Cosa potrebbe consentire il rally di fine anno?

07/11/2023 08:45
Cosa potrebbe consentire il rally di fine anno?

La svolta rialzista della scorsa settimana potrebbe essere lโ€™inizio del rally di fine anno? Anche se ovviamente non in grado di dire con certezza assoluta se ci sarร  un rally di fine anno, Tognoli ritiene che al momento siano maggiori gli aspetti positivi rispetto a quelli negativi, affinchรฉ siaโ€‹โ€‹le azioni che le obbligazioni concludano lโ€™anno su un percorso piรน favorevole rispetto a quello registrato nei mesi di settembre e ottobre

Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM

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Produzione industriale della Germania MoM di settembre attesa oggi alle 8:00 (stima zero contro -0,2% di agosto). Importante per i mercati sarร  verificare domani il dato di inflazione MoM di ottobre, attesa al 3,8% (4,5% in settembre).

Ieri gli ordini allโ€™industria di settembre della Germania sono risultati decisamente migliori delle attese (+0,2% contro -1% stimato e +1,9% di agosto).

In USA e in Europa, nel corso degli ultimi due mesi le azioni sono state sotto pressione poichรฉ i tassi di mercato in crescita hanno inasprito l'umore degli investitori. Non siamo sorpresi dalla svolta rialzista della scorsa settimana, come abbiamo diverse volte messo in luce, per le seguenti ragioni:

  • il recente balzo dei tassi sembrava essere guidato piรน da fattori temporanei (messaggio "piรน alto per piรน tempo" e emissione di titoli del Tesoro USA) rispetto ad un cambiamento strutturale nelle prospettive di inflazione;
  • un picco e un calo dei rendimenti a 10 anni sarebbero la scintilla necessaria per fornire stabilitร  al mercato azionario.

Non crediamo di aver visto l'ultima delle preoccupazioni dei mercati sui tassi di interesse e continuiamo a ritenere che la recente correzione del mercato sia stata piรน un'opportunitร  che l'inizio di qualcosa di piรน sinistro o prolungato. Non siamo ovviamente in grado di dire con certezza assoluta se ci sarร  un rally di fine anno, ma riteniamo che al momento siano maggiori gli aspetti positivi rispetto a quelli negativi, affinchรฉ siaโ€‹โ€‹ le azioni che le obbligazioni concludano lโ€™anno su un percorso piรน favorevole rispetto a quello registrato nei mesi di settembre e ottobre. Dubitiamo tuttavia che il movimento al rialzo delle azioni o al ribasso dei rendimenti della scorsa settimana procederร  ininterrotto, ma non crediamo nemmeno che il trend positivo abbia la durata di una settimana.

Sorge quindi spontanea la domanda: quali sono le determinanti che potrebbero consentire un rally di fine anno? L'ultima riunione della FED e i rapporti sull'occupazione sono stati i principali protagonisti della scorsa settimana e ognuno di essi ha offerto spunti interessanti per i mercati finanziari, ansiosi di ricevere prove che la politica monetaria non dovrร  diventare piรน restrittiva in futuro. Affinchรฉ i mercati possano registrare un rally duraturo, riteniamo che saranno importanti i seguenti ingredienti:

  • i rendimenti obbligazionari devono evitare unโ€™altra impennata al rialzo. Dopo aver superato il 5%, i rendimenti dei titoli del Tesoro USA a 10 anni sono scesi sotto il 4,6% la scorsa settimana, arrestando il principale ostacolo alla crescita delle azioni. Non siamo tuttavia del tutto convinti che una ripetizione del calo dei tassi sia l'unico modo perchรฉ le azioni possano mantenere la loro forza, ma un ritorno dei rendimenti verso i massimi recenti non sarebbe sicuramente utile. Allo stesso tempo, per quanto strano possa sembrare dato che lโ€™aumento dei tassi รจ stato la fonte di pressione al ribasso sui prezzi delle azioni, potrebbe anche non essere particolarmente favorevole per i tassi di interesse a lungo termine scendere bruscamente da qui a breve. Il loro aumento ha recentemente contribuito a inasprire le condizioni finanziarie generali, facendo un pezzo del lavoro della FED, rafforzando la tesi secondo cui questa non avrร  bisogno di aumentare ulteriormente i tassi da qui in avanti. Riteniamo quindi che una certa stabilitร  dei rendimenti per il momento avrebbe unโ€™influenza positiva sulla prossima performance del mercato azionario. Come si vede dal grafico seguente, i rendimenti dei titoli del Tesoro a 10 anni e il sottoindice del credito sulle condizioni finanziarie sono aumentati di recente, riducendo potenzialmente la necessitร  di futuri rialzi dei tassi della FED.
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Fonte: sottoindice del credito sulle condizioni finanziarie della Fed di Chicago, FactSet.

