Focus su Venezuela ma i mercati guardano ai fondamentali. Nikkei a +3%

Lโanno si apre con un nuovo fronte geopolitico, ma i mercati finanziari mostrano per ora una capacitร elevata di assorbire lo shock. Lโoperazione militare statunitense che ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolรกs Maduro non ha innescato tensioni durature sui prezzi dellโenergia, mentre lโazionario globale resta sostenuto. In Europa, i future sullโEuro Stoxx 50 segnalano un avvio in rialzo dello 0,6%, in scia al forte andamento delle Borse asiatiche.
Indice dei contenuti
- 1. Intervento Usa in Venezuela
- 2. Asia-Pacifico in forte rialzo: tecnologia e semiconduttori al centro del risk-on
- 3. Europa verso un avvio positivo dopo il traino asiatico
- 4. Federal Reserve e rischio di dominanza fiscale
- 5. Agenda macro fitta nella prima settimana dellโanno
- 6. Metalli e cambi: nuovi record e ricerca di copertura
- 7. Piazza Affari: riflettori su governance, dividendi ed energia
Intervento Usa in Venezuela
Lโintervento militare degli Stati Uniti in Venezuela e la cattura del presidente Nicolรกs Maduro non sembra scuotere troppo i mercati.
Nonostante la portata politica dellโevento, il mercato del petrolio reagisce con freddezza. Il greggio resta debole in calo di circa lo 0,3%, dopo un 2025 chiuso con una flessione prossima al 20%.
Gli investitori continuano a guardare soprattutto ai fondamentali globali, caratterizzati da un eccesso di offerta destinato a persistere nel 2026. Il Venezuela, un tempo grande produttore, oggi pesa meno dellโ1% dellโofferta mondiale, con una produzione intorno ai 900 mila barili al giorno, dopo anni di sottoinvestimenti e sanzioni.
Secondo il mercato, eventuali interruzioni di breve periodo possono essere facilmente compensate da maggiori produzioni altrove, mentre lโOPEC+ โ riunitasi nel fine settimana โ non ha modificato la propria strategia, confermando la pausa sugli aumenti produttivi nel primo trimestre.
Il punto centrale รจ che il Venezuela, pur detenendo le maggiori riserve petrolifere accertate al mondo, oggi incide in misura marginale sullโofferta globale. In un contesto in cui il mercato petrolifero entra nel 2026 giร con aspettative di surplus, la crisi venezuelana viene quindi interpretata come un fattore catalizzante sul piano geopolitico, ma non come un elemento in grado di alterare in modo strutturale lโequilibrio domanda-offerta.
Un cambio di regime a Caracas potrebbe incidere piรน sulla geografia dei flussi che sui volumi complessivi. Un riallineamento politico agli Stati Uniti renderebbe naturale un riorientamento delle esportazioni verso le raffinerie della Costa del Golfo Usa, storicamente strutturate per lavorare greggi pesanti come quello venezuelano, a discapito della Cina. Tuttavia, una ripresa significativa della produzione richiederebbe anni, stabilitร politica, investimenti miliardari e la risoluzione di contenziosi finanziari con le major occidentali. Elementi che il mercato, al momento, considera lontani nel tempo.
Asia-Pacifico in forte rialzo: tecnologia e semiconduttori al centro del risk-on
Il vero baricentro della seduta resta lโAsia. I mercati azionari dellโarea Asia-Pacifico registrano un nuovo e deciso rialzo, prolungando la corsa iniziata nel 2025 grazie al contributo determinante dei titoli tecnologici e dei semiconduttori. La convinzione che la domanda di processori avanzati e chip di memoria resterร sostenuta anche nel 2026 continua a rafforzare il posizionamento degli investitori sul comparto.
In Giappone il Nikkei 225 avanza di circa il 3%, aggiornando i massimi degli ultimi due mesi, mentre il Topix guadagna il 2,3% e segna un nuovo massimo storico. I titoli legati alla filiera dei semiconduttori guidano il rialzo, con forti acquisti su Advantest e Tokyo Electron. La seduta รจ particolarmente brillante anche in Corea del Sud, dove il Kospi balza di oltre il 3% su nuovi record, sostenuto dalle performance di Samsung Electronics e SK Hynix.
In Cina, lโintonazione resta positiva nonostante segnali macro piรน contrastati. Il CSI 300 sale dellโ1,3% e lo Shanghai Composite dellโ1,1%, mentre lโHang Seng di Hong Kong consolida dopo il rialzo di quasi il 3% della seduta precedente. Un sondaggio privato segnala che lโattivitร dei servizi si รจ espansa a dicembre al ritmo piรน lento degli ultimi sei mesi, restando comunque in territorio espansivo. Il dato conferma che la seconda economia mondiale continua a muoversi in un equilibrio delicato tra stimoli e rallentamento strutturale, senza perรฒ intaccare, almeno per ora, il sentiment sugli asset rischiosi.
