Dividendi mondiali in calo secondo Janus Henderson


I dividendi distribuiti dalle società a livello mondiale sono diminuiti nel terzo trimestre 2023 secondo Janus Henderson, società di gestione che investe nei mercati azionari globali per conto dei propri clienti in tutto il mondo, che ha alzato le sue previsioni per il futuro.


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Il Janus Henderson Global Dividend Index (JHGDI)

La società ha pubblicato questo mese il suo nuovo rapporto denominato Janus Henderson Global Dividend Index (JHGDI), studio sulle tendenze a lungo termine dei dividendi globali che misura i progressi delle società globali nella distribuzione agli investitori del reddito derivante dal capitale investito e utilizza il 2009 come anno base, con un valore pari a 100.

Questo studio analizza i dividendi distribuiti da 1.200 società componenti il Global Dividend Index, estrapolandone i dati e dividendoli per aree geografiche, industrie e settori.

Calano i dividendi globali

Il rapporto ha individuato un calo complessivo dei dividendi del terzo trimestre pari allo 0,9% su scala globale, scendendo a 421,9 miliardi di dollari, condizionati dalla situazione economica appesantita dai conflitti e dalle scelte delle banche centrali mondiali.

Nonostante il calo, questi numeri risultano comunque leggermente sopra le previsioni, così come la qualità, in quanto la distribuzione ha fatto meno affidamento sui dividendi straordinari e sugli effetti dei tassi di cambio che sembravano probabili tre mesi fa.

Importante l’impatto degli ampi tagli operati da un piccolo gruppo di società, i quali hanno inciso molto sul tasso di crescita.

In particolare, escludendo le riduzioni dei dividendi fatti dalla società petrolifera brasiliana Petrobras e dalla società mineraria australiana BHP, entrambe note per la variabilità dei dividendi, la crescita sottostante globale nel 3° trimestre è stata del 5,3%.

Questi tagli sono stati compensati dalle distribuzioni importati fatte dalle banche nella maggior parte delle regioni mondiali, oltre che dall’aumento dei pagamenti fatti in altri settori, in particolare quelli dei servizi di pubblica utilità e dei produttori di automobili.

JH segnala che nove società su dieci su scala globale hanno incrementato le distribuzioni o le hanno mantenute stabili, ma con ampie divergenze tra settori e Paesi.

Regioni e Paesi

Se il terzo trimestre rappresenta il picco stagionale per l’area Asia-Pacifico (Giappone escluso), da Janus Henderson notano che i dividendi distribuiti in questa regione sono diminuiti in maniera consistente, a causa dei tagli effettuati dai gruppi minerari australiani, dai produttori di plastica e acciaio a Taiwan e dalle società immobiliari di Hong Kong.

Negli Stati Uniti la crescita continua, anche se ha rallentato al 4,5%, mentre il 98% delle società ha incrementato i dividendi o li ha mantenuti invariati.

Nei mercati emergenti, dal report emerge che i dividendi delle società petrolifere hanno spinto la Cina verso un nuovo record, mentre le distribuzioni in Brasile sono scese del 70% circa.

Nel Regno Unito la crescita nei settori bancario, petrolifero e dei servizi di pubblica utilità ha compensato i tagli nel settore minerario.

Italia ed Europa

L’Europa continua a registrare una crescita molto robusta, prolungando così il risultato positivo del picco stagionale del 2° trimestre.

In Italia, soltanto due società dell’indice di Janus Henderson distribuiscono i dividendi nel terzo trimestre, ovvero Eni ed Enel, con una crescita sottostante del 4,2%.

L’incremento del dividendo per azione è stato più elevato per Eni, tuttavia il piano di riacquisto di azioni proprie della società petrolifera ha inciso sul totale distribuito che risulta inferiore all’aumento del dividendo per azione annunciato dalla società.

Le prospettive per il 4° trimestre sono positive, pertanto l’Italia potrebbe registrare anche quest’anno distribuzioni record.

Per quanto riguarda gli altri paesi, in Spagna la crescita sottostante dei dividendi è stato del 20,1% nel terzo trimestre, principalmente grazie alle utility.

Porsche è l’unica società tedesca dell’indice che ha pagato i dividendi nel 3° trimestre in Germania, la prima distribuzione da società quotata.

Fuori dall’Unione europea, il Regno Unito ha visto una “contenuta” crescita dei dividendi, saliti dell’1,5% ma frenati dai profondi tagli nel settore minerario, ad eccezione di Glencore.

Industrie e settori

Passando ai settori, le banche mondiali sono state le grandi protagoniste, beneficiando dell’aumento del margine di interesse netto collegato ai consistenti rialzi dei tassi di interesse operati dai vari istituti centrali.

I dividendi sottostanti bancari sono saliti del 9,3% e sono stati distribuiti agli azionisti 5,8 miliardi di dollari in più.

La maggior crescita settoriale nel trimestre è stata ottenuta dalle società di servizi di pubblica utilità, che “raramente si posizionano in vetta alla classifica”, spiegano da JH, ma questa volta sono state sostenute dall’aumento “consistente” di Cez in Repubblica Ceca, gruppo al 70% di proprietà statale.

Tra gli altri settori, una crescita “robusta” è stata riportata dai produttori di veicoli e dalle società del settore bevande e tempo libero che hanno recuperato dopo la pandemia.

In calo i dividendi del settore petrolifero sulla scia del profondo taglio di Petrobas e dei produttori di petrolio di Taiwan, anche se si tratta di un risultato in controtendenza, in quanto quasi il 90% dei 51 produttori presenti nell’indice ha aumentato le distribuzioni rispetto all’anno precedente.

Particolarmente indebolite le società chimiche e immobiliari, sulle quali hanno pesato le condizioni economiche in Asia.

Previsioni

Alla luce di questa analisi, gli esperti di Janus Henderson hanno rivisto leggermente le stime per quest’anno sulla scorta della riduzione dei dividendi straordinari e del rafforzamento del dollaro.

Nel dettaglio, le previsioni di dividendo per il 2023 sono state ridotte da 1.640 miliardi a 1.630 miliardi di dollari, corrispondente ad un aumento del 4,4% su base annua.

Questa riduzione delle previsioni “non è preoccupante”, spiegano da JH, in quanto “la qualità sottostante della crescita dei dividendi quest’anno è stata migliore del previsto. Inoltre, diversi Paesi tra cui Stati Uniti, Francia, Canada, Svizzera e Cina dovrebbero registrare distribuzioni record. Abbiamo pertanto rivisto al rialzo le stime di crescita sottostante dal 5,0% al 5,3%”.

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