Cosa imparare dalla storia finanziaria recente

Che cosa ci ha insegnato la storia finanziaria recente? Secondo Tognoli almeno sei cose.
A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM
Seconda lettura per lโinflazione della Germania YoY di aprile che non dovrebbe modificare il dato uscito il 28 aprile scorso e pari al 7,2% (7,4% in marzo) alle 8:00. Nel pomeriggio alle 14:30 รจ attesa invece lโinflazione USA di aprile (stima 5% invariata rispetto a marzo).
La storia รจ sempre maestra di vita. O almeno cosรฌ dovrebbe essere. Che cosa ci ha insegnato la storia finanziaria recente? Crediamo almeno sei cose.
Le crisi di mercato non possono essere evitate. Quella causata dalla pandemia e proseguita con lโinvasione della Russia in Ucraina, sul mercato azionario non si sta rivelando poi cosรฌ tanto diversa da altre turbolenze (in media una ogni 18/24 mesi). Ovviamente nessuno avrebbe potuto prevedere una mutazione genetica come il Covid e/o una guerra alle porte dellโEuropa, ma sarebbe stato saggio aspettarsi che qualcosa sarebbe accaduto sui mercati finanziari e che avrebbe sconvolto la fase rialzista del decennio precedente. Tanto per capirci, era scontato aspettarsi che lโenorme massa monetaria riversata sui mercati per anni, prima o poi avrebbe acceso lโinflazione e che questa sarebbe stata contrastata con un aumento dei tassi;
Lโandamento dei prezzi delle materie prime spesso tende ad anticipare i movimenti dei mercati finanziari. Fra tutte, un ottimo indicatore รจ il rame una materia prima con una elevata capacitร di prevedere il trend dellโeconomia globale. Infatti, dopo aver toccato i minimi nel marzo 2020, giร a ottobre dello stesso anno segnalava la forte ripresa attesa per 2021. Al momento siamo in una fase di stallo con i prezzi che, pur scesi dai massimi, stazionano comunque su livelli piรน elevati rispetto a quelli medi. Qui il difficile รจ capire quanta parte della valutazione attuale sia dovuta alla speculazione;
Titoli growth o value? La risposta รจ entrambi, ma al giusto prezzo di ingresso. Spesso ci si dimentica che sarebbe meglio comprare in fase di flessione dei mercati e vendere nelle fasi di euforia (lo so che non รจ facile), accompagnando per quanto possibile il trend. Alla fine, un investimento a medio e lungo termine richiede: la conoscenza della societร , la produzione di cassa, la redditivitร che deve essere stabilmente almeno pari alla media del settore di riferimento (meglio se superiore);
I dividendi e i buy backs, che sono meccanismi di trasferimento di valore da un'azienda ai suoi investitori, agiscono come fattore di stabilizzazione durante i periodi di turbolenza del mercato. Anche se nellโultimo decennio questa caratteristica si รจ indebolita, crediamo che continuerร a rappresentare un importante fattore di stabilizzazione e crescita dei mercati nei prossimi anni;
Lโinterpretazione della storia non รจ una scienza esatta, a causa del fatto che essa non si ripete mai nei modi in cui ci si aspetta. Motivo questo per il quale occorrerร sempre di piรน adottare politiche economiche (monetarie e fiscali) non convenzionali, rompendo gli schemi che hanno condotto ad una flessione del benessere collettivo. Per esempio, come noto a seguito della politica monetaria accomodante circa un quarto del debito pubblico Europeo รจ detenuto dalla BCE. Una sua eventuale cancellazione (ipotesi giร formulata dal compianto Presidente Sassoli), potrebbe creare un pacchetto di stimoli di circa 2,5 trilioni di Euro;
Il futuro dellโEuropa dipende dalla capacitร di evolvere verso un modello di welfare state. Il modello di sviluppo europeo si รจ consolidato sulla base di unโeconomia mista con un forte intervento dello stato e di un ruolo centrale del welfare state. Dagli anni novanta, il processo di integrazione economica e monetaria ha preso una strada diversa, allโinsegna del neoliberismo e dellโespansione della finanza. Dal Trattato di Maastricht del 1992 in poi, le regole europee hanno tuttavia drasticamente indebolito i due pilastri del modello europeo. La crisi del 2008 si รจ trasformata in un decennio di recessione e ristagno per il Sud Europa a causa dellโinadeguatezza delle istituzioni e delle politiche europee ad affrontare la crisi (le lungaggini della risoluzione della crisi Greca ce la ricordiamo tutti). Lo stesso scenario rischia ora di ripetersi con lโincapacitร dellโEuropa di intervenire con rapiditร ed efficacia. Su questi temi lโEuropa puรฒ diventare un modello che definisce gli standard internazionali su sanitร , welfare e ambiente, acquisendo una leadership nelle organizzazioni e nelle sedi internazionali e individuando le vie piรน efficaci per affrontare lโemergenza epidemia di oggi e quella climatica di domani. Al momento i segnali che arrivano sia dal Consiglio dei capi di stato e di governo, sia dalla Commissione europea, sono piuttosto deboli e non sembrano mostrare una visione politica e una capacitร dโazione europea allโaltezza dellโemergenza finanziaria attuale.
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