. Il future del Dax di Francoforte sale dell’1%.
Il New York Times ha scritto ieri sera che gli Stati Uniti hanno inviato all'Iran un piano di quindici punti per porre fine alla guerra in Medio Oriente.
Non c'è alcuna indicazione che la guerra si fermerà, alti funzionari israeliani hanno detto al quotidiano che si aspettano altre settimane di attacchi.
Trump sempre più all'angolo e isolato: i sondaggi lo stroncano e inchiodano il gradimento per il presidente al 36%, mai così basso dal suo ritorno alla Casa Bianca.
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L’arrivo a Teheran di un piano di pace in quindici punti elaborato a Washington ha di nuovo cambiato gli scenari di mercato. Ieri Wall Street ha chiuso debole, con l’S&P500 in ribasso dello 0,3%, anche per effetto delle indiscrezioni del Wall Street Journal sulla imminente partenza di migliaia di marines e di paracadutisti verso il Golfo Persico.
Le borse dell’Asia Pacifico sono in rialzo e il petrolio è in calo di oltre il 4%. Indice MSCI Asia Pacific +1,7%. Il future del Dax di Francoforte sale dell’1%.
GUERRA
L’Iran continua a negare ci siano negoziati, diretti o indiretti, la guerra dei droni e dei missili prosegue. L’esercito kuwaitiano ha annunciato stamattina che sta "rispondendo alle minacce ostili provenienti da missili e droni" e ha esortato la popolazione a seguire le istruzioni relative alla sicurezza fornite dalle autorità. Lo riferisce l'edizione online di Al Jazeera.
In una dichiarazione pubblicata su X, l'esercito ha inoltre precisato che eventuali esplosioni udite sono il risultato di intercettazioni. L'annuncio è arrivato dopo che la Guardia Nazionale kuwaitiana ha dichiarato di aver abbattuto cinque droni nelle sue "aree di competenza". In precedenza, un altro attacco con droni aveva causato l'incendio di un deposito di carburante all'aeroporto internazionale del Kuwait.
Il New York Times riporta che alti ufficiali militari delle forze armate Usa stanno valutando un possibile dispiegamento di una brigata da combattimento dell'82 Divisione Aviotrasportata dell'Esercito e di alcuni elementi dello stato maggiore della divisione a supporto delle operazioni militari statunitensi in Iran.
PACE
Gli Stati Uniti hanno inviato all'Iran un piano di quindici punti per porre fine alla guerra in Medio Oriente, lo ha scritto per primo il New York Times e altri media hanno poi fornito resoconti simili.
Il documento consegnato attraverso il Pakistan non è stato probabilmente condiviso in anticipo con i funzionari iraniani e non è neanche certo che sia accettato come base per i negoziati. Il quotidiano riporta inoltre che Israele non ha avvallato l’iniziativa presa dalla Casa Bianca.
Ci sono pochissimi dettagli sui quindici punti, è noto solo che si parla di missili balistici e di programmi nucleari dell’Iran. Il piano discute anche le rotte marittime, ha detto uno dei funzionari al New York Times.
Per ora, non c'è alcuna indicazione che la guerra si fermerà, alti funzionari israeliani hanno detto al quotidiano che si aspettano altre settimane di attacchi.
L’Ansa dice che Donald Trump è sempre più all'angolo e isolato in casa e all’estero, per questo prova a fare un'inversione a U, imboccando la strada di un possibile negoziato per chiudere il dossier Iran. Mentre i sondaggi lo stroncano e inchiodano il gradimento per il presidente al 36%, mai così basso dal suo ritorno alla Casa Bianca. Pesa la guerra e soprattutto lo spettro di una crisi economica che spaventa gli americani, con solo il 29% ancora soddisfatto del suo operato. Un dato peggiore anche a quello di Joe Biden.
Tra gli osservatori c'è chi azzarda anche l'ipotesi che la carta negoziale sia solo un escamotage per prendere tempo e dimostrare al mondo l'indisponibilità di Teheran - che sembra non voglia cedere su alcune linee rosse come il ridimensionamento della sua capacità balistica - a raggiungere un'intesa per chiudere la guerra.
STRETTO DI HORMUZ
L'esercito iraniano ha avvertito che il prezzo del petrolio non tornera' a essere quello di un tempo finche' le forze armate iraniane non "garantiranno la stabilita' della regione”.
"Finche' la nostra volonta' non prevarra', nessuna situazione tornera' piu' a essere quella di un tempo”.
L'Iran ha dichiarato che le "navi non ostili” possono transitare nello Stretto di Hormuz in coordinamento con le autorita’ competenti, secondo una dichiarazione rilasciata all'Organizzazione Marittima Internazionale (IMO). "Le navi non ostili (...) possono - a condizione che non partecipino o sostengano atti di aggressione contro l'Iran - e che rispettino pienamente gli standard di sicurezza dichiarati, beneficiare del passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz in coordinamento con le autorita’ competenti", si legge nella dichiarazione.
RICONVERSIONI DI GUERRA
Volkswagen è in trattative con Rafael Advanced Defence Systems di Israele per un accordo che trasformerebbe la produzione in una delle fabbriche del gruppo tedesco, passando dalle automobili alla difesa missilistica. Lo scrive il Financial Times.
