Covid torna a spaventare le borse


Ieri ci sono stati alcuni decessi da virus in Cina, non capitava da maggio. I timori sulla domanda frenano anche il petrolio, che già la scorsa settimana ha perso il 9%. Si chiude a 12 miliardi di euro la raccolta del BTP Italia numero 18. Alla conferenza sul clima COP 27 accordo all’ultimo minuto sul fondo di compensazione alle economia in via sviluppo.


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Le notizie sulla pandemia in Cina stanno deprimendo le borse, soprattutto quelle di Hong Kong e di Shanghai. Le aspettative di una contrazione della domanda zavorra il prezzo del petrolio. Torna a rafforzarsi il dollaro.

La borsa di Francoforte dovrebbe aprire in ribasso dello 0,4%.
Per i mercati finanziari, quella che si apre oggi potrebbe essere una settimana interlocutoria, visto che Wall Street è chiusa giovedì tutta la giornata per il Thanksgiving day, venerdì è a mezzo servizio.

Venerdì l’S&P500 di Wall Street ha chiuso in rialzo dello 0,5%, in calo dello 0,7% la settimana. Il bond decennale degli Stati Uniti si sta assestando intorno a 3,80% di rendimento.Nelle ultime ore il presidente della Fed di Atlanta, Raphael Bostic, ha detto di essere a favore di un rallentamento del rialzo dei tassi, una decelerazione che dovrebbe rendere più agevole il soft landing. Il membro del Federal Open Market Committee ritiene che i tassi non debbano salire più di cento punti base dai livelli attuali.

COVID

Nella periferia di Pechino, dove nell’ultima settimana sono stati segnalati dei nuovi focolai di Covid 19, ci sono stati almeno due decessi a causa del virus. Nel corso della conferenza delle autorità sanitarie cittadini, un dirigente ha affermato che la situazione è allarmante: nelle ultime 24 ore sono state trovate oltre cinquecento persone positive. In alcuni centri urbani intorno alla capitale, tra cui uno con circa undici milioni di abitanti, sono stati chiusi i centri commerciali e le scuole.

Il petrolio Brent perde lo 0,7% a 87 dollari il barile. Il greggio del Mare del Nord ha registrato la peggior settimana da agosto, -9%.

COP 27

Alle 4 di stamattina i delegati presenti alla conferenza sul clima COP27 hanno trovato l’unanimità su quel che era diventato l’unico elemento non accantonato per assenza di concordia, il fondo di compensazione per i danni provocati dal surriscaldamento terrestre dalle economie avanzate. I paesi che in questi anni hanno patito di più gli effetti del cambiamento climatico, ovvero, quelli più poveri, potranno accedere a queste risorse. Ma per il momento il recipiente è vuoto, ne’ ci sono indicazioni sulle somme da versare. Se ne riparla l’anno prossimo a COP28.

I tentativi dell’Unione Europa, della Gran Bretagna e dei paesi più esposti all’innalzamento del livello delle acque, di includere nel testo finale un impegno anche generico sul contenimento della crescita delle temperature, oltre che sull’utilizzo di combustibili fossili, sono stati respinti dal fronte dei paesi produttori. A lamentarsi di questa assenza di propositi è stato, tra i primi, il ministro dell’ambiente delle Maldive. Gli Stati Uniti, che all’inizio della conferenza si era dichiarati contrari al fondo di perequazione, hanno cambiato idea solo ieri in tarda serata. L’inviato della Casa Bianca, John Kerry, ha detto che l’obiettivo di breve periodo sul contenimento dell’innalzamento delle temperature, resta a portata di mano. Il fatto che la prossima conferenza si tenga negli Emirati Arabi, paese con immense ricchezze in gas e petrolio, non induce le organizzazioni non governative all’ottimismo.

BTP Italia 18

L’emissione si chiude con una raccolta complessiva finale di circa 12 miliardi di euro. Il 40,9 per cento dell’ammontare emesso nella Seconda Fase, quella dedicata agli istituzionali, è stato collocato presso le banche mentre il 39,4 per cento presso asset manager. Gli investitori con un orizzonte di investimento di lungo periodo hanno acquistato il 12,2 per cento dell’emissione (in particolare il 6,4 per cento è andato a fondi pensione e assicurazioni, mentre il 5,8 per cento è stato allocato a istituzioni governative).

Agli hedge fund è stato allocato il 7,3 per cento dell’ammontare complessivo. Gli investitori domestici ne hanno sottoscritto il 48,1 per cento, mentre il restante 51,9 per cento dell’emissione è stato sottoscritto da investitori esteri. Tra questi, le quote più rilevanti sono state collocate in Europa, in particolare nel Regno Unito (20,7 per cento), in Germania e Austria (16,3 per cento), in Svizzera (4,8 per cento), in Francia (3,7 per cento) e presso altri paesi europei (1,7 per cento).

TITOLI

Saipem. La Corte suprema algerina ha respinto un suo ricorso contro la decisione della Corte d'appello di Algeri dello scorso giugno nell'ambito del procedimento relativo al progetto GNL3 Arzew.

Intesa Sanpaolo. Nella prima finestra utile di venerdì, ha rimborsato anticipatamente circa 13 miliardi di euro di fondi Tltro III concessi dalla Bce. Le altre grandi banche italiane non hanno rimborsato nella prima finestra utile di venerdì. Complessivamente, le banche europee hanno versato 296 miliardi di euro, circa un decimo del totale dell’operazione di finanziamento. Gli analisti si aspettano che la maggior parte delle banche ha deciso di aspettare le decisioni della BCE sui tassi del 14 dicembre.

Telecom Italia. In settimana si terrà un incontro di governo sul dossier rete di Tim, in vista della scadenza del termine per la presentazione delle offerte non vincolanti, secondo quanto riportato sabato dal Corriere della Sera. L'offerta già predisposta da Cassa Depositi e Prestiti (Cdp), si legge nell'articolo, valuterebbe l'infrastruttura di Tim tra 15 e 16 miliardi in via preliminare. Cdp deve obbligatoriamente confrontarsi con i suoi azionisti, in primis il Ministero dell'Economia, ma in quanto operatore di mercato ha una sua autonomia operativa. Lo ha detto il presidente Giovanni Gorno Tempini in risposta ad una domanda sulla libertà di azione dell'istituto rispetto ai desiderata del governo di turno, in particolare in riferimento al dossier di Telecom Italia. Secondo Repubblica gli advisor di Tim e di Cdp starebbero rimodulando l’offerta sulla rete, che nella nuova forma prevederebbe solo una cessione della maggioranza dell’infrastruttura, di cui Cdp diverrebbe l’azionista principale, per poi valorizzare il resto in un secondo tempo. Tale schema, scrive il quotidiano domenica, permetterebbe a Tim un incasso maggiore ma la sua messa a punto potrebbe richiedere più tempo, facendo slittare l’offerta non vincolante oltre la scadenza del 30 novembre.Il ministro Adolfo Urso ha smentito la ricostruzione di la Repubblica: "Non esiste alcun piano alternativo del MIMIT sulla vicenda della rete unica," il suo ministero ha detto in una nota stampa.

Enel. Secondo Il Sole 24 Ore di sabato potrebbe annunciare l'uscita dalla Romania - oltre che dal Perù come già trapelato nei giorni scorsi - in occasione della presentazione del nuovo piano industriale, prevista per domani.


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