Euro spinto in alto dai falchi della BCE


Dopo il rialzo dei tassi di interesse, le dichiarazioni ‘hawkish’ dei banchieri sostengono la moneta unica, mentre inizia il dibattito sulla riduzione del bilancio degli acquisti della Banca centrale europea.


Possibili rendimenti dal 10% al 20%

Scopri la nostra selezione di certificate di investimento!


Euro in crescita

L’euro torna protagonista sulla scia di una Banca centrale europea sempre più ‘hawkish’.

La coppia EUR/USD, infatti, prosegue la sua corsa iniziata dopo le decisioni dell’istituto centrale europeo sull’aumento da 75 punti base dei tassi di interesse della scorsa settimana e oggi aggiunge un altro 1,5%, tornando così ai livelli di metà agosto a 1,0191.

Il cielo pieno di falchi

Gli investitori stanno valutando i nuovi segnali da falco arrivati in queste ore su un’ulteriore stretta monetaria per i prossimi mesi.

Il presidente della Bundesbank definiva ieri la decisione di aumentare i tassi europei “un chiaro segnale”, mentre “se il quadro dell’inflazione dovesse rimanere lo stesso, devono seguire ulteriori passi chiari”, anche se si è rifiutato di commentare l’entità di tali mosse, spiegando che le decisioni della BCE dipendono dai dati economici.

Nigel prevede un picco dell’inflazione a dicembre superiore al 10%, mentre il livello dei prezzi potrebbe rallentare nel corso del prossimo anno, restando sopra il 6%.

Attenzione ai dati economici sottolineata anche dal vicepresidente della BCE, Luis de Guindos, secondo il questi determineranno l’entità dei prossimi rialzi dei tassi.

Alcune fonti della Reuters indicano i banchieri centrali di Francoforte evidenziare un crescente rischio di aumento dei tassi di riferimento al 2% e oltre, nel caso in cui le prime proiezioni sull’inflazione del 2025 (attese a dicembre) indicheranno un livello superiore al 2%.

Altri strumenti

In ogni caso, spiegava de Guindos nel corso di un evento a Valladolid, “la BCE è pronta ad adeguare tutti i suoi strumenti per raggiungere il suo obiettivo di inflazione e per impedire uno sganciamento delle attese di inflazione”.

La frase del vicepresidente sembra confermare alcune indiscrezioni diffuse in queste ore circa l’inizio delle discussioni sul Quantitative Easing pubblicate da Bloomberg nel post riunione BCE e riprese venerdì dal Financial Times, secondo le quali a inizio ottobre il tema potrebbe essere al centro dell’attenzione per poi essere deciso per fine anno.

Se le dichiarazioni sulla riduzione del bilancio dovessero diventare troppo aggressive, gli strategist di Mizuho aspettano che lo “spread Btp-Bund allarghi ancora”, prevedendo che anche le parole della consigliera Bce Isabel Schnabel attese per oggi “difficilmente saranno particolarmente 'dovish'”.


La Finestra sui Mercati

Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!

Ho letto e accetto l'informativa sulla privacy