Cosa sono le obbligazioni subordinate e come funzionano

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Le obbligazioni subordinate prevedono un grado di rischio maggiore rispetto alle obbligazioni ordinarie, ma anche un maggior rendimento.


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Cosa sono le obbligazioni subordinate

Prima di effettuare un qualsiasi genere di investimento, anche se piccolo, è buona regola conoscere bene lo strumento finanziario con cui si vuole operare. Stessa regola vale per le obbligazioni subordinate.

Se ti è chiaro come funzionano le obbligazioni e cerchi qualcosa di più redditizio, esistono le obbligazioni subordinate.

Le obbligazioni subordinate sono una particolare categoria di titoli di debito (in inglese bond) che, come tutte le obbligazioni consentono a chi li compra di diventarne creditore e di acquisire il diritto al rimborso del capitale investito più un interesse (o cedola periodica).

La differenza sta in un grado di rischio superiore rispetto alle obbligazioni ordinarie. Le differenze aumentano soprattutto in caso di particolari problemi finanziari dell'emittente: per gli obbligazionisti subordinati il pagamento delle cedole e il rimborso del capitale avviene dopo la soddisfazione dei creditori ordinari (ma prima degli azionisti).

Per rendere il discorso più chiaro, in caso di default l’emittente (banche o imprese) si troverà a rimborsare prima i titolari di obbligazioni ordinarie e solo dopo i titolari di obbligazioni subordinate e gli azionisti. Se dopo il rimborso degli obbligazionisti ordinari non rimane più denaro, gli obbligazionisti subordinati non ottengono alcun rimborso. Si tratta ovviamente dello scenario più catastrofico, quello di fallimento dell’azienda. Se invece l’azienda non fallisce, il denaro verrà restituito alla scadenza stabilita, con un tasso di interesse più alto rispetto alle obbligazioni ordinarie.

In genere le obbligazioni subordinate sono denominate "junior", per distinguerle dalle ordinarie, denominate "senior". Le obbligazioni junior rappresentano un fattore di rischio maggiore per l'investitore. In virtù del maggiore livello di rischio, le obbligazioni subordinate si contraddistinguono per un maggior rendimento rispetto alle obbligazioni ordinarie e si posizionano a metà tra le obbligazioni ordinarie e i titoli azionari.

Tipologie di Obbligazioni subordinate

Il profilo di rischio dipende anche dalle tipologie di obbligazioni subordinate.

Si possono individuare vari livelli di subordinazione, ai quali corrispondono diversi livelli di rischio. Tra le principali tipologie di bond subordinati, nominiamo, in ordine decrescente di grado di subordinazione:

  • Obbligazioni Tier 3 (T3), caratterizzate da una scadenza breve (dai 2 ai 4 anni). Le obbligazioni Tier III, assieme a quelle di tipo Lower Tier II, sono le più privilegiate all’interno dei subordinati. Nel caso di perdite l’emittente non potrà rivalersi sulle somme dei titoli per fare fronte alle perdite.
  • Obbligazioni Lower Tier ii (LT2), rappresentano la categoria più privilegiata all’interno dei subordinati. A differenza di un'obbligazione ordinaria, non godono di priorità in caso di liquidazione dell'emittente. Le cedole vengono sempre pagate alla data prevista e sono sospese solamente in caso di insolvenza grave. Hanno scadenza compresa fra 5 e 10 anni.
  • Obbligazioni Upper Tier ii (UT2), più rischiose delle Tier 3. La loro durata è generalmente di 10 anni. Nel caso di andamenti negativi le cedole non sono cancellate ma solo sospese: le cedole saranno, infatti, pagate successivamente al primo anno di utile.
  • Obbligazioni Tier 1 (T1), le più rischiose, ma anche le più remunerative. In caso di fallimento dell’emittente, queste vengono rimborsate solamente dopo aver rimborsato gli azionisti e tutti gli altri obbligazionisti. Il rischio per chi le sottoscrive è alto dato che il pagamento delle cedole può essere annullato (e non solo sospeso). Inoltre, se si realizzano perdite in grado di compromettere la solidità patrimoniale dell'emittente, il capitale da rimborsare viene decurtato, pro-quota, di queste perdite.

Alcune obbligazioni subordinate non hanno una vera e propria scadenza dal momento che la scadenza a volte non esiste oppure è troppo lontana. Quando non è esplicitata la scadenza, è prevista la possibilità di essere richiamate dall’emittente con la cosiddetta opzione “call”, che consente alle società emittenti un’opzione di rimborso anticipato a partire da una certa data.

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Rischi delle obbligazioni subordinate

L'investimento in bond subordinati deve essere valutato in modo ancora più accurato, in considerazione della propria propensione al rischio. Questo perché oltre al rischio di vedersi annullare l'investimento, in caso di dissesto finanziario dell'emittente le obbligazioni subordinate sono soggette al rischio di dover concorrere a salvare la banca in crisi, come stabilisce la normativa della Comunità Europea del 2016 sul bail-in bancario (“salvataggio interno”). La procedura, infatti, stabilisce che per assorbire le perdite tutti i creditori della banca a rischio default debbano partecipare all'operazione, ma seguendo un ordine gerarchico: si svalutano le azioni, poi i bond subordinati e infine i bond senior. Gli obbligazionisti subordinati quindi risultano particolarmente esposti.

In altri casi, l’investitore può subire perdite anche se la banca non diventa insolvente ma semplicemente si trova in difficoltà operative.

Obbligazioni convertibili

Le obbligazioni possono essere convertibili, ovvero possono dare al titolare la possibilità di convertire le obbligazioni in azioni a una certa scadenza. Si tratta di un’opzione che l’obbligazionista ha a disposizione, ma si decide di farlo, si accettano anche alcune condizioni, tra cui l’aumento del rischio. Convertendo i bond in azioni, si diventa azionisti della società emittente, con tutti i rischi, e i guadagni, che ne derivano.

In più si rinuncia al pagamento delle cedole (di solito semestrali o annuali). In compenso, se l’azienda va bene, aumentano anche i potenziali guadagni.


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