ETF tematici, anche il 2026 si apre nel segno della difesa

Il 2026 degli ETF tematici si apre nel segno della difesa, che resta (nella sua versione europea e in quella globale) il tema preferito degli investitori. Forti afflussi anche su uranio, spazio e robotica. Male tech cinese, acqua e sicurezza informatica. Nel complesso, la raccolta netta è stata positiva per circa 2 miliardi e mezzo di dollari.
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Difesa Europea e Globale ai primi posti a gennaio
A gennaio 2026 i flussi netti sugli ETF tematici hanno toccato +2,53 miliardi di dollari. Entrando nel nuovo anno, spiega Rahul Bhushan, Global Head of Investment Products di ARK Invest Europe, l’attenzione degli investitori continua a concentrarsi sui megatrend a più alta convinzione, con Difesa, Spazio, Robotica e Uranio tra i temi più ricercati.
La Difesa Europea si conferma il tema con la raccolta più elevata, pari a +1,03 miliardi di dollari. L’aumento riflette una crescente convinzione degli investitori nell’accelerazione del rafforzamento militare europeo, sostenuta anche dal discorso di Ursula von der Leyen a Davos, che ha esplicitamente indicato spesa per la difesa, capacità industriale e autonomia strategica come pilastri centrali dell’agenda economica e di sicurezza dell’Europa.
Seguono gli ETF sulla Difesa Globale con +701 milioni di dollari di afflussi. Le allocazioni continue suggeriscono che gli investitori stiano sempre più considerando la difesa come un tema strutturale e di lungo periodo, influenzato da tensioni geopolitiche che si estendono dall’Europa orientale fino all’Artico e alla Groenlandia.
Si posizionano al terzo posto gli ETF sull’Uranio, con +421 milioni di dollari di flussi netti. Questo riflette il rafforzamento della tesi rialzista sull’energia nucleare, mentre i governi si confrontano con i vincoli della decarbonizzazione, della stabilità delle reti elettriche e della domanda energetica legata all’intelligenza artificiale, rendendo l’uranio un input critico per la prossima fase della sicurezza energetica.
Gli ETF sulla Robotica e sullo Spazio, infine, si collocano rispettivamente al quarto e quinto posto, con +231 milioni e +183 milioni di dollari. I flussi sono stati sostenuti da importanti pietre miliari a livello commerciale: dal lancio dei robotaxi di Tesla, che ha rafforzato l’attenzione sulle tecnologie autonome nel mondo reale, fino al rinnovato entusiasmo per le società spaziali alimentato dalle aspettative su una futura IPO di SpaceX, che sta sostenendo l’intero settore nel 2026; nel frattempo, Elon Musk torna a rilanciare l’ambizione di lungo periodo legata a una colonia umana su Marte.
I peggiori deflussi del mese
Sul fronte opposto, gli ETF Internet ed e-commerce in Cina registrano a gennaio i deflussi più consistenti (-298 milioni): dopo forti rialzi, i titoli internet cinesi hanno sottoperformato negli ultimi tre mesi, spingendo gli investitori a rivedere il posizionamento, mentre il momentum della crescita si è indebolito e il supporto politico non ha riaccelerato le aspettative sugli utili.
Gli ETF legati al tema Acqua hanno registrato il secondo peggior dato, con -127 milioni di dollari. Il tema resta fortemente dominato da utilities regolamentate e infrastrutture difensive; in un contesto in cui la leadership azionaria nel nuovo anno è stata trainata da settori ciclici e legati alla crescita, le strategie sull’acqua sono al momento disallineate rispetto all’attuale propensione al rischio del mercato.
Per concludere, gli ETF Cybersecurity hanno registrato flussi negativi pari a -121 milioni di dollari. Sebbene la domanda per la sicurezza resti strutturalmente elevata, molte aziende operano ancora con modelli SaaS tradizionali e non è ancora chiaro quali piattaforme siano realmente “AI-first” e quali, invece, rischino di essere disintermediate da modelli di sicurezza nativi IA.
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