ETP: raccolta in calo a marzo frenata da azioni e commodity, boom dei flussi sui tassi

15/04/2026 11:00
ETP: raccolta in calo a marzo frenata da azioni e commodity, boom dei flussi sui tassi

A marzo la raccolta globale degli ETP rallenta a 164,7 miliardi di dollari, penalizzata dal calo degli acquisti azionari e dai deflussi sulle commodity, mentre il reddito fisso resta stabile. In un contesto segnato dallo shock energetico, crescono le allocazioni legate all’inflazione e si registrano afflussi record sugli strumenti esposti ai tassi, con dinamiche divergenti tra oro, argento e petrolio.

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Diminuisce la propensione al rischio

A marzo la raccolta globale degli ETP ha totalizzato 164,7 miliardi di dollari, in calo rispetto ai 253,8 miliardi di dollari di febbraio, principalmente a causa di minori acquisti sull’azionario (da 178,2 miliardi a 111,2 miliardi) e della vendita di commodity per la prima volta da maggio (-8,3 miliardi). I flussi del reddito fisso (56,0 miliardi) sono stati in linea con la media mensile dall’inizio del 2025 (56,2 miliardi), seppur inferiori ai 66,0 miliardi di febbraio. E' quello che emerge dal BlackRock ETP Landscape Report che illustra i trend dei flussi degli ETP a livello globale nel mese di marzo.

Di seguito le principali evidenze a livello globale:

  • Svolta inflazionistica: Con lo shock energetico sui mercati a seguito dell’escalation delle tensioni in Medio Oriente, sono aumentati i flussi verso esposizioni che si muovono in linea con l’inflazione in tutte le classi di attivo, in particolare nelle azioni.
  • I flussi di tassi registrano un'accelerazione: Afflussi record verso gli ETP sui tassi (38,4 miliardi di dollari), trainati dalle esposizioni quotate negli Stati Uniti (35,5 miliardi di dollari), in contrasto con una diminuzione dell’appetito per gli asset a spread.
  • Andamenti contrastanti per le materie prime: Le vendite di oro hanno raggiunto livelli record (-11,5 miliardi di dollari), trainate dai deflussi dagli ETP quotati negli Stati Uniti (-12,9 miliardi di dollari), mentre l'argento ha registrato deflussi record pari a 2,2 miliardi di dollari. Tuttavia, i flussi verso gli ETP su commodity con esposizioni allargate e sul petrolio greggio sono stati positivi.

Svolta inflazionistica

Le esposizioni che si muovono in linea con l’inflazione hanno registrato un aumento dei flussi in risposta allo shock energetico, in particolare nell’azionario. I flussi verso il settore energy hanno raggiunto i massimi storici (10,7 miliardi di dollari), ben al di sopra del precedente record di gennaio 2021 (7,5 miliardi), con acquisti distribuiti tra le diverse aree di quotazione. I flussi verso il segmento azionario oil&gas sono saliti a 6,1 miliardi di dollari, anch’essi un livello record, con afflussi in tutte le aree di quotazione. I flussi verso ETP su infrastrutture sono rimasti positivi (2,9 miliardi) – il quarto livello mensile più alto mai registrato, con domanda diffusa tra le diverse aree di quotazione, seppur inferiore ai livelli di gennaio e febbraio.

Nel reddito fisso, l’aumento dei flussi è stato meno marcato. I flussi verso obbligazioni indicizzate all’inflazione sono cresciuti a 2,6 miliardi di dollari, il livello più alto da marzo 2022, continuando la tendenza costante di acquisto iniziata a gennaio 2025 (14 mesi consecutivi di flussi in entrata negli ultimi 15). Questo incremento è stato guidato da un forte aumento degli investimenti in strumenti indicizzati all’inflazione quotati in EMEA, pari a 1,2 miliardi – il terzo livello più alto mai registrato, di cui 0,5 miliardi destinati all’Eurozona, 0,2 miliardi a mercati globali e un leggero calo mese su mese dei flussi verso strumenti quotati negli USA (0,4 miliardi). Ciò contrasta con i flussi verso ETP obbligazionari indicizzati all’inflazione quotati negli Stati Uniti, che – come ci si poteva aspettare, dato il maggiore interesse intrinseco verso strumenti domestici – sono confluiti interamente in esposizioni statunitensi.

I flussi di tassi registrano un'accelerazione

I flussi sui tassi hanno raggiunto i massimi storici a marzo (38,4 miliardi di dollari), superando il precedente record registrato a marzo 2023, grazie a un aumento degli acquisti di ETP quotati negli Stati Uniti (35,5 miliardi). I flussi verso ETP quotati in EMEA sono stati pari a 2,8 miliardi, seppur relativamente contenuti rispetto alla media mensile dall’inizio del 2020 (2,0 miliardi). Gli ETP quotati in APAC hanno registrato deflussi (-0,8 miliardi), per la quarta volta negli ultimi cinque mesi. Gli Stati Uniti sono stati l’area geografica più popolare per i flussi globali sui tassi (36,8 miliardi), mentre gli acquisti di titoli europei sono rimasti positivi, con una ridotta rotazione fuori dai gilts britannici (-0,3 miliardi).

