Elon Musk e quella “sensazione negativa” sull’economia: licenziamenti in arrivo per Tesla


Il Ceo di Tesla scrive ai dipendenti dalla società avvisando di essere pronto al taglio del 10% del personale e il titolo della casa automobilistica cede oltre il 3% nel pre-market USA di oggi.


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Taglio al personale di Tesla?

Può bastare una semplice “sensazione negativa” sull’economia, seppur “super”, a decidere un importante licenziamento del personale di un’azienda? Evidentemente sì. Almeno per il vulcanico Elon Musk.

Forse dopo una notte insonne, Musk scriveva un’e-mail ai suoi dipendenti, avvisando già dal suo titolo sull’aria che tira in Tesla: “sospendere tutte assunzioni in tutto il mondo”.

Alla lettura del testo del messaggio, visionato dall’agenzia Reuters che ha diffuso la notizia, Musk avvisava sulla decisione di tagliare il 10% personale della casa automobilistica, proprio a causa della sua “sensazione super negativa” sull’economia e conseguentemente sul futuro della sua ‘creatura’, spaventando così i suoi circa 100 mila dipendenti (dati di fine 2021).

A quel punto, lo spavento arrivava anche a Wall Street, dove le azioni Tesla cedono oltre il 3% nel pre-market odierno, lasciando presagire una seduta difficile dopo la chiusura positiva di ieri (+4,68% a 775 dollari).

L’incertezza sull’accordo su Twitter

Le ‘mosse fantasiose’ di Musk sono ormai una costante sul destino di Tesla, sul quale non sta aiutando nemmeno il coinvolgimento dell’imprenditore sull’affare Twitter.

Le azioni della casa automobilistica (oltre a quelle dell’uccellino) hanno visto una forte pressione al ribasso proprio a causa della sospensione delle trattative per acquistare il social network fino a quando Musk non otterrà maggiori informazioni sui falsi account.

L’accordo che il board di Twitter ribadisce di voler rispettare prevede il pagamento di 54,20 dollari per azione, spargendo incertezza sugli investitori di Tesla, preoccupati su eventuali vendite delle proprietà della casa automobilistica per finanziare l’affare. Inoltre, l’accordo prevede una pena da un miliardo di dollari nel caso in cui Musk decidesse di ritirarsi.

Gli analisti di Bernstein scrivevano in una nota di essere preoccupati di un ulteriore calo del titolo Tesla causato proprio dall’acquisto di Twitter.

“Forse il maggiore, ma meno probabile, rischio finanziario è che Musk completi l’accordo e il prezzo del titolo Tesla scenda considerevolmente, innescando una margin call”, spiegavano.

Produzione record

Sensazione negativa o no, l'anno scorso il produttore di veicoli elettrici ha prodotto 930.422 auto e ne ha consegnate 936.222, un record che dura da oltre 12 mesi arrivato nonostante la carenza di chip a livello mondiale e le difficoltà della catena di approvvigionamento legate al Covid.

Le ‘nubi’, però arrivano dalla Cina, il secondo mercato più importante per Tesla dopo gli Stati Uniti, dove lo stabilimento di Shanghai, che produce circa 2.100 veicoli al giorno, è rimasto chiuso per tre settimane ad aprile.

In una recente nota, l’analista di Morgan Stanley Adam Jonas avverte che i problemi delle forniture in Cina potrebbero comportare una “sostanziale” delusione sulle consegne nel secondo trimestre.

Inoltre, secondo i dati di Bloomberg, la stima media degli analisti per le consegne di Tesla del secondo trimestre è di circa 303.000 unità, giù del 12% dalla fine di marzo.

Pur confermando il prezzo di Tesla come overweight, Piper Sandler in una nota scrive che il titolo è “una pietra angolare in qualunque portafoglio di ‘mobilità avanzata’” e decide di tagliare “le stime e il price target per rispecchiare la debolezza dovuta al Covid in Cina, nonché la maggiore stima sul WACC (costo medio ponderato del capitale) nel nostro modello DCF”.

Goldman Sachs negativa su Tesla

Dagli Stati Uniti Goldman Sachs decide di abbassare il prezzo obiettivo su Tesla a 1.000 dollari (1.200 precedente), proprio a causa delle incertezze sulle consegne.

Secondo gli analisti della banca statunitense, Tesla dovrebbe consegnare nel 2022 1,40 milioni di unità, cifra minore rispetto a 1,425 milioni del consenso, riflettendo così la chiusura della fabbrica di Shanghai ad aprile e la minore operatività nel mese di maggio.

Inoltre, il minor volume atteso spinge GS a ridurre a 12 dollari la loro previsione sull’utile per azione, mentre non cambiano le previsioni sul 2023/2024 della società.

“Crediamo che l'interesse sempre più alto per i veicoli elettrici, dovuto anche ai prezzi della benzina più alti, aiuteranno Tesla ad avere una forte crescita”, argomentano da Goldman Sachs”.

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Codice: TSLA.US
Isin: US88160R1014
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