Eni rivede i suoi piani dopo il crollo del prezzi del petrolio

Il forte calo dei prezzi del petrolio spinge Eni ad annullare il buyback da 400 milioni di euro e a rivedere la sua attivitร per il biennio 2020-2021
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Eni annulla il buyback
L'impatto del crollo dei prezzi del petrolio si sta facendo sentire sull'attivitร di Eni, portando la societร controllata dal Tesoro a rivedere i suoi piani per il futuro.
Il consiglio di amministrazione di Eni si riuniva in via straordinaria nella giornata di ieri, quando il greggio scendeva vertiginosamente fino a 20 dollari al barile, decidendo la sospensione del buybackda 400 milioni di euro deciso nel corso della scorsa assemblea dei soci.
La sospensione, annuncia Eni in un comunicato ufficiale, resterร in vigore fino a quando il Brent non tornerร a essere almeno uguale a 60 dollari, rispetto agli attuali 26 dollari al barile.
A Piazza Affari, il titolo Eni guadagnava oltre l'1% nel corso della mattinata di oggi, ma restava ancora lontano dal recuperare il crollo complessivo del solo mese di marzo, quando le azioni hanno ceduto oltre il 30% a causa del coronavirus.
La revisione dell'attivitร per il 2020-21
Nella nota diffusa dalla societร si comunica anche l'aggiornamento delle previsioni rispetto ai prezzi del Brent, previsto tra i 40-45 dollari nel 2020 e a 50-55 dollari nel 2021, portando Eni a โrevisioni in corso dell'attivitร programmata per il 2020-21 a fronte dell'evoluzione del contesto di mercatoโ.
Pertanto, ci sarร una revisione al ribasso degli investimenti e di tutte le operazioni che risulteranno non profittevoli a causa del nuovo livello dei prezzi del petrolio e l'entitร di questa revisione verrร comunicata โin occasione dell'annuncio dei risultati del primo trimestreโ.
โLa revisione considererร una significativa riduzione dei Capex e delle spese previste, portandole a livelli congrui con il nuovo scenarioโ, dichiara l'ad Claudio Descalzi nella nota.
โIn questo momento le prioritร sono la tutela della salute delle nostre persone, delle comunitร in cui operiamo e la difesa della soliditร del nostro bilancio e del dividendoโ, conclude Descalzi.
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