Contagio ribassista a Wall Street, dal software ai chip

05/02/2026 07:30
Contagio ribassista a Wall Street, dal software ai chip

Nasdaq -1,5%, dal -1,4% di ieri, peggior sequenza di due sedute da ottobre. Hanno assunto una caratteristica difensiva i settori più lontani dalla minaccia distruttiva dell’intelligenza artificiale: Dow Jones +0,5%.

Alphabet presenta conti del trimestre impeccabili per quanto riguarda il conto economico ma le sue spese in conto capitale per il 2026 sono esorbitanti: tra i 175 e i 185 miliardi di dollari, ben oltre i 116 miliardi stimati da FactSet. Titolo in calo del 3% nel dopo borsa.

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A Wall Street persiste la diffidenza nei confronti dei tech, soprattutto su quelli a rischio di essere spazzati via dal nuovo corso della rivoluzione dell’elettronica.

E’ proseguita la caduta dei titoli software: quel che si è visto in azione martedì si è ripetuto mercoledì. L’indice Nasdaq ha perso l’1,5%: per trovare due sedute consecutive così negative si deve tornare indietro di oltre tre mesi. Il contagio si è esteso ai settori non legati direttamente all'intelligenza artificiale, gli stessi che quest'anno avevano registrato forti rialzi. Forti ribassi ieri per il comparto che dovrebbe fornire la connettività e le sterminate quantità di energia elettrica ai data center dai quali arriva la potenza di calcolo dell’intelligenza artificiale: Constellation Energy e Vistra hanno perso entrambe quasi il 7%. Le azioni del produttore di turbine a gas naturale GE Vernova sono scese del 4,4%. Le azioni del produttore di celle a combustibile Bloom Energy hanno registrato un calo del 13%.

Vita dura in borsa anche per le società dei chip: i risultati strabilianti non bastano più. Ieri il titolo con la peggiore performance sul Nasdaq è stato Advanced Micro Devices, -17%. Micron Technology -9,5%. I produttori di hard disk Western Digital e Seagate hanno registrato un calo rispettivamente del 7,2% e del 5,8%.

L’S&P500 è sceso solo dello 0,5% grazie alla spinta dei settori attinenti alla vita reale delle persone: i titoli dei beni di consumo di prima necessità, considerati un investimento difensivo, sono saliti. Le azioni di Campbell's e General Mills sono aumentate rispettivamente del 5,7% e del 4,3%. Il Dow Jones ha chiuso in rialzo dello 0,5%.

ALPHABET

La holding di controllo di Google ha riportato solidi risultati finanziari nel quarto trimestre.

L'utile per azione è stato di 2,82 dollari, superiore alla stima di consenso di Wall Street di 2,63 dollari, in aumento rispetto ai 2,15 dollari dello scorso anno. Il fatturato trimestrale ha raggiunto i 113,8 miliardi di dollari, superando le aspettative di 111,3 miliardi e registrando un aumento del 18% rispetto all'anno precedente.

I timori che la ricerca basata sull'intelligenza artificiale stia deprimendo la più importante area dei ricavi, quella della pubblicità sul sistema di ricerca di Google è stata dissipata dal +17% anno su anno delle entrate, molto meglio delle attese nonostante il risultato meno brillante di You Tube. Il suo modello linguistico Gemini ha raggiunto 750 milioni di utenti attivi mensili nel quarto trimestre, in aumento rispetto ai 650 milioni precedenti e molto sopra le stime degli analisti. La società sembra essere in grado di tenere sotto controllo la minaccia dei chatbot di OpenAI e Antropic.

Tutto questo, in un contesto di sempre maggiore diffidenza sui piani di investimento al servizio dell’intelligenza artificiale, non basta. Il CEO di Alphabet Sundar Pichai ha dichiarato che le spese in conto capitale della società per il 2026 dovrebbero ora attestarsi tra i 175 e i 185 miliardi di dollari, ben oltre i 116 miliardi stimati da FactSet. Il titolo è arrivato a perdere il 7%, anche se poi, nel corso della notte, è risalito.

CHIP: ARM HOLDING

Battere le aspettative, per le società dell’industria dei semiconduttori, non basta in questa fase di mercato.

Arm Holdings ha registrato un fatturato di 1,24 miliardi di dollari nel terzo trimestre fiscale, in crescita del 26% rispetto all'anno precedente e leggermente superiore ai 1,23 miliardi previsti dagli analisti monitorati da FactSet. L'utile per azione rettificato è stato di 43 centesimi, superiore al consenso di FactSet di 41 centesimi.

Arm ha anche previsto un fatturato di 1,47 miliardi di dollari per il primo trimestre, rispetto al consenso di FactSet di 1,44 miliardi di dollari. Titolo in calo del 7% nel dopo borsa.

Dollaro in lieve ripresa, a 1,179 su dollaro, mentre i Treasury restano poco mossi: decennale al 4,27%, sui livelli del giorno prima, che poi sono gli stessi da qualche settimana.