Le due aziende prevedono di convertire lo stabilimento in difficoltà di Osnabrück per produrre componenti per il sistema di difesa aerea Iron Dome del gruppo statale israeliano, secondo persone a conoscenza del piano. La collaborazione rappresenterebbe l'esempio più visibile finora dell’industria automobilistica tedesca — dove i profitti sono crollati a causa della crescente concorrenza cinese e della difficile transizione ai veicoli elettrici — che cerca partnership con il settore della difesa, in forte espansione.
Stando a una seconda fonte, il governo tedesco sostiene attivamente la proposta. Vw produce già camion militari in una joint venture tra la sua controllata Man e il gruppo tedesco della difesa Rheinmetall. Tuttavia, la partnership con Rafael segnerebbe un importante ritorno agli armamenti per VW, che durante la seconda guerra mondiale produsse veicoli militari e la bomba volante V1 per la Wehrmacht di Hitler.
CHIP
Arm Holdings inizierà a vendere per la prima volta i propri chip, aggiungendo un'attività che prevede genererà circa 15 miliardi di dollari all'anno entro cinque anni. Meta Platforms sarà il primo cliente importante. Il chip di Arm avrà fino a 136 core (un'unità di misura della potenza di elaborazione) e consumerà 300 watt di energia elettrica, a produrlo sarà Taiwan Semiconductor Manufacturing.
L'azienda con sede nel Regno Unito prevede che i ricavi derivanti dalla nuova attività di produzione di chip supereranno le vendite delle sue attuali attività, incentrate sulla vendita di proprietà intellettuale. Ciò contribuirà a generare un fatturato totale di circa 25 miliardi di dollari entro cinque anni, cinque volte superiore al livello attuale, ha affermato Arm. Nel dopo borsa di Wall Street, il titolo è salito del 7%.
META
La società sta cercando di incentivare i suoi dirigenti di punta con un nuovo programma di stock option che potrebbe fruttare ad alcuni di loro centinaia di milioni di dollari.
In base al programma, i dirigenti otterranno il valore pieno delle loro opzioni solo se la società raggiungerà una capitalizzazione di mercato superiore a 9 trilioni di dollari entro il 2031, con un aumento del 500% rispetto agli attuali 1,5 trilioni di dollari, secondo quanto dichiarato dalla società e dai nuovi documenti depositati presso la Securities and Exchange Commission.
Il programma coinvolge il Chief Technology Officer di Meta, Andrew Bosworth, il Chief Product Officer, Chris Cox, il Chief Operation Officer, Javier Olivan, il Chief Financial Officer, Susan Li, il Chief Legal Officer, C.J. Mahoney, e il Vice Presidente, Dina Powell McCormick.
ORO
Il metallo prezioso di riferimento è in rialzo per il secondo giorno consecutivo, in precedenza, i prezzi sono scesi per otto sedute consecutive.
Will Denyer di Gavekal, ha scritto venerdì che l'incredibile rally dell'oro nel 2025 è stato alimentato dall'ottimismo sul calo dei tassi di interesse, l'impennata dei prezzi del petrolio innescata dalla guerra ha ridimensionato tali aspettative a tal punto che ora i trader stimano una probabilità del 41% che non ci sarà alcun taglio dei tassi nel 2026, mentre alla fine dello scorso anno i mercati dei tassi scontavano due o tre allentamenti monetari da parte della Fed quest’anno.
Kevin Smith di Crescat Capital, in una lettera agli investitori inviata nel fine settimana, sostiene che “i nuovi timori di inflazione, anche derivanti da uno shock petrolifero, dovrebbero essere un catalizzatore rialzista per l'oro e i titoli minerari". Il precedente della guerra dello Yom Kippur del 1973 e il conseguente aumento del prezzo del petrolio sono un precedente d’insegnamento. In aggiunta, Smith parla del costo della guerra, un elemento che aggraverà gli storici squilibri del debito e del deficit statunitensi. Smith conclude sottolineando che "la tesi a favore dei minerali preziosi e critici non è venuta meno; si è solo rafforzata”.
BOND E STAGFLAZIONE
Pacific Investment Management Co. va contro il mercato e privilegia l'esposizione a obbligazioni globali più sensibili ai tassi di interesse, proprio nel bel mezzo di uno dei peggiori crolli sui mercati obbligazionari a livello mondiale da ottobre 2024. Con i prezzi del petrolio alle stelle a causa del conflitto, il rischio di una recrudescenza dell'inflazione ha spinto gli operatori a prepararsi a possibili aumenti dei tassi di interesse nel Regno Unito, in Europa e negli Stati Uniti entro la fine dell’anno.
Per l'economista Tiffany Wilding e il responsabile degli investimenti per il reddito fisso globale Andrew Balls, lo shock energetico aumenta la probabilità di stagflazione, ovvero una combinazione di crescita lenta, elevata disoccupazione e inflazione alta.
Se questo fosse l’esito della guerra, le banche centrali non alzerebbero i tassi, in quanto l’impatto si ripercuoterebbe più direttamente sulle famiglie vulnerabili, sulle piccole imprese e sui mercati del credito.
"In pratica, la reazione istintiva del mercato a condizioni finanziarie più restrittive e a una politica monetaria più aggressiva sta già svolgendo gran parte del lavoro per i responsabili delle politiche monetarie", hanno aggiunto.
Qualora l'inflazione dovesse aumentare per un certo periodo e l'economia indebolirsi, "le banche centrali potrebbero dover adottare misure di allentamento monetario più aggressive”.
TITOLI
Inwit. Fastweb e Vodafone hanno comunicato la disdetta anticipata dell’accordo con la società delle torri.
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