Eli Lilly, shopping da miliardi per costruire il dopo Zepbound

Lโacquisizione di Merida per 2,9 miliardi รจ lโultima di una serie di operazioni tra immunologia, oncologia e neurologia. Il colosso farmaceutico investe i profitti del boom dei farmaci dimagranti per trovare nuovi motori di crescita. Gli analisti vedono ancora un upside del 13%
Indice dei contenuti
- 1. La nuova mossa: 2,9 miliardi per Merida Biosciences
- 2. La reazione fredda della Borsa
- 3. Una strategia di diversificazione a tutto campo
- 4. Un settore in piena fase di consolidamento
- 5. Il giudizio degli analisti su MER511
- 6. I numeri: crescita solida, valutazione giร alta
- 7. Il verdetto di Wall Street
La nuova mossa: 2,9 miliardi per Merida Biosciences
Lunedรฌ 31 agosto Eli Lilly ha annunciato l'acquisto della biotech privata Merida Biosciences per circa 2,9 miliardi di dollari in contanti, un'operazione che punta dritta al settore delle malattie autoimmuni. Nel mirino c'รจ soprattutto MER511, l'asset di punta di Merida, un farmaco biologico ancora in fase clinica iniziale pensato per colpire specifici anticorpi dannosi coinvolti nel morbo di Graves e nell'oftalmopatia tiroidea, quest'ultima una complicanza che colpisce tra il 25% e il 40% dei pazienti con la prima patologia. L'accordo prevede un pagamento anticipato piรน milestone legate ai risultati clinici e regolatori, e dovrebbe chiudersi entro fine anno.
La reazione fredda della Borsa
Il mercato, va detto, non si รจ entusiasmato: il titolo ha perso l'1,7% nella seduta di annuncio, portando il bilancio delle ultime cinque sedute a -1,4%. Ma la reazione fredda si spiega facilmente: per un gruppo che oggi capitalizza 1.034 miliardi di dollari, un investimento da 2,9 miliardi รจ poco piรน di uno spicciolo strategico, non certo un evento capace di muovere gli equilibri di bilancio.
Una strategia di diversificazione a tutto campo
Del resto la mossa su Merida non nasce isolata. Si inserisce in una strategia di diversificazione che Lilly persegue da mesi con crescente intensitร , nel tentativo di costruire pilastri di crescita alternativi al suo motore principale, quello dei farmaci GLP-1. Tirzepatide, venduto come Zepbound contro l'obesitร e come Mounjaro contro il diabete, resta infatti la voce che pesa di piรน sui ricavi recenti, e sebbene Lilly non abbia scadenze di brevetto imminenti, la dipendenza da un'unica famiglia di molecole spinge il management a cercare altrove.
Il fronte immunologico, in particolare, si sta popolando rapidamente: a febbraio era arrivata Orna Therapeutics, specializzata in terapie per le malattie autoimmuni mediate dalle cellule B, per 2,4 miliardi di dollari. In parallelo, l'oncologia resta un cantiere aperto: le acquisizioni di Kelonia Therapeutics e Ajax Therapeutics, entrambe chiuse nel secondo trimestre, hanno rafforzato il portafoglio Lilly nei tumori del sangue. E a fine giugno รจ arrivata l'operazione piรน corposa dell'anno, i 7,8 miliardi di dollari spesi per rilevare Centessa Pharmaceuticals, che ha portato in dote un portafoglio di trattamenti per disturbi neurologici e del sonno, tra cui la narcolessia.
Un settore in piena fase di consolidamento
Il quadro che emerge รจ quello di una macchina di M&A instancabile, alimentata dalla liquiditร generata dal boom dei farmaci dimagranti e messa al servizio di un obiettivo preciso: ridurre la concentrazione del business su una sola area terapeutica prima che la concorrenza, generica o innovativa, possa eroderne i margini. Non รจ un fenomeno isolato al singolo gruppo: secondo dati PitchBook, nel settore biofarmaceutico sono state realizzate 201 operazioni per un controvalore complessivo di 106 miliardi di dollari nella prima parte dell'anno, un ritmo di consolidamento decisamente sostenuto.
Il giudizio degli analisti su MER511
Sul fronte degli analisti, il giudizio resta costruttivo nonostante la debolezza di Borsa: Leerink Partners ha confermato il rating Outperform, valorizzando i primi dati clinici di MER511, che avrebbero mostrato una forte riduzione degli anticorpi bersaglio unita a un profilo di sicurezza iniziale favorevole. Se approvato, il farmaco potrebbe rappresentare una novitร in un'area terapeutica dove, pur esistendo cure sia per il morbo di Graves sia per l'oftalmopatia tiroidea, nessuna oggi agisce direttamente sulle cause anticorpali sottostanti.
I numeri: crescita solida, valutazione giร alta
Negli ultimi 12 mesi il titolo Lilly ha guadagnato il 57%, anche se da inizio anno il progresso si รจ ridotto a un piรน modesto 7,9%, segno che buona parte del rally รจ giร stata scontata dal mercato. Le stime del consensus per il 2026 indicano ricavi a 88,1 miliardi di dollari, in crescita del 35,3% rispetto ai 65,1 miliardi del 2025, e un utile a 31,5 miliardi, in aumento del 52,9% sui 20,6 miliardi dell'anno precedente. Per il 2027 gli analisti si spingono oltre, con ricavi attesi a 102 miliardi (+15,8% sul 2026) e un utile di 39,7 miliardi (+26% sul 2026).
Il verdetto di Wall Street
Su queste basi, il titolo tratta oggi a 26 volte gli utili stimati per il 2027, una valutazione tutt'altro che a sconto ma che il mercato sembra disposto a pagare per la traiettoria di crescita. Non a caso, su 30 analisti censiti, 24 mantengono un giudizio Buy, con un target price medio di 1.315 dollari che implica un potenziale upside del 13% rispetto alla quotazione attuale di 1.160 dollari. La scommessa, insomma, resta quella di sempre: che Lilly riesca a trasformare la cassa generata dai GLP-1 in una piattaforma multi-terapeutica capace di reggere anche quando l'onda del dimagrimento perderร slanci.
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