Eni, utile in aumento nel 2025 grazie alla forza dell’upstream

Il gruppo ha superato le previsioni degli analisti nel quarto trimestre 2025 e per il 2026 di attende ancora una crescita importante della produzione di idrocarburi.
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I risultati del quarto trimestre di Eni
Un quarto trimestre che supera le previsioni degli analisti per Eni, arrivato alla fine di un 2025 caratterizzatosi per un aumento dell’utile ottenuto grazie alla solida performance della divisione Exploration & Production e ai risultati positivi della raffinazione.
In particolare, il gruppo energetico ha aumentato del 35% gli utili nell'ultimo periodo del 2025, trainato dalla solida performance della sua divisione esplorazione e produzione.
L'utile netto adjusted è salito a 1,2 miliardi tra ottobre e dicembre, in aumento rispetto agli 885 milioni dello stesso periodo dell'anno scorso, superando il consenso degli analisti di 960 milioni di euro elaborato dalla società.
La produzione di idrocarburi è salita a 1,839 milioni di barili di petrolio equivalente (boe) al giorno, con un aumento del 7% su base annua nel quarto trimestre e superiore alle aspettative degli analisti.
Il flusso di cassa sottostante è stato pari a 3 miliardi, rispetto ai 2,9 miliardi dell'anno precedente, e superiore alle previsioni di consenso di 2,8 miliardi.
Questi risultati, segnala Eni nel comunicato, "dimostrano la resilienza del modello di business, sostenuto dalla crescita profittevole della produzione oil&gas, dalla diversificazione del portafoglio e dalla rigorosa disciplina nei costi e negli investimenti".
I risultati del trimestre sono “migliori delle attese”, sottolineano gli analisti di Equita, confermando la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo di 18 euro sulle azioni Eni rispetto ai 19,18 di questa mattina (+1,50%). In particolare, il risultato netto adjusted "è il 33% meglio delle nostre attese", spiegano dalla sim, aspettandosi un incremento delle stime del consenso.
I dati del 2025
Nel 2025, Eni ha registrato un utile operativo proforma adjusted di 12,2 miliardi di euro, in calo del 15% rispetto ai 14,3 miliardi del 2024, e un utile netto adjusted di 4,99 miliardi, in diminuzione del 5% rispetto ai 5,26 miliardi dell’anno precedente, principalmente per effetto del ribasso dei prezzi delle commodity e del rafforzamento dell’euro.
Il flusso di cassa operativo ante capitale circolante si è attestato a 12,5 miliardi (-8%), mentre il flusso di cassa netto da attività operativa è salito a 13,3 miliardi (+2%).
In miglioramento la struttura finanziaria, con l’indebitamento netto sceso a 9,4 miliardi (-23%) e il gearing ridotto al 14% rispetto al 18% del 2024, a conferma di una solida disciplina finanziaria in un contesto di mercato meno favorevole rispetto all’anno precedente.
La produzione di idrocarburi è cresciuta a 1,728 milioni di barili equivalenti al giorno (+1%), mentre la capacità installata da fonti rinnovabili è aumentata a 5,8 GW (+41%).
Risultati “solidi” secondo il management
"Nel 2025 abbiamo ottenuto risultati strutturalmente solidi in termini industriali ed economico-finanziari, grazie all'esecuzione della nostra strategia, costruita nell'arco degli ultimi anni”, sottolinea Claudio Descalzi, amministratore delegato del gruppo.
In particolare, prosegue il manager, “Abbiamo realizzato progetti rilevanti nel rispetto dei tempi e dei costi previsti, riducendo il nostro livello di indebitamento e aumentando la distribuzione per gli azionisti. I risultati di Exploration & Production sono stati eccellenti, trainati dalla crescita della produzione e dal contenimento dei costi".
"La produzione annua ha superato la guidance, registrando una crescita underlying del 4%, sostenuta dall'avvio di sei progetti rilevanti. Inoltre, abbiamo rafforzato il profilo di produzione di medio termine grazie a quattro importanti decisioni finali di investimento. Stiamo finalizzando la nostra business combination con Petronas focalizzata sul mercato GNL in Indonesia e Malesia", concludeva Descalzi.
La distribuzione del dividendo
Il cda dell'Eni ha deliberato di distribuire agli azionisti la terza delle quattro tranche dell'erogazione in luogo del dividendo 2025, a valere sulle riserve disponibili, di 0,26 euro (su una erogazione complessiva annuale, in luogo del dividendo, pari a 1,05 euro) per ciascuna azione in circolazione alla data di stacco cedola del 23 marzo 2026, con messa in pagamento il 25 marzo 2026.
“Per i possessori di ADRs registrati entro il 24 marzo 2026, quotati alla Borsa di New York e rappresentativi ciascuno di due azioni Eni, la terza tranche dell'erogazione sarà di 0,52 euro per ADR, pagabile l'8 aprile 2026", si legge nel comunicato.
Previsioni 2026 e buyback
Se durante il prossimo Capital Markets Update in programma il 19 marzo 2026 verranno illustrate le prospettive di business e i principali target industriali e finanziari per l’anno in corso di Eni, il cda ha diffuso alcune previsioni per i prossimi mesi.
Nell’anno in corso, la crescita della produzione di idrocarburi è vista coerente con gli obiettivi del piano 2025-2028: investimenti lordi attesi a 7 miliardi e investimenti netti a circa 5 miliardi, gearing previsto tra il 10% e il 15% (assumendo un prezzo del Brent di 62 dollari al barile).
“Le indicazioni per il 2026 mostrano investimenti inferiori a quanto ci aspettassimo, riflettendo la chiusura della joint venture indonesiana entro metà anno, mentre la crescita della produzione dovrebbe proseguire, sostenuta anche dai nuovi volumi derivanti da questo accordo”, scrive l’analista di RBC Biraj Borkhataria.
Intanto, il gruppo ha comunicato la conclusione del programma 2025 di acquisto di azioni proprie da 1,8 miliardi: la società ha acquisito 118.782.928 azioni, pari al 3,77% del capitale sociale, per un valore complessivo di 1.799.999.988,06 euro; tali azioni saranno annullate secondo le modalità stabilite dall'Assemblea. Considerando sia le azioni già detenute sia quelle acquistate dal 20 maggio 2025, data di avvio del programma, insieme alle assegnazioni previste dai piani di incentivazione e azionariato ai dipendenti, Eni possiede complessivamente 205.610.942 azioni proprie, equivalenti al 6,53% del capitale sociale.
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