FEDERAL RESERVE

Il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha dichiarato stanotte che la banca centrale degli Stati Uniti ha bisogno di essere maggiormente responsabilizzata in quanto ha deluso i cittadini americani consentendo all'inflazione di salire alle stelle negli ultimi anni.

I commenti, rilasciati durante un'audizione della Commissione Servizi Finanziari della Camera, arrivano dopo che il Presidente Trump ha dichiarato che intende nominare Kevin M. Warsh come prossimo presidente della Federal Reserve.

"L'indipendenza della Fed si basa sulla fiducia che ripone nel popolo americano", ha affermato Bessent. "La Federal Reserve ha perso la fiducia del popolo americano quando ha permesso che la più grande inflazione degli ultimi 49 anni devastasse i lavoratori di questo Paese”.

Il Segretario al Tesoro ha inoltre lamentato il fatto che la banca centrale, la cui struttura è stata istituita dal Federal Reserve Act del 1913, non sia finanziata da stanziamenti del Congresso, suggerendo che funzioni con una "moneta magica" che stampa autonomamente. La Fed è finanziata principalmente dalle commissioni pagate dagli istituti finanziari e dagli interessi maturati sui titoli di Stato statunitensi in essa detenuti.

EUROPA

Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in ribasso, future dell’indice Dax di Francoforte -0,3%. Ieri nuovo massimo della storia dell’indice Stoxx 600.

I dati di ieri mostrano che in Europa l’inflazione è sempre meno un problema.

BCE

Oggi saranno comunicate le decisioni di politica monetaria. In un contesto di crescita sufficiente e inflazione sotto controllo, il tema del momento per il board potrebbe essere quello del cambio. “ L'apprezzamento rapido dell'euro ha persino accresciuto il rischio di un'inflazione inferiore all'obiettivo. Sebbene l'effetto di pass-through sui prezzi al consumo non sia marcato come in altre economie maggiori (come la Svizzera), un euro più forte esercita una pressione al ribasso sui prezzi delle importazioni e, non da ultimo, incide negativamente sulla competitività delle esportazioni, fattore cruciale per il blocco” si legge nella nota di Ebury.

”L'orientamento dei mercati è mutato: coloro che poche settimane fa ritenevano probabile un rialzo dei tassi BCE, ora scontano una probabilità del 20% di un taglio dei tassi entro fine anno. Il tema del tasso di cambio è stato sollevato da alcuni membri della BCE in comunicazioni recenti, suggerendo che una fazione all'interno del Consiglio Direttivo stia monitorando questi sviluppi. Non ci si aspettano dichiarazioni forti, ma il grado di riconoscimento della questione fornirà indicazioni sulla sua importanza.

BTP

Il successo del collocamento del BTP a 15 anni di mercoledì è parte di una serie di risultati strabilianti ottenuti dal Tesoro. Gabriel Debach, market analyst di eToro, ne cita alcuni in una nota.

L’8 gennaio 2026 il BTP 7 anni, scadenza marzo 2033, è stato collocato via sindacato per 15 miliardi con richieste pari a 150,4 miliardi, bid-to-cover superiore a 10, cedola 3,15% e rendimento lordo 3,191%. Anche in questo caso, il prezzo è rimasto vicino alla pari, segnale che la domanda non era guidata da sconti aggressivi, ma da allocazioni convinte.

Il BTP 10 anni, scadenza febbraio 2036, è stato assegnato per 3,75 miliardi con una domanda di 5,62 miliardi, rapporto di copertura 1,50, cedola 3,45% e rendimento lordo 3,44%. Il BTP 5 anni, scadenza febbraio 2031, ha registrato un bid-to-cover di 1,59 con rendimento lordo al 2,74%. Il BTP 3 anni, scadenza marzo 2029, è stato collocato con copertura pari a 1,45 e rendimento lordo al 2,48%. Nessuna forzatura, nessuna asta tirata, ma una domanda costante e ordinata su tutte le scadenze chiave.

Il punto centrale è che oggi l’obbligazionario italiano viene comprato nonostante il debito, ma anche per come quel debito è strutturato. Vita media elevata, prevalenza di tasso fisso, profilo delle scadenze più equilibrato. Ma c’è un elemento che oggi pesa forse ancora di più nei modelli dei grandi fondi globali, il confronto relativo europeo. L’Italia non viene più valutata nel vuoto, ma contro Francia e Germania, il confronto oggi è a favore.

MATERIE PRIME

Il petrolio è in calo del 2%, dal +3%. Brent a 68 dollari il barile. Stati Uniti e Iran hanno concordato di avviare colloqui in Oman a partire da domani, qualche ora si era diffusa la voce di una rottura dei rapporti, con fallimento della trattativa.

Oro sotto quota cinquemila dollari, -1% a 4.890 dollari. Bitcoin sui minimi da fine 2024, a 71 mila dollari.

ASIA E PACIFICO

Nikkei -0,7%. Shanghai Composite -0,7%, Kospi di Seul -4%.

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