  • In questa fase la FED deve restare in disparte. La riunione della FED della scorsa settimana ha fornito la principale fonte di carburante per i guadagni dei mercati azionari e obbligazionari. Il tasso di riferimento dei fondi federali รจ stato mantenuto stabile per la seconda riunione consecutiva, con il presidente Powell che ha adottato un tono piรน equilibrato riguardo alle future decisioni.

A nostro avviso vi sono ragioni sufficienti affinchรฉ la FED interrompa i rialzi dei tassi. Tuttavia, ci aspettiamo che Powell continuerร  ad utilizzare commenti che sottolineino la disponibilitร  deli membri del FOMC a ulteriori rialzi come un modo per evitare che i mercati e le condizioni finanziarie vadano troppo avanti anticipando troppo un allentamento monetario. Siamo convinti che il proseguimento del rialzo del mercato azionario finirร  per diventare sempre piรน legato alle prospettive di tagli dei tassi (che prevediamo non prima della fine del 2024).

Ma per ora, la fiducia che le banche centrali possano rimanere in pausa sarร  un elemento chiave di sostegno ai mercati finanziari. Negli ultimi 30 anni, i periodi in cui la FED ha mantenuto invariato il suo tasso di riferimento sono stati in gran parte accompagnati da forti guadagni sia delle azioni che delle obbligazioni.

Il grafico seguente evidenzia la performance dell'indice S&P 500 e dell'indice obbligazionario Bloomberg US Aggregate durante i periodi di pausa della FED.

Immagine contenuto

Fonte: Bloomberg. Rendimento totale dell'indice S&P 500 e dell'indice Bloomberg US Aggregate Bond.

  • Il mercato del lavoro ha bisogno di una fase da goldilocks. Gli ultimi dati USA sembrano aver centrato il punto focale della narrazione relativa alle prospettive della FED, in quanto hanno segnalato che il mercato del lavoro non sembra troppo caldo per rilanciare la crescita delle pressioni inflazionistiche e non troppo freddo per compromettere consumi e la crescita economica.

I rapporti sullโ€™occupazione di ottobre hanno mostrato che lโ€™economia USA ha aggiunto 150.000 posti di lavoro. รˆ positivo vedere che l'aumento delle assunzioni continua, mentre allo stesso tempo รจ chiaro che sta emergendo una certa debolezza nel mercato del lavoro. Le tendenze coincidenti di continui aumenti di posti di lavoro e di moderazione della crescita salariale sono lโ€™area che il mercato probabilmente applaudirร  man mano che avanziamo, poichรฉ tale combinazione sarebbe coerente con le speranze di un atterraggio morbido dellโ€™economia.

Lโ€™aumento del tasso di partecipazione alla forza lavoro รจ incoraggiante, in quanto riflette una crescente offerta di manodopera, che puรฒ consentire il perdurare della crescita delle assunzioni e del basso tasso di disoccupazione, consentendo al tempo stesso di moderare le pressioni salariali.

I rapporti di ottobre hanno rivelato che la retribuzione oraria media รจ aumentata di un modesto 0,2% rispetto al mese precedente, contribuendo ad unโ€™ulteriore moderazione del tasso annualizzato di crescita salariale. I dati USA della scorsa settimana hanno mostrato che il tasso di abbandono del posto di lavoro continua a diminuire, offrendo un altro segnale che la crescita dei salari, e quindi lโ€™inflazione, dovrebbero continuare a moderarsi in futuro.

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