L’era dei magnifici 7 è chiaramente cambiata

13/02/2026 07:15
L’era dei magnifici 7 è chiaramente cambiata

Per anni, i titoli dei "Magnifici 7" hanno dominato l'attenzione degli investitori e, collettivamente, hanno di fatto trainato i rendimenti degli indici. Quell'era è chiaramente cambiata.

A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM

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Seconda lettura del PIL QoQ dell’Europa del 4Q25 (stima +0,1% contro +0,2% del 3Q25), che dovrebbe portare il tendenziale annuo al +1,3% (dal +1,4% del 3Q25). Inflazione headline degli Stati Uniti di gennaio attesa al +2,5% (dal +2,7% di dicembre).

Richiesta di sussidi settimanali alla disoccupazione USA leggermente superiori alle attese (227k contro 222k attesi), ma in calo rispetto ai 232k della scorsa settimana. Come noto, il dato settimanale è altamente volatile e poco indicativo dello stato di salute complessivo del mercato del lavoro. Molto più indicativo sono invece i dati di ieri relativi (tasso di disoccupazione e occupati) che sono stati positivi.

Per anni, i titoli dei "Magnifici 7" hanno dominato l'attenzione degli investitori e, collettivamente, hanno di fatto trainato i rendimenti degli indici. Quell'era è chiaramente cambiata. Solo due di questi giganti a mega-capitalizzazione hanno sovraperformato l'S&P 500 nel 2025 e parte di questa disomogeneità è persistita in questo primo scorcio del 2026, con cinque di essi che da inizio anno sottoperformano l'indice.

La crescente divergenza all'interno dei Magnifici 7 riflette l'evoluzione del comparto legato all'intelligenza artificiale (IA). I giorni in cui i titoli tecnologici beneficiavano indistintamente dell'entusiasmo generale per l'IA sono svaniti, poiché gli investitori sono diventati sempre più selettivi, specialmente a fronte di un posizionamento affollato e, forse, della stanchezza per le valutazioni a premio.

I recenti ribassi in aree chiave della tecnologia hanno reso questo cambiamento ancora più evidente. I titoli software sono calati dopo l'annuncio di un nuovo strumento di IA che ha acuito i timori di una potenziale "disruption" dei loro modelli di business consolidati. Il sotto-indice S&P 500 Software and Services è sceso di oltre il 17% in sette sessioni, il calo più netto in sette giorni dal 2020, e ora si trova quasi il 26% sotto il suo massimo di ottobre. La pressione è aumentata anche tra i titoli dei semiconduttori, poiché i risultati sugli utili, più contenuti, non hanno raggiunto l'asticella sempre più alta fissata dagli investitori – visti i multipli raggiunti - per le società legate all'IA.

In particolare, questa turbolenza del mercato non ha interrotto il trend rialzista dell'indice generale, poiché il sell-off tecnologico è stato ampiamente compensato da una sostanziale rotazione verso altre aree del mercato. Qualsiasi danno tecnico all'S&P 500 è stato limitato, con l'indice di nuovo al di sopra della sua media mobile a 50 giorni e a meno dell'1% dal suo recente massimo storico.

Nel frattempo, la controparte dell'indice a pari peso (equal weight) è salita la scorsa settimana, raggiungendo persino un nuovo record. Tale forza riflette una rotazione che ha favorito ampiamente i settori ciclici e "value", aree che erano state trascurate per diversi anni. Un cambiamento supportato dal miglioramento delle condizioni macroeconomiche e da una crescita degli utili superiori alle attese.

È importante sottolineare che questa rotazione non è una novità. Riflette piuttosto il crescente slancio dietro una tendenza più ampia di rafforzamento dell'ampiezza del mercato (market breadth) iniziata alla fine dello scorso anno. Gli indicatori interni del mercato tra i vari settori sono migliorati in modo più sincronizzato negli ultimi mesi, con una forza che si è diffusa ben oltre gli ex leader a mega-capitalizzazione.

Una quota crescente di titoli all'interno di ogni settore principale ha riconquistato i trend rialzisti di lungo periodo. La percentuale di componenti che scambiano al di sopra della media mobile a 200 giorni per ogni settore è ora significativamente più alta rispetto al minimo di mercato del 2025 causato dal cosiddetto "tariff tantrum" (turbolenza legata ai dazi) che i mercati hanno vissuto l'8 aprile. Questa partecipazione in espansione suggerisce che il mercato rialzista ha sviluppato fondamenta più solide e durature, rafforzando l'outlook complessivamente positivo.

Ciononostante, è probabile che gli episodi di volatilità legati all'IA continuino. Con lo sviluppo dell'IA ancora solo nelle fasi iniziali o intermedie di un ciclo di investimento pluriennale, è probabile che la leadership passi di mano ripetutamente. L'ultimo episodio di volatilità, unito alla crescente divergenza tra i leader dell'IA, sottolinea il potenziale per una maggiore dispersione dei rendimenti e per ulteriori rotazioni future. Per gli investitori, ciò aumenta l'importanza di identificare i vincitori nel medio e lungo termine. Ribadiamo con forza che a questo punto del ciclo, la diversificazione settoriale e geografica rimane strategica.

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