D-Wave convince Washington. Il quantum computing è una priorità degli Usa

La società ottiene un nuovo finanziamento federale. La cifra è modesta, ma conferma che gli Stati Uniti considerano il quantum una tecnologia strategica. Intanto Wall Street inizia a distinguere i possibili vincitori dai semplici protagonisti della corsa speculativa
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Finanziamento da parte della National Science Foundation
Il quantum computing continua a essere uno dei grandi temi tecnologici del momento, ma qualcosa sta cambiando nel modo in cui gli investitori guardano al settore.
La notizia di due giorni fa è che D-Wave Quantum ha ottenuto un finanziamento da 1,6 milioni di dollari dalla National Science Foundation nell'ambito di un programma dedicato allo sviluppo delle tecnologie quantistiche di nuova generazione. Dal punto di vista economico la cifra è modesta e difficilmente può cambiare il destino della società. Molto più importante è il segnale politico che arriva da Washington: gli Stati Uniti continuano a considerare il quantum computing una tecnologia strategica nella competizione tecnologica globale.
Washington vuole sistemi crittografici resistenti al quantum
Il finanziamento assegnato a D-Wave rientra nel programma National Quantum Virtual Laboratory, che mette insieme università, centri di ricerca, aziende private e istituzioni federali per accelerare la commercializzazione delle tecnologie quantistiche.
Nelle scorse settimane l'amministrazione americana ha inoltre rafforzato il proprio impegno nel settore con nuovi provvedimenti che puntano ad arrivare entro il 2028 a un computer quantistico utilizzabile per attività di ricerca e a completare entro il 2031 la transizione delle infrastrutture governative verso sistemi crittografici resistenti agli attacchi dei futuri computer quantistici.
Il messaggio è chiaro: al di là delle oscillazioni di Borsa, il quantum computing è ormai considerato una tecnologia strategica al pari dell'intelligenza artificiale e dei semiconduttori.
Per gli investitori non è più un'unica scommessa
Anche il mercato sembra però essere entrato in una nuova fase. Fino allo scorso anno le principali società quotate del settore tendevano a muoversi tutte nella stessa direzione, sospinte soprattutto dall'entusiasmo degli investitori per una tecnologia destinata, almeno nelle attese, a rivoluzionare l'informatica.
Oggi, invece, Wall Street sta iniziando a distinguere i diversi modelli di business, i progressi tecnologici e la capacità di trasformare la ricerca in ricavi. È un passaggio fisiologico per un comparto ancora agli inizi dello sviluppo commerciale.
Le performance iniziano a divergere. Lo dimostrano anche gli andamenti di Borsa. Dall'inizio del 2026 IonQ è salita di circa il 19%, favorita dalla crescita del fatturato e dalla percezione di una maggiore solidità commerciale.
D-Wave, invece, è in calo di circa l'8% e Rigetti Computing perde circa il 13%.
L'anno scorso il quadro era molto diverso. D-Wave era stata la regina del comparto con un rialzo superiore al 200%, mentre IonQ e Rigetti avevano registrato performance decisamente più contenute.
Per molti analisti questa divergenza segnala che il mercato sta abbandonando l'idea del quantum come semplice tema speculativo e sta iniziando a premiare le società che mostrano risultati operativi più convincenti.
La scommessa di D-Wave
Nel frattempo anche D-Wave sta modificando la propria strategia. L'azienda canadese è stata finora conosciuta soprattutto per i computer basati sul cosiddetto quantum annealing, una tecnologia molto efficace per particolari problemi di ottimizzazione, ma meno versatile rispetto ai computer quantistici universali sviluppati da altri concorrenti.
La società sta ora investendo anche nell'architettura gate model, quella adottata dalla maggior parte dei protagonisti del settore, con l'obiettivo di ampliare il numero di applicazioni e la platea di potenziali clienti.
Per gli investitori il quadro resta quindi complesso. Le valutazioni di molte società del quantum computing continuano a incorporare aspettative molto elevate, mentre i ricavi sono ancora limitati e spesso estremamente volatili.
Come ha ricordato più volte il management di D-Wave, la vendita di sistemi quantistici genera entrate irregolari e concentrate su pochi contratti, rendendo difficile valutare i risultati trimestre per trimestre.
Per questo motivo il settore continua a rappresentare una scommessa sul lungo periodo.
Le prospettive restano enormi — secondo numerose stime il mercato potrebbe valere centinaia di miliardi di dollari entro il prossimo decennio — ma la vera sfida consiste nell'individuare oggi quali aziende saranno in grado di trasformare il vantaggio scientifico in un business redditizio.
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