Europa verso un avvio positivo dopo il traino asiatico
Il buon andamento delle piazze asiatiche si riflette sulla preapertura europea. I future sullโEuro Stoxx 50 indicano un avvio in rialzo dello 0,6%, mentre quelli su Wall Street guadagnano circa lo 0,3%. Il segnale che emerge รจ quello di mercati ancora in modalitร risk-on, capaci di assorbire rapidamente lo shock geopolitico venezuelano e di concentrarsi sulle prospettive di crescita degli utili e sulla traiettoria della politica monetaria.
Federal Reserve e rischio di dominanza fiscale
Sul fronte statunitense, il dibattito si concentra sempre piรน sul ruolo della politica fiscale e sulle implicazioni di lungo periodo per la Federal Reserve. Nel fine settimana, un panel di economisti ha messo in evidenza i rischi legati allโaumento del debito federale e alla possibilitร che la banca centrale possa trovarsi sotto pressione per mantenere tassi piรน bassi al fine di contenere i costi di servizio del debito, uno scenario noto come dominanza fiscale.
Le dichiarazioni di Janet Yellen hanno richiamato lโattenzione su un disavanzo pubblico destinato a restare elevato e su un rapporto debito/Pil in crescita, elementi che potrebbero complicare il compito della Fed nel medio periodo. Per i mercati, il tema non รจ immediato, ma contribuisce a rafforzare lโinteresse per gli asset reali e per i beni rifugio, in un contesto in cui la politica monetaria resta un fattore chiave di orientamento.
Agenda macro fitta nella prima settimana dellโanno
La settimana si apre con un calendario macroeconomico particolarmente denso. I riflettori sono puntati sui PMI dei servizi in Europa e negli Stati Uniti, sui dati preliminari sullโinflazione in diversi Paesi dellโarea euro e sugli indicatori del mercato del lavoro americano. Numeri che forniranno indicazioni cruciali per le prossime mosse di Fed e BCE e che potrebbero incidere sulle aspettative di politica monetaria e fiscale nei principali blocchi economici.
Metalli e cambi: nuovi record e ricerca di copertura
Le tensioni geopolitiche e il contesto macro-finanziario sostengono in modo evidente i metalli preziosi. Lโoro sale fino a 4.407 dollari lโoncia, ampliando una performance giร eccezionale per tentare di battere i storici a 4.536 dollari lโoncia e dopo aver chiuso il 2025 con il miglior risultato dal 1979. Anche lโargento si muove con forza, salendo a 75,3 dollari lโoncia, anchโesso vicino ai record (79,71 dollari lโoncia), sostenuto sia dalla componente rifugio sia da una domanda industriale strutturalmente solida.
Sul mercato dei cambi, il dollaro tenta un recupero dopo il peggior calo annuo dal 2017. Lโeuro/dollaro scende dello 0,3% a 1,1680, riportandosi sotto quota 1,17 per la prima volta da metร dicembre. Il movimento riflette una combinazione di rientro del rischio geopolitico e di riposizionamento in vista dei dati macro della settimana.
Piazza Affari: riflettori su governance, dividendi ed energia
A Piazza Affari lโattenzione si concentra su alcuni dossier chiave. Ferrari beneficia della maggiore visibilitร sulla governance dopo il rinnovo del patto parasociale tra Exor e Piero Ferrari fino al 2029, un elemento che rafforza la stabilitร dellโazionariato in una fase di valutazioni elevate.
Stellantis resta sotto osservazione dopo il calo delle immatricolazioni in Italia a dicembre e nel complesso del 2025, in un contesto di domanda ancora fragile e di profonda transizione industriale.
Sul fronte energetico, Eni monitora gli sviluppi in Venezuela senza segnalare impatti operativi, dato che la produzione locale riguarda esclusivamente gas destinato al mercato interno. Il titolo continua a essere guidato piรน dallโandamento del petrolio che dal rischio geopolitico specifico.
Tra le banche, Monte dei Paschi di Siena resta al centro dellโattenzione dopo lโapertura del consiglio di amministrazione a una politica di remunerazione piรน generosa, con payout potenzialmente fino al 100% degli utili e un Rote indicato al 14%, in linea con le attese di un settore sempre piรน orientato alla distribuzione di capitale.
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