Da Generali a Mediobanca: Caltagirone e Del Vecchio non sotterrano l’ascia di guerra

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Conclusasi l’assemblea dei soci di Generali con la vittoria di Donnet, gli sconfitti potrebbero aprire la contesa per il controllo di Mediobanca, aumentando le proprie quote già detenute in Piazzetta Cuccia.


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Il nuovo cda di Generali

Terminato lo scontro tra i soci di Generali con la riconferma di Philippe Donnet nel ruolo di amministratore delegato e la vittoria del blocco guidato da Mediobanca, oggi si svolgerà la prima riunione del nuovo consiglio di amministrazione finalizzata a ‘consegnare’ i poteri al Ceo e a nominare il presidente, Andrea Sironi.

Collegati da remoto, sarà la prima occasione di incontro tra vincitori e sconfitti, con lo stesso Francesco Gaetano Caltagirone che promette ‘battaglia’ all’interno del cda.

Se Sironi aveva cercato parole di riconciliazione con il blocco di ‘opposizione’, parlando di un obiettivo comune nell’interesse delle Generali e promettendo di “rappresentare al meglio tutti gli stakeholders”, Caltagirone continua a parlare di cambiamento: “sono convinto che parte del risultato sarà comunque conseguito perché un consiglio di amministrazione eletto dal 55% dei voti non potrà non tenere conto dell’altro 45%”, aggiungendo di voler continuare “a operare perché il cambiamento avvenga”.

L’analisi sulla vittoria del cda uscente

L’assemblea di Generali si era caratterizzata da un'importante presenza, il 71% del capitale, che ha consentito la vittoria della lista presentata dal cda uscente con il 55,9% dei voti espressi, mentre quella di Caltagirone ha ottenuto il 41,73% e quella di Assogestioni solo l’1,9%, sotto la soglia prevista per poter eleggere un consigliere.

La vittoria del management uscente comporterà la continuazione della strategia di Generali portata avanti negli ultimi anni e il perseguimento dei target indicati nel piano strategico presentato lo scorso dicembre.

Secondo gli analisti di WebSim, “dal punto di vista industriale i target ambiscono ad una crescita degli utili del +6/+8% tasso annuo di crescita composto (CAGR) nel triennio ed il mantenimento di una politica di dividendi generosa con un payout complessivo indicato a 5,2-5,6 miliardi, mentre la strategia di crescita per linee esterne prevede investimenti intorno a 2,5/3 miliardi focalizzata su operazioni bolt-on di medie e piccole dimensioni mentre la lista Caltagirone puntava ad obiettivi più ambiziosi di crescita tramite M&A con investimenti fino a 7 miliardi”.

L’effetto sul titolo

A Piazza Affari, intanto, il titolo Generali non si era mosso particolarmente dopo la diffusione dei risultati del voto, guadagnando mezzo punto alla chiusura di venerdì, mentre oggi viaggia in negativo appena sopra i 18 euro.

“Riteniamo che il titolo scontasse ormai l’esito dell’Assemblea ed il recente calo è legato alla fine del periodo di crescita nell’azionariato pre Assemblea da parte di alcuni azionisti”, spiegano da WebSim.

“Il titolo tratta a multipli che sono a leggero sconto rispetto ai peers europei, anche alla luce del pagamento del dividendo di 1,07 euro a fine maggio”, aggiungono gli analisti della sim, non prevedendo nel breve “particolari catalyst per una sovraperformance ma il titolo potrebbe beneficiare dall’attivazione del piano di buyback da 500 milioni”.

Il prossimo appuntamento è fissato per il prossimo 18 maggio quando verranno annunciati i risultati del primo trimestre e “in quell’occasione potrebbero emergere maggiori indicazioni sui possibili impatti per Generali legati alla situazione geopolitica e all’andamento dei mercati”, concludono da WebSim, confermando la raccomandazione ‘neutrale’ sul titolo, con target price a 19,20 euro.

Mediobanca nuovo campo di battaglia

Chiusa, almeno per ora, la vicenda Generali, secondo molti media lo scontro potrebbe spostarsi verso la governance di Mediobanca, il cui cda sarà rinnovato a novembre 2023.

Nell’attesa, Leonardo Del Vecchio, alleato di Caltagirone, potrebbe richiedere l’autorizzazione per superare la soglia del 20%, mentre l’imprenditore romano punterebbe ad avvicinarsi al 10%, secondo rumor di queste ore.

Le quote attuali di Mediobanca vedono Del Vecchio detenere il 19,4% del capitale, Caltagirone il 3,1% mentre i Benetton sono al 2,1%.

A questo punto, gli oppositori di Donnet potrebbero aumentare le loro quote e avrebbero più di un anno, ripetendo quanto fatto nei mesi precedenti l’assemblea di Generali per poi arrivare più ‘forti’ allo scontro.

Nel frattempo, sul titolo Mediobanca gli analisti di WebSim mantengono una raccomandazione ‘neutrale’, con target price a 10,50 euro, mentre oggi le azioni della banca guadagnano oltre l’1% a 9,75 euro.


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