Fed, il taglio dei tassi รจ quasi scontato ma le vere sfide sono altre

La riunione della Fed che termina questa sera si prepara a segnare un punto di svolta per la politica monetaria statunitense. I mercati hanno giร prezzato un taglio di 25 punti base, ma le vere incognite riguardano il linguaggio di Powell, la coesione interna al Comitato e la capacitร della banca centrale di difendere la propria indipendenza politica.
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Un taglio scontato ma non privo di rischi
La Fed arriva al meeting di settembre in un contesto in cui economia, politica e sentiment di mercato si intrecciano come raramente negli ultimi anni. Il CME FedWatch assegna un 94% di probabilitร a un taglio di 25 punti base, con i mercati che prezzano una discesa dei Fed Funds verso il 3,25-3,50% entro dicembre e ulteriori riduzioni trimestrali per tutto il 2026.
Secondo Gabriel Debach, market analyst di eToro, la decisione di oggi appare quasi giร scritta, ma la vera partita si giocherร su tre elementi: il linguaggio utilizzato da Jerome Powell, le nuove proiezioni economiche e il grado di coesione interna al FOMC. Powell dovrร trasmettere lโidea che la Fed taglia i tassi per proteggere il mercato del lavoro, senza perรฒ apparire ostaggio dellโinflazione o, peggio, unโestensione della Casa Bianca.
Dai verbali alla divisione interna
I verbali di quest'anno raccontano una traiettoria progressiva di deterioramento. A gennaio, si legge nel report di eToro, lโeconomia era descritta come solida, con rischi โin equilibrioโ e decisioni prese allโunanimitร . A marzo, lโincertezza risultava giร โaumentataโ, con il Quantitative Tightening rallentato, il Pil rivisto al ribasso allโ1,7% e lโinflazione Pce alzata al 2,7%.
A maggio, la Fed riconosceva rischi doppi: crescita piรน debole e inflazione piรน alta, con i dazi citati come fattore di pressione. A giugno, le stime scendevano ulteriormente con crescita allโ1,4%, disoccupazione al 4,5% e inflazione al 3%. Powell ammetteva che lโincertezza โrimane elevataโ. Infine, a luglio, lโunanimitร si รจ spezzata: Bowman e Waller hanno votato per un taglio immediato. In pochi mesi si รจ passati da una linea โwait and seeโ a una vera e propria necessitร di agire.
Lโindipendenza sotto attacco
Il contesto politico amplifica le tensioni. Lโipotesi di un attacco diretto allโindipendenza della Fed รจ ormai percepita come una delle minacce piรน serie. La survey di settembre di Bank of America, spiega Debach, indica che il 24% dei gestori considera la perdita di autonomia della banca centrale e la svalutazione del dollaro tra i principali tail risk (rischio di coda), dietro soltanto alla possibilitร di una seconda ondata inflazionistica (26%) e a un rialzo disordinato dei rendimenti obbligazionari (22%).
Pochi mesi fa, la guerra commerciale era in cima alle preoccupazioni. Oggi รจ scesa al quarto posto, con il 12% delle risposte, segno che la narrativa del โtrade war triggerโ รจ stata sostituita dal rischio politico e dallโinflazione.
Lo scollamento tra economia e ottimismo dei mercati
Ciรฒ che sorprende, sottolinea Debach, รจ la distanza tra la fragilitร macro e lโeuforia del posizionamento. Sempre il BofA Global Fund Manager Survey di settembre evidenzia il livello di ottimismo piรน alto da febbraio. Solo il 16% dei gestori si attende una crescita globale piรน debole nei prossimi dodici mesi, rispetto al 41% di agosto, mentre il 67% vede uno scenario di soft landing. ร il balzo piรน ampio nelle aspettative di crescita globale dal 2024.
Le allocazioni azionarie sono salite al 28% overweight, massimo da sette mesi, mentre la liquiditร resta al 3,9%. Si tratta di un risk-on pieno, spinto dallโidea che la Fed accompagnerร il ciclo con tagli regolari.
Le previsioni sui tagli per i prossimi mesi
Il sondaggio di BofA conferma un consenso ampio: il 47% degli investitori si aspetta quattro o piรน tagli nei prossimi dodici mesi, il 30% prevede esattamente quattro, il 29% tre, e solo lโ1% non vede alcuna mossa. Un quadro relativamente prudente, che si concentra su tre-quattro interventi in un anno.
Diverso invece il segnale dei mercati dei futures. Il CME FedWatch assegna il 94% di probabilitร a un primo taglio, il 73% a un secondo giร in ottobre e il 70% a un terzo entro dicembre 2025. Guardando oltre, fino a settembre 2026, lo scenario piรน probabile (con il 29% di probabilitร ) รจ un corridoio dei Fed Funds compreso tra 275 e 300 punti base, il che significherebbe un allentamento complessivo di 125 punti base, ovvero cinque o sei tagli da 25 punti base ciascuno. Tradotto: mentre i gestori parlano di tre-quattro tagli, il mercato sconta un easing piรน profondo e piรน rapido.
Il difficile equilibrio di Powell
Questa sera la Fed taglia perchรฉ non puรฒ piรน rimandare: il mercato del lavoro rallenta, i consumi si indeboliscono e ignorare i segnali rischierebbe di generare una spirale negativa. Ma il prezzo รจ chiaro secondo Debach: ogni taglio riduce lo spazio di manovra se i dazi dovessero trasformare la spinta temporanea sui prezzi in unโinflazione persistente.
Powell non deve solo annunciare un -25 bps, deve convincere i mercati che la Fed resta arbitro indipendente in un contesto in cui le pressioni politiche sono sempre piรน forti. Come conclude Debach, il mercato accoglierร positivamente lo scenario attuale โ tre tagli entro fine anno, gradualitร , inflazione considerata effetto temporaneo dei dazi โ ma basterebbe un dot-plot piรน restrittivo, un SEP con proiezioni inflattive piรน alte o un aumento dei dissensi interni per trasformare il taglio da assicurazione a segnale di debolezza.
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