Enel, Starace: “vendita quota russa a rischio veto del governo russo”.


Ieri la società aveva annunciato la cessione della quota detenuta in Pjsc Enel Russia, pari al 56,3% per un corrispettivo pari a 137 milioni di euro.


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I rischi in Russia

L’operazione di vendita della quota detenuta da Enel in Pjsc Enel Russia annunciata ieri potrebbe non ricevere l’approvazione da parte della Russia.

Il rischio è stato evidenziato dall’ad della società italiana, Francesco Starace, secondo il quale “potrebbe accadere” che Lukoil e il fondo privato Gazprombank Frezia non ricevano il via libera dalla Commissione governativa russa per il monitoraggio degli investimenti Esteri.

Però, aggiungeva il manager nel corso di un’intervista al Sole 24 Ore, “va ricordato che questi compratori hanno già avuto un via libera quando hanno rilevato le catene di distribuzione che la Shell ha venduto alla Russia".

La necessità di cedere la quota di Enel in Pjsc con urgenza è dovuta “al fatto che, una volta che abbiamo separato la società dal punto di vista gestionale, la questione è cosa farne”, sottolineava Starace.

Se “dal punto di vista del governo russo, penso che sia rilevante avere un’azionista che gestisca quelle centrali visto che forniscono energia elettrica e riscaldamento”, spiegava, “credo sia interesse del governo russo avere un azionista che gestisca impianti che forniscono energia elettrica e teleriscaldamento alle città”.

Da Enel ricordano di aver già adottato o promosso alcune misure che hanno comportato la cessazione della direzione e coordinamento nei confronti di Enel Russia.

La cessione di Pjsc

Ieri Enel comunicava di aver portato a termine la cessione dell’intera partecipazione detenuta da Enel nel capitale di Pjsc Enel Russia, a seguito di due accordi distinti con Pjsc Lukoil e con il fondo privato Gazprombank-Frezia.

In particolare, la società italiana deteneva il 56,3% di Pjsc e la vendita della quota è stata realizzata per un corrispettivo totale di circa 137 milioni di euro al closing.

Da Enel prevedono che l’operazione genererà un effetto positivo sull’indebitamento finanziario netto consolidato del gruppo Enel per circa 550 milioni di euro, a cui si aggiungerà un impatto negativo sull’utile netto di gruppo reported pari a 1,3 miliardi di euro, prevalentemente dovuto al rilascio della riserva di conversione cambi, pari a circa 1,1 miliardi di euro al 31 maggio 2022.

Si tratta di un effetto contabile, spiegano dalla società, che “non avrà alcun impatto sui risultati economici ordinari”.

A operazione completata, Enel avrà ceduto tutti i suoi asset di generazione elettrica in Russia, comprensivi di circa 5,6 GW di capacità convenzionale e circa 300 MW di capacità eolica in diverse fasi di sviluppo, garantendo continuità ai propri dipendenti e clienti.

La vendita rientra nella strategia di Enel di concentrare le sue attività principalmente “nei Paesi in cui una posizione integrata lungo la catena del valore può guidare la crescita e migliorare la creazione di valore facendo leva sulle opportunità offerte dalla transizione energetica”, spiega la società nel comunicato diffuso ieri sera.

Notizia positiva

L’operazione termina la “cessione degli asset di generazione elettrica in Russia, iniziata da Enel nel 2019 con la prima cessione degli asset alimentati a carbone”, ricordano da WebSim.

La notizia resta “marginalmente positiva” per il titolo secondo la sim, in quanto “segna l’uscita di Enel dal mercato russo con un impatto positivo sull’indebitamento netto di gruppo”.

Pertanto, da WebSim mantengono la raccomandazione ‘interessante’ su Enel, con target price a 8,20 euro, mentre oggi viene scambiata a 5,45 euro (+1%) dopo circa un’ora di contrattazioni.

Avviato buyback

Nel frattempo, il cda di Enel ha approvato l’avvio del programma di acquisto di azioni proprie, così come deciso dall’Assemblea degli azionisti in data 19 maggio 2022, per un numero di azioni pari a 2,7 milioni ed equivalenti a circa lo 0,027% del capitale sociale.

Il programma continuerà non oltre il 19 settembre 2022 ed è a servizio del piano di incentivazione di lungo termine per l’anno in corso destinato al management di Enel e/o società da questa controllate (Piano LTI 2022), anche questo approvato dall’assemblea di maggio.

Considerando il prezzo delle azioni di 5,56 euro alla data del 15 maggio 2022, il potenziale esborso connesso all’esecuzione del Programma è stimato a circa 15 milioni di euro.

Ad oggi Enel detiene 4.889.152 azioni proprie in portafoglio, pari allo 0,048% circa delcapitale sociale, mentre le società controllate non detengono azioni Enel.


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