Gli acquisti di asset a spread hanno rallentato: i flussi verso l’investment grade (IG) sono scesi da 14,6 miliardi a 0,3 miliardi, mentre il segmento high yield (HY) ha registrato i maggiori deflussi di sempre (-8,9 miliardi). Contrazione anche per i flussi verso il debito dei mercati emergenti (EMD) a 0,4 miliardi rispetto ai 3,5 miliardi di febbraio.

La ridotta propensione al rischio ha comportato anche un calo negli acquisti azionari che, pur confermandosi positivi, sono diminuiti per quasi tutte le esposizioni. I flussi verso gli Stati Uniti sono scesi da 62,7 miliardi a febbraio a 39,0 miliardi a marzo, accompagnati da cali su esposizioni globali, dei mercati emergenti ed europee. Il Giappone si distingue come eccezione, con flussi in progressione a 6,6 miliardi, trainati dagli acquisti di ETP quotati in APAC, compensando le vendite di ETP quotati in EMEA e USA. Si tratta di un cambiamento rispetto a febbraio, quando i flussi in entrata erano guidati dagli ETP quotati in EMEA e negli Stati Uniti.

Andamenti contrastanti per le materie prime

Marzo ha registrato un deflusso record per gli ETP sull'oro (-11,5 miliardi di dollari), trainato o quasi interamente dai deflussi dagli ETP quotati negli Stati Uniti (-12,9 miliardi di dollari). I flussi verso gli ETP sulle esposizioni allargate alle commodity (2,3 miliardi di dollari), sul petrolio greggio (2,3 miliardi di dollari) e su altre materie prime (0,8 miliardi di dollari) hanno registrato un aumento su base mensile, ma non sufficiente a compensare le vendite sull’oro, lasciando il saldo complessivo dei flussi sulle commodity in territorio negativo per la prima volta dallo scorso maggio.

Analizzando più in dettaglio i metalli preziosi, gli ETP sull'argento hanno registrato vendite per 2,2 miliardi di dollari: si tratta del mese con il maggiore deflusso mai registrato e del terzo mese consecutivo di vendite nette. Come evidenziato sopra, i deflussi dagli ETP sull'oro sono stati trainati dai prodotti quotati negli Stati Uniti, mentre i deflussi dai prodotti quotati nell'area EMEA si sono attenuati a -0,2 miliardi di dollari e i flussi dei prodotti quotati nell'area APAC sono rimasti positivi a 1,7 miliardi di dollari. Oltre ad aver osservato attentamente le allocazioni sull’oro negli ultimi 18 mesi, abbiamo monitorato analogamente gli AUM nel tempo nelle diverse regioni di quotazione. Il recente calo dei flussi quotati negli Stati Uniti evidenzia che gli AUM sono scesi dai livelli record, mentre gli ETP sull'oro quotati nell'APAC rimangono a livelli record di AUM. In contrasto con questi recenti massimi, l'AUM degli ETP quotati nell'EMEA ha raggiunto il picco di 45 miliardi di dollari nell'aprile 2022 ed è rimasto significativamente al di sotto di questo livello per qualche tempo, attestandosi attualmente a 27,0 miliardi di dollari.

Focus sui flussi EMEA

A marzo i flussi sui tassi hanno trainato gli acquisti di ETP nel settore del reddito fisso nell'area EMEA (2,8 miliardi di dollari), in linea con la tendenza globale, mentre anche i flussi relativi alle obbligazioni indicizzate all'inflazione sono saliti ai massimi da dicembre 2020, segnando anche il secondo mese di maggior afflussi di sempre (1,2 miliardi di dollari). Ciò ha contribuito a compensare una rotazione fuori dalle esposizioni a spread, con deflussi nei segmenti IG (-1,7 miliardi di dollari), EMD (-1,7 miliardi di dollari) e HY (-3,3 miliardi di dollari – il secondo mese di maggiori deflussi dopo marzo 2020).

A marzo l’azionario europeo è stato il vero protagonista tra gli ETP azionari quotati in EMEA, con 3,9 miliardi di dollari di flussi in entrata, compensando i deflussi da USA (-0,7 miliardi), Giappone (-0,6 miliardi) e mercati emergenti (-0,3 miliardi). In linea con il trend globale, i flussi verso ETP del settore energetico quotati in EMEA hanno raggiunto i massimi storici (2,2 miliardi), mentre i flussi verso utility hanno segnato il secondo livello più alto mai registrato (0,5 miliardi). Questo ha in parte compensato una rotazione fuori dai settori finanziario (-4,0 miliardi – i maggiori deflussi mensili di sempre), healthcare (-0,4 miliardi) e materiali (-1,1 miliardi, dopo i 4,6 miliardi registrati a gennaio e febbraio). A differenza dei flussi verso ETP quotati negli USA, che hanno favorito il settore energetico statunitense, i flussi verso il settore energetico EMEA sono stati prevalentemente diretti verso esposizioni globali (1,3 miliardi), sebbene i flussi verso esposizioni USA abbiano raggiunto un record di 0,6 miliardi e quelli verso il settore energetico europeo siano aumentati a 0,3 miliardi.

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