Cos'è l'indice dei prezzi al consumo (CPI)


L'indice dei prezzi al consumo (CPI) è il principale indicatore economico utilizzato per monitorare il tasso di inflazione e il costo della vita in un Paese.


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L'indice dei prezzi al consumo è tra i più importanti indicatori economici utilizzati per monitorare il tasso di inflazione e il costo della vita in un Paese. Nella sua connotazione inglese, questo valore prende il nome di CPI, Consumer Price Index. Si tratta di uno strumento statistico che misura le variazioni nel tempo dei prezzi di un insieme di beni e servizi, chiamato paniere. Generalmente si considera la variazione percentuale rispetto all’anno precedente.

L'indice prezzi al consumo si basa sui prezzi di alimentari, vestiario, alloggio, combustibili, tariffe di trasporto, canoni di servizio (es. servizio idrico e fognario) e imposte sulle vendite.

Per calcolare l'indice viene calcolata la media delle variazioni di prezzo con pesi che tengono conto della loro importanza nella spesa di un particolare gruppo. L'indice misura le variazioni di prezzo da una data di riferimento predeterminata. Negli Stati Uniti, oltre all'originale indice non rettificato distribuito, il Bureau of Labor Statistics (l’unità del Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti) pubblica anche un indice destagionalizzato. Le serie non rettificate riflettono tutti i fattori che possono influenzare una variazione dei prezzi. Tuttavia, può essere molto utile esaminare il CPI destagionalizzato, che rimuove gli effetti dei cambiamenti stagionali (meteo, anno scolastico, cicli di produzione e vacanze).

A cosa serve il CPI

Il CPI ha come scopo la misurazione del livello di inflazione di un singolo paese. Aumenti significativi del CPI in un breve lasso di tempo potrebbero indicare un periodo di inflazione, mentre repentine e significative diminuzioni potrebbero indicare un periodo di deflazione. Tuttavia, considerando che l'indice dei prezzi al consumo include la volatilità dei prezzi degli alimentari e del petrolio, potrebbe non essere una misura affidabile dei periodi inflazionistici e deflazionistici. Per un rilevamento più accurato, viene spesso utilizzato il core CPI, ovvero l’indice CPI depurato dalle componenti più volatili rappresentate dai prezzi energetici e dei beni alimentari.

Indici ISTAT prezzi al consumo

In Italia è l'Istat ad occuparsi delle rilevazioni relative all’inflazione. L’ente statistico italiano produce tre diversi indici dei prezzi al consumo, ognuno con finalità differenti:

  • il Nic (Indice Nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività) è utilizzato come misura dell’inflazione a livello dell’intero sistema economico e considera la collettività nazionale come un unico insieme omogeneo di consumatori. Per questo motivo spesso è utilizzato per individuare per il Documento di programmazione economica e finanziaria il tasso di inflazione programmata.
  • Il Foi (Indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati), basato sul medesimo paniere di beni e servizi del NIC (ma con un diverso peso attribuito a ogni bene o servizio), si riferisce ai consumi dell’insieme delle famiglie che fanno capo a un lavoratore dipendente (tranne quelli del settore agricolo) ed è l'indice che viene utilizzato come base per l'adeguamento degli affitti o degli assegni di mantenimento per il coniuge separato.
  • L’Ipca (Indice dei prezzi al consumo armonizzato per i Paesi dell’Unione europea) è stato sviluppato per assicurare una misura dell’inflazione comparabile a livello europeo. Questo indice, riferito alla stessa popolazione ed allo stesso territorio dell'indice NIC, è però calcolato in relazione ad un paniere di beni e servizi costruito tenendo conto sia delle particolarità di ogni paese sia di regole comuni per la ponderazione dei beni che compongono tale paniere (ad esempio sono esclusi le lotterie, il lotto, i concorsi pronostici); l'IPCA viene assunto come indicatore per verificare la convergenza delle economie dei paesi membri dell’Unione Europea. Mentre gli indici nazionali (NIC e FOI) considerano sempre il prezzo pieno di vendita, l'indice europeo (IPCA) fa invece riferimento al prezzo effettivamente pagato dal consumatore; così nel caso, ad esempio, dei medicinali i primi considereranno il prezzo pieno delle confezioni mentre quest'ultimo utilizzerà, nel calcolo, la quota effettivamente a carico del consumatore (il ticket) così come, per gli altri beni e servizi, terrà conto di saldi e promozioni.
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