Eni riceverà oggi solo il 50% di gas previsto dalla Russia

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Continua la riduzione senza giustificazioni delle forniture di gas da parte della Russia, aumentando così le preoccupazioni sulle conseguenze del conflitto militare in Ucraina.


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La metà di gas russo

La guerra ‘energetica’ tra Russia e paesi contrari all’invasione dell’Ucraina sembra proseguire in un’escalation preoccupante, con le materie prime vero strumento principale di conflitto mentre le armi continuano a ‘parlare’ solo nel paese martoriato dalla guerra.

Oggi Eni ha annunciato di aver ricevuto una comunicazione da Gazprom nella quale si avvisa il dimezzamento del gas fornito dalla Russia rispetto alla richiesta giornaliera di circa 63 milioni di metri cubi.

La nota di aggiornamento sull’approvvigionamento di gas dal paese di Putin pubblicata da Eni conferma la soddisfazione solo parziale della richiesta di gas, “con quantità effettive consegnate pressoché invariate rispetto a ieri”.

Si tratta del terzo giorno consecutivo in cui è stata ridotta la fornitura di gas dalla Russia, aumentando così le preoccupazioni da parte del governo, con il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani che avvisava di essere pronto a mettere in campo contromisure già dalla prossima settimana nel caso in cui questa riduzione dovesse perdurare.

Nel frattempo, il presidente del Consiglio, Mario Draghi, attaccava la Russia accusandola di mentire quando legava la riduzione delle forniture a problemi di manutenzione.

“Sia la Germania che noi, e altri, crediamo che queste siano bugie. In realtà c'è un uso politico del gas, così come stanno usando il grano per fini politici”, ha detto Draghi.

L’impatto su Eni

Già nei giorni scorsi Eni aveva comunicato di aver ricevuto una riduzione delle forniture di gas da Gazprom pari al 15%, come già accaduto ad altri importatori sulla linea del Nordstream 1.

Secondo gli analisti di Equita Sim, la notizia non dovrebbe avere al momento impatti significativi sul titolo Eni, sul quale mantengono la view positiva con la raccomandazione ‘buy’ e un target price a 18,5 euro, rappresentando un potenziale upside di oltre il 40% rispetto alle quotazioni attuali (12,60).

Dalla sim ricordano che Eni importava nel 2021 circa 30 miliardi di metri cubi di gas russo, stimati da Equita a circa 20-22 su base contrattuale, su un totale approvvigionamenti di 70 miliardi di metri cubi.

Se un calo nei volumi giornalieri di quell’entità viene considerata una condizione normale, visto che a fine aprile il calo era decisamente superiore, gli annunci di Gazprom arrivati senza una motivazione attendibile possono creare dubbi sulla stabilità effettiva delle forniture.

Gli utili operativi della divisione Global Gas & Lng Portfolio costituiscono circa l'8% del totale di gruppo e la guidance per il 2022 è pari a 1,2 miliardi di Ebit, mentre i volumi russi sono circa il 40% dell’import via tubo a cui si aggiungono i volumi Lng.

Pertanto, Equita ritiene che Eni possa agevolmente far fronte ad un calo dei volumi russi del 15% e soddisfare i contratti in essere che gli esperti ritengono siano per volumi decisamente inferiori rispetto ai livelli di import.

“Il prezzo del gas all'hub TTF è tornato abbondantemente al di sopra dei 100 euro per MWh e pensiamo che l'effetto prezzi del gas abbia impatti significativamente più positivi sugli utili in quanto legati al business E&P”, concludono dalla sim milanese.


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