Dati economici USA non indicano una recessione, e i consumi si mantengono forti

02/12/2022 08:15
Dati economici USA non indicano una recessione, e i consumi si mantengono forti

Pur con due trimestri in recessione, i consumi Usa continuano a rappresentare il vero motore dellโ€™economia USA. Questi sono stati in gran parte sostenuti e sovvenzionati sia dalla forte liquiditร  creata dalla FED sia dai sostegni governativi al reddito, entrambi con lo scopo di contrastare la debolezza economica a seguito della pandemia.

A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso CFO Sim

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Prezzi alla produzione dellโ€™Europa YoY di ottobre in uscita oggi alle 11:00 (stima +31,5% contro +41,9% di settembre), variazione occupati USA di novembre (stima 200k contro 261k di settembre) e tasso di disoccupazione di novembre (stima 3,7% invariato rispetto ad ottobre) entrambi alle 14:30.

Vendite al dettaglio YoY di ottobre della Germania piรน basse delle attese (-5% contro -2,8% stimato e -0,9% di settembre), PMI manifatturiero di novembre dellโ€™Europa piรน basso delle attese (47,1 punti contro 47,3 di ottobre), ma leggermente meglio il tasso di disoccupazione di ottobre che migliora al 6,5% (dal 6,6% di settembre). Tutti i dati testimoniano il rallentamento economico voluto (?) dalla BCE per contrastare lโ€™inflazione.

Non crediamo tuttavia che siano sufficienti per suggerire alla Lagarde un atteggiamento meno falco. Siamo quindi convinti che il 15 dicembre prossimo la BCE alzerร  i tassi di 75 bp.

Le richieste WoW USA dei sussidi alla disoccupazione sono risultate minori delle attese (225k contro 235k attese), con una crescita MoM dei redditi personali di ottobre quasi doppia rispetto alla stima e al dato di settembre: 0,7% contro 0,4% atteso. Segnali che dimostrano come lโ€™economia non mostri (ancora) segni di sofferenza per il rialzo dei tassi di interesse. Sostanzialmente in linea con le attese il PMI manifatturiero. Vedremo nel pomeriggio se anche il tasso di disoccupazione si รจ mantenuto stabile, oppure ha segnalato un peggioramento.

Pur con due trimestri in recessione, i consumi continuano a rappresentare il vero motore dellโ€™economia USA. Questi sono stati in gran parte sostenuti e sovvenzionati sia dalla forte liquiditร  creata dalla FED sia dai sostegni governativi al reddito, entrambi con lo scopo di contrastare la debolezza economica a seguito della pandemia.

Vero รจ che occorreva un supporto alla debolezza economica indotta dalla pandemia, ma probabilmente siamo oggi in grado di dire che la โ€œdrogaโ€ al sistema รจ stato eccessiva, con il risultato che lo stesso sembra non sembra aver imparato nulla dalla crisi dei subprime del 2008. Il meccanismo รจ infatti lo stesso che ha causato quella crisi: debito per finanziare la domanda. Eโ€™ solo cambiato il beneficiario che dal settore real estate sono diventati i consumi interni, cresciuti dal 65% del PIL del 2020 al 75% del 2021. Considerato che il 20% della domanda per consumi dipende unicamente dal debito e non dalla crescita dei redditi, se ne deduce che il 15% circa del PIL USA dipende dal credito al consumo. Alla fine del 2019 nel complesso i consumi USA rappresentavano il 18% del PIL mondiale (17% la Cina e 6% la Germania).

Il problema principale di questo modello di sviluppo economico basato sul debito che finanzia la domanda รจ che non puรฒ permettersi il deleverage, considerato che la crescita รจ supportata in larga parte dal debito e non dalla crescita del reddito conseguente a quella della produttivitร . Quindi, per mantenere lโ€™equilibrio ed alimentare la crescita del PIL รจ necessario continuare ad aumentare il debito.

Si capisce immediatamente che il sistema regge se i tassi sono prossimi allo zero e il tasso reale rimane a lungo negativo, ma quanto i tassi nominali crescono e il tasso reale tende a diventare positivo (oggi รจ ancora negativo), il sistema fatica a mantenere lโ€™equilibrio.

E quando va in crisi, lโ€™unico meccanismo di intervento sono i salvataggi a carico del bilancio pubblico, mentre la banca centrale รจ costretta ad intervenire con politiche monetarie ultra accomodanti per impedire il deleverage che il sistema non potrebbe reggere.

Se il sistema basato sul debito, richiede politiche monetarie costantemente espansive (che puรฒ voler anche dire aumentare i tassi nominali, se quelli reali rimangono negativi), significa che la banca centrale perde lentamente la propria indipendenza. Nessuna banca centrale in questa situazione รจ infatti in grado di ridurre il bilancio e/o portare i tassi reali in territorio positivo (come sarebbe necessario), pena una lunga e profonda recessione, o peggio una depressione.

Il collasso del sistema basato sul debito non dipende da un cambiamento della politica economica che lo sostiene, ma da altri e diversi motivi. Quali per esempio i debiti del settore privato, non piรน in grado aumentare e sostenere per questa via gli investimenti (visto il loro costo). Ma anche la perdita reale del potere dโ€™acquisto che il nuovo debito non riesce piรน a compensare e lโ€™inefficacia nel contrastare shock esterni (inflazione, catene di approvvigionamento, prezzo dellโ€™energia, guerre, etc) con politiche monetarie che rischiano di mettere a repentaglio il leverage e la domanda finanziata (ricorda sinistramente qualcosa?)

In questo scenario, solo la politica fiscale รจ in grado di sostenere il ciclo economico, visto che quella monetaria tende a perdere parte del proprio effetto e che il sistema super indebitato รจ esposto ad una balace sheet recession, stile Giappone negli anni โ€™90 (con un rialzo di 300 bp in 4 mesi, ci saremmo aspettati che lโ€™inflazione USA calasse molto di piรน di 2 punti circa). La politica fiscale accomodante comporta perรฒ uno squilibrio nei conti pubblici e giร  oggi il rapporto Debito / PIL degli USA รจ prossimo al 100% circa (era il 120% durante la seconda guerra mondiale).

Non stiamo ovviamente sostenendo che il sistema economico USA non sia sostenibile, ma evidentemente che lo stesso necessiterร  di tempo per ritrovare un sano equilibrio di sviluppo basato sulla crescita dei redditi e della produttivitร .

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