Ferrari in frenata, Goldman Sachs e Morgan Stanley tagliano i target price

Per gli analisti, la concentrazione anticipata di consegne più complesse è destinata probabilmente a mantenere la valutazione del titolo sotto pressione in vista della pubblicazione dei risultati dell'intero esercizio
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Azioni Ferrari in Rosso
Frenata oggi per Ferrari dopo due sedute positive a Piazza Affari, mentre proseguono i tagli dei target price da parte delgi analisti.
Le azioni della Rossa cedono l’1% e scendono a 322 euro e portano al 20% il calo subìto negli ultimi 12 mesi.
Secondo MarketScreener, su 17 analisti il consensus è outperform, con un prezzo obiettivo medio di 377,32 euro.
MarketBeat conferma un consensus buy da 13 analisti, con target medio 505,50 dollari (upside 23,72% dal prezzo di 408,59 dollari).
I tagli dei target price
Oggi Goldman Sachs ha abbassato il target price sulle azioni Ferrari a 378 euro per azione dai precedenti 391 euro, confermando la raccomandazione buy.
Inoltre, Morgan Stanley ha tagliato il target price a 355 euro per azione dai precedenti 367 euro.
La decisione dei due broker arriva dopo quella di venerdì scorso di Jefferies che ha tagliato il target price a 362 dollari dai 401 dollari precedenti, confermando il giudizio hold.
Per gli esperti, “la concentrazione anticipata di consegne più complesse è destinata probabilmente a mantenere la valutazione del titolo sotto pressione in vista della pubblicazione dei risultati dell'intero esercizio il 10 febbraio (e della definizione delle guidance per il 2026)”. Inoltre, la valutazione del titolo “è destinata probabilmente a rimanere sotto pressione nel breve termine”.
"La contrazione del Price to earnings del gruppo, dal picco del 2026 pari a 46,3x (verso la fine di febbraio dello scorso anno) all'attuale 32,5x (consenso), difficilmente offrirà un effetto positivo sufficiente in un periodo in cui le revisioni degli utili manterranno il dibattito tra gli investitori su posizioni caute", scrivono ancora gli analisti.
WebSim Intermonte si concentra sulle previsioni in vista della pubblicazione dei risultati finanziari il 10 febbraio: “il quarto trimestre vedrà un rallentamento sequenziale per via di una difficile base di paragone, mix positivo ma meno forte dei trimestri precedenti', scrivono gli esperti, che segnalano come le stime 2026 siano 'state riviste al ribasso mid single digit negli ultimi mesi”. Intermonte, che ha sul titolo un giudizio outperform, ha abbassato il target price a 420 dollari dai precedenti 430.
Anche Deutsche Bank si dimostra prudente sulle aspettative per il quarto trimestre: “prevediamo un calo su base annua delle consegne nel quarto trimestre 2025, che si tradurrà di conseguenza in volumi inferiori per l'intero 2025”, scrivono gli esperti.
Inoltre, concludono, “riteniamo che il lancio di diversi nuovi modelli possa mettere sotto pressione la struttura dei costi fino all'avvio delle consegne a partire dal primo trimestre 2026”. Db ha tagliato l'obiettivo di prezzo sul titolo a 450 dollari dai precedenti 460 dollari.
Infine, anche Ubs ha ridotto il target price, portandolo a 555 dollari dai 563 precedenti.
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