Dalla Bce possibile allentamento allo stop sui dividendi da gennaio

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A riferire la possibilità di un allentamento il vicepresidente del consiglio di sorveglianza della Bce, Yves Mersch, in un’intervista rilasciata a FT. L’opzione di un approccio “caso per caso” sarebbe la più papabile. Equita Sim si aspetta un’estensione del divieto fino a marzo


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Lo stop ai dividendi potrebbe cadere a gennaio

Lo stop della Banca centrale europea al pagamento dei dividendi delle banche potrebbe cadere nel 2021. A riferire la possibilità di un allentamento il vicepresidente del consiglio di sorveglianza della Bce, Yves Mersch, in un’intervista rilasciata al Financial Times.

Il rimando è alla decisione dell’Esrb dello scorso marzo, quando l’aggravarsi della crisi sanitaria aveva portato l’organismo comunitario a richiedere lo stop ai dividendi di banche e assicurazioni, almeno fino a gennaio 2021. Da allora, il settore ha esercitato forti pressioni affinché le banche più forti potessero riprendere la distribuzione di capitale all'inizio del prossimo anno. Secondo Mersch sarebbe difficile mantenere un divieto di dividendi oltre alla fine di quest'anno, sia per l’incertezza giuridica intorno alla sua applicabilità sia per la possibilità che Paesi come Regno Unito e Stati Uniti aprano in tal senso ai loro istituti (mentre Svezia e Svizzera si sono già espresse in maniera possibilista su questo punto).

Primo semestre o post stress test?

L’opzione di un approccio “caso per caso” sarebbe la più papabile, secondo Mersch. Nel caso in cui la questione sia già approfondita a livello comunitario, però, si avrà qualche chiarimento in merito da parte di Francoforte soltanto dopo il 10 dicembre, dopo la pubblicazione delle nuove previsioni economiche.

La possibilità che il pagamento dei dividendi avvenga già da gennaio 2021 andrebbe a mettere un fattore di rischio in più sugli istituti europei, e arriverebbe comunque in anticipo rispetto ai risultati dello stress test che si dovrebbe concludere a luglio. Secondo le previsioni della Bce, il prossimo anno, l’ammontare degli Npl potrebbe essere superiore anche a quelli che si sono riversati sul mercato dopo la crisi del 2008.

Quali conseguenze per i bancari

Secondo gli analisti si tratta, in ogni caso, di una buona notizia. Equita Sim si aspetta un’estensione del divieto fino a marzo, mentre per Intesa Sanpaolo la notizia è “coerente” con le attese. Diverso il discorso per le Sgr (Generali soltanto una settimana fa ha annunciato il rinvio del pagamento della seconda tranche del dividendo 2019) per la diversa natura di business rispetto alle banche, e alla posizione patrimoniale più solida (nei primi nove mesi di quest'anno il Cet1 Banca Generali è al 20,4%).

In cima alla lista delle “vittime illustri” di un possibile allentamento dello stop ai dividendi si colloca invece Mps, impegnata nel processo di privatizzazione. Questa mattina la banca viaggia in rosso (alle 12 segna -3,43% a 1,21 euro) dovuto al calo tecnico dopo l’Abb (accelerated book building) con cui ha collocato il 2,14% del capitale. Si tratta di titoli rivenienti dall’esercizio del diritto di recesso e di vendita spettanti agli azionisti nell'ambito dell'operazione di scissione parziale non proporzionale in favore di Amco (ceduto 23,4 milioni di azioni al prezzo di 1,162 euro euro per azione, che incorpora uno sconto del 7,2% rispetto al prezzo di chiusura di ieri).

L’indice di riferimento alle 12 è in positivo dello 0,18%.